
GOV10059 – Decreto Legge Incentivi. Misure per favorire la rottamazione di rimorchi e semirimorchi vecchi e loro sostituzione con nuovi. Proroga di 60 giorni per la definizione delle norme sul trasporto persone con conducente.
29 Marzo 2010
Rubrica Ruote d’Italia su Il Giornale del 28 marzo 2010
29 Marzo 2010Sicurezza è un tema tornato prepotentemente alla ribalta sulla scia di nuove stragi sull’asfalto e c’è da scommettere che verrà riproposto sicuramente dai media in occasione dell’esodo di Pasqua e, più avanti, con l’arrivo della stagione estiva, quando gli spostamenti sulle strade si intensificheranno ulteriormente e il rischio di un incremento dell’incidentalità aumenterà purtroppo proporzionalmente. Come spesso avviene i commenti «derubricheranno» gli incidenti a fatti di cronaca, si spettacolarizzeranno gli eventi mettendo in bella mostra il dolore delle persone. Sono trascorsi appena quindici giorni dal fine settimana che ha fatto registrare venti vittime sulle strade, ma dopo la denuncia il tema, nonostante le esortazioni fatte per sollecitare un approfondimento, è scomparso dai giornali. Così come è scomparso il fatto, incontrovertibile, che il Governo, su un tema come quello della sicurezza profondamente sentito dall’opinione pubblica, dopo otto mesi non sia riuscito a ottenere che il Senato licenziasse il testo come approvato dalla Camera dei deputati. Un attesissimo passo in avanti che potrebbe avere ripercussioni positive sui comportamenti di tutti coloro che si muovono sulle strade.
Insieme ad altre modifiche ce n’è una sulla quale Fai-Conftrasporto si è particolarmente battuta e che riguarda le misure per gli autisti professionisti che fanno uso di sostanze stupefacenti o alcooliche. Un «regalo» del ministro Livia Turco la quale, pensando di risolvere un problema, in realtà ha finito per complicare l’attività delle imprese. Queste infatti oggi prima dell’assunzione non possono richiedere ai futuri dipendenti la dimostrazione, attraverso certificati rilasciati dagli organi competenti, di non far uso di sostanze stupefacenti o di non essere dediti all’alcol. Devono però sotto porre il personale già assunto al test e, nel caso risultino positivi, mantenere loro il posto di lavoro in attesa del recupero. Conftrasporto chiede invece che la dichiarazione sia un elemento da presentarsi prima dell’assunzione, in modo da evitare che migliaia di piccole imprese, l’80percento circa del settore, debbano trovarsi in difficoltà. Inoltre ritiene indispensabile che, nel caso un conducente professionale venga trovato alla guida ubriaco o sotto l’effetto di sostanze dopanti, si possa procedere al licenziamento per giusta causa. Che in un sistema bicamerale si debba consentire a ogni ramo del Parlamento di poter emendare un testo è sacrosanto, ma che su un tema come quello della sicurezza – che può stravolgere la vita di persone – si lascino trascorrere otto mesi ,è inammissibile. E addirittura farebbe inorridire scoprire un possibile fondo di verità nelle voci, sempre più insistenti, secondo cui dietro l’inspiegabile ritardo ci sarebbe una sorta di baratto che vedrebbe, come merci di scambio, la legge sui porti e le modifiche al Codice della strada. Baratto che sarebbe in atto tra le due Camere.
Non resta che lanciare l’ennesimo appello al Governo perché intervenga e ponga fine a una situazione inaccettabile, soprattutto dalle moltissime famiglie colpite da lutti che avrebbero potuto essere evitati. Il Governo del fare non può consentire che su certi temi si possa tentennare. Non vorremmo, dopo la definizione il Governo del «fare», dover aggiungere il sostantivo melina. Questo può andar bene nel calcio, non in una sfida dove in palio c’è la vita di migliaia di persone. Non sarebbe degno di un Governo serio.
Paolo Uggè


