Proposte di limitazione alla circolazione dei mezzi pesanti al passo del Monginevro e contestazione delle associazioni francesi

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Limitazioni alla circolazione dei mezzi pesanti al passo del Monginevro
1. La RN 94, e in particolare il passo del Monginevro non sono adatti per diventare un luogo di grande traffico alpino che possa assicurare il transito internazionale.
Quest’asse è destinato ad un traffico locale e interregionale per:
a) la situazione invernale: è un passo a 1850 m,
b) problemi geometrici: pendenza fino a 12 per cento, caduta massi, etc.
c) l’attraversamento di agglomerati: poca sicurezza con l’aumento della velocità in discesa, e sorpassi che si moltiplicano, nocività.
2. Il traffico sul Monginevro, e sulla RN 94 ha raggiunto un livello critico:
a) da 2200 a 3000 veicoli/al giorno sul Monginevro,
b) 350 mezzi pesanti/al giorno nel 2001, ma con delle punte fino a 1200 in alcuni giorni,
c) nella valle di Briançon è difficile aumentare le capacità di quest’asse.
3. In relazione all’aumento del traffico, quando il Monte Bianco è stato riaperto, gli eletti delle Hautes Alpes avevano chiesto delle restrizioni per la circolazione dei mezzi pesanti su questo percorso.
Il Ministro delle Infrastrutture si era impegnato nel discutere questa richiesta durante la riunione del 2 ottobre 2001 a Lione.
Questa missione è stata affidata a M. Hubert Peigne, Ingegnere Generale del Ministero delle Infrastrutture.
4. Il dispositivo di regolamentazione è in fase di studio e comporta:
1. Una misura generale di divieto di circolazione dei mezzi pesanti superiori a 26 t:
Un decreto dei vari Prefetti vieterà il passaggio dei mezzi pesanti superiori a 26 t e con 4 assi o più (veicoli articolati).
LE ECCEZIONI
1. La prima:
I veicoli di soccorso.
2. La seconda:
Per i veicoli che devono caricare o scaricare della merce in un territorio vicino al Monginevro.
Questo territorio di prossimità è composto dal :
– dipartimento des Hautes Alpes;
– dipartimento des Alpes de Haute Province;
– cantone di Bourg d’Oisans (Sud est de l’Isère).
3. La terza:
Per i veicoli che sono obbligati a passare per il Monginevro per raggiungere gli impianti tecnici e amministrativi dello stabilimento dal quale dipendono, se questi si trovano:
– tra Savines Le Lac e il Col du Mongenèvre (65km),
– tra La Grave et le Col du Mongenèvre (65km).
P.S.: Il perimetro può estendersi un po’. Un censimento delle imprese si sta realizzando d’intesa con la categoria.
Lettera- Petizione sulle buone ragioni della non chiusura dei passi del Monginevro e del Larche ai mezzi pesanti superiori a 26 t.
Le Unioni Padronali des Hautes Alpes e des Alpes de Haute – Provence; i trasportatori e gli operatori economici dei suddetti dipartimenti e delle regioni italiane frontaliere coinvolte, richiamano l’attenzione dei poteri pubblici, di entrambe le parti, sull’inopportunità e sui pericoli che la decisione di chiusura dei Passi del Monginevro e del Larche ai mezzi pesanti, superiori a 26 t. contiene.
In effetti, come dimostra la lettera – petizione, tale misura non può essere accettata per i seguenti motivi:
1. Le negatività evidenziate e legate alla circolazione dei mezzi pesanti sono da un lato esagerate, e dall’altro, producono effetti disastrosi sul piano economico e sociale se, come previsto, si determinasse la chiusura dei passi:
Il traffico quotidiano arriva al massimo a 350 mezzi, nei giorni di punta e, visto che le negatività ambientali legate alla circolazione, alla luce del fatto che il gasolio consumato dagli automezzi tra l’Argentière e il passo del Monginevro inquina circa 25 volte meno dell’insieme del consumo di gasolio domestico usato nel medesimo perimetro, non sussistono le condizioni sufficienti per motivare l’introduzione del divieto di passaggio dei mezzi pesanti, superiori a 26 tonn. sul passo del Monginevro.
2. Le regolamentazioni ipotizzate hanno per unico obiettivo quello di regolamentare il problema di carenza di infrastrutture stradali o la scarsa adattabilità delle infrastrutture delle Hautes –Alpes:
In effetti, mentre sul versante italiano del passo del Monginevro nessun Comune, tranne quello di Claviere, è attraversato dalla strada statale, e lì tutti effettuano una deviazione; sul lato francese, la rete stradale nazionale manca dei tratti di alleggerimento e deviazioni (necessità imprescindibile per sbloccare le Hautes Alpes che devono integrarsi, tra l’altro con delle tangenziali che aggirino i comuni attraversati dalla RN 94 e la tratta coperta sotto il Monginevro.
3. L’incertezza che gli italiani accettino tale misura, anche perché oltre la chiusura del Monginevro ci sarà anche quella del Larche.
4. Le eventuali deroghe di passaggio per i servizi locali e per le imprese che hanno la loro sede in una parte del dipartimento, creeranno una discriminazione tra i trasportatori dello stesso bacino di lavoro e di attività.
Le deroghe al di fuori del traffico locale per le imprese che hanno i loro impianti tecnici, situati in un perimetro di 65 Kilometri rispetto al Monginevro, finiranno per ricreare le difficoltà nella viabilità, a raggio molto corto, a quelle imprese la cui sede è situata al di là del limite di tale disposizione, oltre a generare disuguaglianze tra le imprese posizionate nel perimetro per il quale sono previste deroghe e quelle situate al di fuori, ma che necessitano di poter transitare per il passo del Monginevro.
5. Questa misura arbitraria è in contrasto con la legislazione europea sulla libera circolazione delle persone e delle merci:
In effetti, i passi suddetti, le strade statali e provinciali costituiscono le uniche vie di comunicazione a cielo aperto verso l’Italia.
Per tutte le suddette ragioni, il progetto di regolamentazione della circolazione dei mezzi pesanti, superiori alle 26 tonn. sul passo del Monginevro non sembrano giuridicamente fondate, senza neppure incrementare gli insufficienti mezzi di controllo, che una misura del genere richiederebbe.
E’ importante sottolineare che la vita moderna risulterebbe penalizzata da tali restrizioni visto che gli scambi commerciali tra il sud e il sud-est della Francia e la provincia più ricca d’Italia sono considerevoli e lo diventeranno ancora di più con i giochi olimpici che si terranno a Torino nel 2006.

Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto