Monday Outlook – 11/07/2016
11 Luglio 2016Osservatorio Confcommercio-Format sulle imprese dell’automotive (sintesi) – 09/07/2016
11 Luglio 2016L'anno prossimo il numero di persone occupate tornerà ai livelli pre-crisi nell'area Ocse dei Paesi più avanzati economicamente, ma la ripresa continua a essere fragile e il tasso di disoccupati troppo alto in molti Paesi europei.
Uno degli elementi di preoccupazione sottolineato dall'Ocse è legato al fatto che i Neet, i giovani che non sono né in cerca di occupazione né presi dagli studi, rischiano di restare indietro rispetto alla ripresa complessiva. L'anno scorso, infatti, il 15% dei ragazzi tra 15 e 29 anni nell'area Ocse è ricaduto in quella categoria, con l'aggravante che si tratta in molti casi (più di uno su tre) di giovani che non hanno terminato gli studi superiori e per questo incontreranno difficoltà nell'inserimento sul lavoro.
Precariato. Tuttavia, oltre la metà degli under 25 italiani che lavorano è precario, e la percentuale è aumentata tra il 2104 e il 2015, dal 56% al 57,1%. In crescita anche la percentuale di giovani che sono rimasti nello stesso posto di lavoro per meno di un anno, dal 37,9% del 2014 al 43% del 2015. D'altra parte, nonostante il calo dello scorso anno, l'Italia è il terzo paese dell'Ocse per disoccupazione giovanile con un tasso che rimane al 40,3% davanti solo a Spagna (48,3%) e Grecia (49,8%). Tra gli under 25 è inoltre scesa la partecipazione alla forza lavoro, dal 30% al 29%, in controtendenza con il dato generale che ha visto un lieve aumento, di 0,1 punti percentuali. Il calo è più marcato tra le ragazze (-1,5 punti al 24%) che tra i ragazzi (-0,6 punti al 33,7%).
Salari. La crisi, oltre che sul lavoro, "ha avuto un effetto negativo anche sui redditi e il divario salariale che ne è risultato potrebbe essere difficile da chiudere".



