Vertenza autotrasporto. Governo inadempiente e inaffidabile

Disegno di legge sulla sicurezza stradale

21 Maggio 2007

Il punto della reale situazione sui pedaggi autostradali 2005 e 2006

21 Maggio 2007

Disegno di legge sulla sicurezza stradale

21 Maggio 2007

Il punto della reale situazione sui pedaggi autostradali 2005 e 2006

21 Maggio 2007

Forse qualcuno si domanderà se la dura presa di posizione del segretario generale di Conftrasporto Pasquale Russo sia frutto di pregiudizi o prevenzione nei confronti del ministro Bianchi e del Governo. Così però, spiace dirlo, non è. Sono i fatti che lo dimostrano.
Le imprese di autotrasporto italiano si trovano di fronte, è bene che si sappia, ad un ministro abituato ad effettuare annunci e a non concretizzarli; a sottoscrivere protocolli e a non attuarli; ad assumere impegni e poi smentire di averli assunti. Per le prove rinviamo agli atti parlamentari.
Per la verità questa pratica sembrerebbe essere una modalità di comportamento del Governo nel suo insieme. I sindacati dei lavoratori si sono sentiti presi in giro sul contratto degli statali in quanto, dopo aver convenuto su normative e incrementi, qualcuno avrebbe modificato le cifre nella stesura del provvedimento finale. Che volete che siano errori di trascrizione; capita.
A differenza del mondo dell’autotrasporto, dove ormai una parte delle associazioni, di fronte a tali comportamenti autorizzano con i loro atteggiamenti subalterni al ministro di praticare il rituale dei continui rinvii se non addirittura a consentire di proferire frasi arroganti con le quali si invitano le associazioni che non credono alle Sue ennesime promesse ad abbandonare pure il tavolo dell’incontro, le organizzazioni dei lavoratori hanno immediatamente aperto una fase vertenziale con proclamazioni di giornate di sciopero, solo perché i patti sembrano essere leggermente modificati.
I nostri rappresentati di imprese invece, (dei quali fa parte anche la dirigenza di quella Fita, emanazione della Cna, che non solo non sottoscriveva protocolli che venivano in tempi brevissimi mantenuti, il riconoscimento è presente in documenti sottoscritti dalle organizzazioni stesse, ma addirittura lanciava continui allarmi sui costi non riconosciuti, sul prezzo del gasolio, e coltivava ogni piccola iniziativa di protesta tentando di collegarla ad altre iniziative per estenderla a livello nazionale) oggi tacciono e, con estrema cortesia, anche se il ministro li tratta in modo arrogante, rappresentano sommessamente il proprio disagio.
Le associazioni del Cuna non firmatarie dell’intesa del 7 febbraio,dio fronte alle prevedibili inadempienze, si vadano a rileggere le dichiarazioni rilasciate da coloro che avevano sottoscritto quell’accordo, decidono invece di urlare tutti insieme il loro disappunto, invitando tutti coloro che hanno a cuore le sorti delle imprese di trasporto ad unirsi al loro grido e a non dar tregua agli inadempienti.
Ciò che è in atto appare chiaro: il Governo tenta di criminalizzare gli operatori del settore facendo passare il disegno di legge sulla sicurezza come un provvedimento che si indirizza prevalentemente sull’autotrasporto (il titolo del d.d.l. ne è una conferma); ritarda gli interventi concordati sulla riduzione dei costi e sull’identificazione delle voci sulle quali intervenire, restando in attesa di pronunciamenti comunitari; non interviene con provvedimenti sulla parte fiscale del cabotaggio, sui controlli, sulla restituzione delle somme versate dagli autotrasportatori all’Albo, sull’avvio degli incentivi alle autostrade del mare; non ha mantenuto l’impegno a prorogare la legge delega per assicurare un miglior funzionamento della riforma dell’autotrasporto; infine sta gestendo in modo pasticciato, pericoloso e senza certezze per le imprese coinvolte, l’azione di recupero del bonus fiscale, le cui lettere sono state inviate alle imprese. E qualcuno, tentando di confondere le idee, aveva parlato di lettere false!
Il risultato di questa politica, se non vi sarà una ripresa di consapevolezza, porterà le imprese a perdere il ruolo di interlocuzione che il settore aveva ottenuto dai governi passati con grandi sacrifici ed a non vedersi riconosciuti neppure le provvidenze per l’acquisto dei nuovi automezzi ecologici, o ad ottenerne di poco significative, elemento questo che aveva indotto un imprenditore ad autorizzare l’azione di recupero del bonus fiscale ed a far fallire l’azione unitaria avviata tra le associazioni.
Qualcuno si potrebbe domandare se queste riflessioni possano essere solo il frutto di elucubrazioni pessimistiche? Auguriamocelo.
Pubblichiamo, per opportuna conoscenza, quanto risulta dai verbali della Camera dei Deputati relativamente alle risposte, ad interrogazioni parlamentari, che il Governo ha fornito sulla vertenza dell’autotrasporto.
Ognuno legga e poi si domandi se a distanza di otto mesi dalla firma del primo protocollo di intesa le dure prese di posizione di Pasquale Russo sono condivisibili oppure no! Si interroghi, infine, per essere sicuro che i dubbi e le riflessioni sopra riportate non trovino conferme ancora una volta in atti scritti e ufficiali. Dopo però agisca!

Il Presidente FAI – Paolo Uggè

Redattore: Presidente FAI – On. Paolo Uggé