
Misure urgenti in materia di guida dei veicoli e di patente a punti
14 Novembre 2005
Massimo Dolciami Presidente UNITAI
16 Novembre 2005Occorre ora dettagliare e specificare alle imprese, la successione dei fatti relativamente a come si ? sviluppata l’intera trattativa.
Nessuno immagini che si voglia magnificare l’intervento del Governo nella trattativa che si ? conclusa. Occorre tuttavia evitare che alcune mezze verit?, o intere mistificazioni relativamente allo svolgimento della vertenza, prendano corpo. Per questo cerchiamo di dettagliare e specificare la successione dei fatti relativamente a come si ? sviluppata l’intera trattativa.
Innanzitutto il confronto ha preso l’avvio da richieste avanzate da associazioni di categoria. Ad eccezione della Fiap (Cavalli), tutte hanno convenuto sui punti rivendicativi presentati al Governo. E’ bene subito evidenziare che la condivisione essenziale sulla quale si ? potuta sviluppare la discussione ? stata relativa agli interventi che dovevano mirare alla riduzione del costo kilometrico, del quale la voce gasolio ? parte essenziale, evitando tuttavia di insistere sulla riduzione dell’accisa, impossibile ad ottenersi in quanto rientrante in una logica comunitaria che non consente ad alcun Paese autonomia sulla parte fiscale relativa al gasolio.
Durante gli incontri, che hanno portato all’ottenimento di quanto gi? ampiamente illustrato con altre circolari informative, nessuna richiesta tendente ad evidenziare situazioni di insoddisfazione o miranti ad elevare le offerte prospettate ? stata sostenuta della CNA Fita. Le risultanze dell’incontro sono quindi il confronto di discussioni alle quali tutti hanno partecipato, tanto vero che la pre-intesa ? stata sottoscritta da tutti.
Leggiamo in alcune circolari della CNA Fita solo ora alcune osservazioni critiche sui risultati ottenuti. Nelle critiche si mischia la riforma dell’autotrasporto, cos? come approvata dal Parlamento anche con qualche riconoscimento sulla bont? del lavoro da parte dei gruppi di opposizione, con i punti dell’intesa. In particolare:
a)La riforma non tenterebbe di mettere in condizione le imprese di restare sul mercato; di introdurre la condivisione delle responsabilit?; le sanzioni per tutti i soggetti, committenti e proprietari delle merci inclusi, vantaggi per coloro che stipulano i contratti scritti. Una lettura attenta degli articolati sembrerebbe dimostrare il contrario se non per la mancata previsione dell’obbligo di stipulare il contratto scritto. Su tale obbligo, a parte dubbi di legittimit?, esistono forti avversit? anche in molte organizzazioni dell’autotrasporto. La definizione ?di regola? ? dunque quella pi? rispondente alle esigenze di tutti ed era stata accettata nell’accordo del 2001 dalla stessa Fita. Ovviamente si tace sulla possibilit? che la riforma prevede che entro due anni il Parlamento possa apportare modificazioni ai testi approvati qualora non raggiungessero, ad esempio, gli obiettivi delineati;
b)Si sostiene che i costi kilometrici sarebbero superiori notevolmente di quelli esistenti a livello europeo. In tal modo si contraddicono gli studi approvati all’inizio d’anno dal comitato centrale dell’Albo dove si certifica che i costi sono sostanzialmente allineati e si individua nei maggiori tempi di percorrenza, caso mai, la causa principale del differenziale che esiste e che non ? tra i costi kilometrici bens? tra quelli orari;
c)Si evidenzia come un aspetto negativo il lungo elenco dei punti inclusi nell’intesa. Questi per? non sono altro che le risposte alle tante richieste avanzate;
d)Si mette in dubbio la messa a disposizione da parte delle risorse per l’autotrasporto (475 milioni di Euro). Basterebbe leggersi gli atti del Senato, come approvati, per avere la certezza che le risorse sono stanziate;
e)Si avanzano dubbi sull’assenza di interventi, da parte del Governo, in sede europea per la questione ?gasolio? ma i documenti comunitari sono in grado di dimostrare l’esatto contrario;
f)Si segnala, non certo con spirito costruttivo, l’introduzione di misure che premiano gli automezzi tecnologicamente pi? avanzati (il sistema ? identico a quello concordato e introdotto per le riduzioni sui pedaggi autostradali). Perch? nascondere che oltre ad un significato di valore sociale, pi? sicurezza e minor inquinamento, con tale decisione si finisce con il penalizzare il contro proprio?
g)Si mette in dubbio la riduzione sui contributi dovuti al Servizio Sanitario Nazionale in quanto di competenza delle Regioni. Ma proprio come indica la sigla questi contributi sono di competenza dello Stato e non delle Regioni;
h)Per quanto riguarda l’INAIL viene rifinanziata, raddoppiandola, la cifra gi? prevista per la riduzione di tale voce. A meno di voler sostenere che tale riduzione non fosse attuata gi? nel passato come da sempre si ? sostenuto e quindi criticare negativamente tutte le intese sottoscritte dalla Fita, l’ottenimento di tale intervento risale infatti a prima dell’anno duemila, non si comprende il dubbio sollevato;
i)Si parla delle somme destinate alle spese non documentate per coloro che operano all’interno delle aree comunali. Questa richiesta ? stata sostenuta proprio dalla Fita e condivisa dalle altre organizzazioni, ora se ne mette in dubbio la fattibilit??
Ovviamente gli estensori della circolare si sono scordati delle risorse messe a disposizione per la costituzione del fondo per l’autotrasporto al fine di mettere costituire degli ammortizzatori sociali e consentire interventi pubblici per agevolare iniziative per le realt? che intendono crescere ed affrontare le sfide che l’evoluzione verso la logistica prevede.
Allo stesso modo sono sfuggite le proroghe per l’installazione dei paraspruzzi e delle strisce retroriflettenti o, peggio ancora, della proroga sull’accesso al mercato.
Una ultima dimostrazione di poca obiettivit? viene dalla richiesta di moratoria sindacale prospettata dal Governo. Nessuno, al di l? della discussione sui tempi che, non sfuggir? a nessuno interesser? anche il prossimo esecutivo che guider? il Paese, ha discusso sul principio. Anche la CNA Fita ha condiviso la sola proposta riguardante i tempi. Oggi tale aspetto sembra avere una importanza fondamentale. Ma la CNA Fita era presente alla trattativa per ricercare soluzioni o per evitare di apportare miglioramenti a vantaggio della categoria. Se cos? fosse significherebbe che il vero obiettivo era quello di far fallire la trattativa per portare la categoria al fermo. E’ poco consolante pensare che sia cos? ma?
Siamo convinti, invece, che sia stata la fretta a favorire le imprecisioni suddette. Speriamo che col tempo si voglia meglio specificare per fornire agli operatori elementi obiettivi che consentano valutazioni su fatti reali e non su incomprensioni di qualche dirigente poco attento.
Fonte:
Redattore: Segreteria Generale Conftrasporto


