Sugli autotrasportatori il Sole24 commenta ma non s’informa – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 12 luglio 2008

L’intesa sul trasporto ? un passo avanti, non un ricatto – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 05 luglio 2008
16 Dicembre 2008
Caro presidente FS, cos? viaggia su un binario morto – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 19 luglio 2008
16 Dicembre 2008

Certe intese prima d’essere commentate dovrebbero essere intese. Non ? una contraddizione in termini ma semplicemente assumere a riferimento la regola su cui si basa il mercato: l’equilibrio tra domanda e offerta. Quando ci? non si realizza, il pi? forte vince sul pi? debole e si instaura il capitalismo di rapina, non certo le regole di un sano mercato. Lo scriveva Fernand Braudel storico francese fra i massimi esponenti della scuola delle Annales, che studia le civilt? e i cambiamenti a lungo termine. Nel nostro Paese si usa affermare che esistono tre categorie: chi sa e fa; chi non sa e non fa; e chi non sa e insegna. Ne aggiungo una quarta: coloro che, non sapendo, evitano di approfondire ma scrivono per obblighi contrattuali. Sono giunto a questa conclusione dopo aver letto il teorema di Guido Gentili sul Sole 24 ore, pubblicato nell’edizione di ieri. Nel testo si sostiene che l’accordo concluso con gli autotrasportatori il 24 giugno scorso e che ha evitato nuovi blocchi dei trasporti dopo quelli del dicembre scorso, sarebbe poco lungimirante, contro gli interessi generali, antieconomico e portatore di fenomeni inflattivi, in quanto introdurrebbe una sorta di scala mobile e un nuovo sistema tariffario. Forse ? sfuggito all’illustre opinionista che in nessuna parte dell’intesa governo-autotrasporto si parla di tariffe: caso mai si identificano i costi. Le tariffe nel sistema obbligatorio (che oggi tra l’altro non esiste pi?) sono fissate da un terzo soggetto, il ministero dei Trasporti. Le parti, invece, sono libere di determinare, tramite contratto scritto, il prezzo che ritengono congruo, definendo anche il meccanismo di recupero dell’incremento del prezzo del gasolio. Solo in mancanza di un atto scritto viene individuata l’incidenza del costo del gasolio, al fine di fornire elementi per un corretto computo dell’incremento. Nessun sistema coercitivo obbligatorio ma regole, contrattualmente definite tra le parti. Impropriamente ? stato utilizzato il termine ?scala mobile?, ma la clausola di salvaguardia, che scatta oltre la soglia del 2% di incremento, ? ambivalente in quanto prevede la possibilit? di intervenire anche in caso di riduzione di tale voce. Non mi risulta che il meccanismo della scala mobile sia bidirezionale. Vorrei ricordare inoltre all’illustre giornalista che in Francia da anni tale clausola ? in vigore e sta per essere introdotta in altri Paesi dell’Europa. La norma altro non ? che la riproposizione della clausola B.A.F., in vigore proprio per consentire il recupero di incrementi sui bunkeraggi. I trasporti aereo e marittimo prevedono una simile clausola, ma questo non ha suscitato la riprovazione di nessuno. Infine, l’inflazione mi pare proprio la questione pi? singolare. Ipotizziamo che un autotreno di300 quintali di portata compia un viaggio medio di 300 chilometri e trasporti della pasta. Il prezzo riconosciuto ? non quello percepito – oscilla tra 1,3 e 1,5 euro per km. Considerando che la voce gasolio incide per il 30 per cento e ipotizzandone un aumento del 10 per cento, ? possibile calcolare quale sar? l’incremento di quel viaggio. Passer? da 450 euro a 463,5: circa 13 euro da suddividersi per 30mila chilogrammi di pasta. ? facile calcolare quanto aumenter? per il consumatore un chilogrammo di spaghetti, penne, maccheroni o fusilli. .. ? questa la spinta inflativa per i consumatori? Siamo seri! Forse sarebbe meglio evitare i luoghi comuni e le facili strumentalizzazioni. L’intesa con il governo mira invece proprio a favorire la trasparenza della quale spesso si parla e in particolare una maggior sicurezza sulle strade, attraverso l’applicazione di regole che consentono la tracciabilit? delle operazioni. La sicurezza, ? un bene condiviso e preteso ma di cui ognuno vorrebbe fossero altri a pagare il costo. E questa non ? affatto moralit?. Paolo Ugg?