Mef: Nel periodo gennaio-maggio 2016 entrate tributarie in aumento del 2,7% – 05/07/2016
11 Luglio 2016Ocse: Prospettive nell’occupazione – 08/07/2016
11 Luglio 2016È la questione della crisi delle banche e dei crolli in borsa che ha caratterizzato la settima economica appena trascorsa e ha così fatto un certo scalpore anche la copertina dell’ultimo numero dell’Economist dedicata alla crisi delle nostre banche: un torpedone tricolore pericolosamente in bilico, con la scritta "banca" sulla fiancata, pronto a precipitare nel burrone con il titolo “The Italian Job. Europe's next crisis”.
All’assemblea dell’ABI che ha visto Antonio Patuelli rieletto Presidente, il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto che “per aiutare le banche italiane non si può escludere un intervento pubblico: “A fronte del rischio che, in un contesto di elevata incertezza, problemi circoscritti intacchino la fiducia nei confronti del sistema bancario, un intervento pubblico non può essere escluso". "Non sottovalutiamo – ha sottolineato Visco – i segnali di preoccupazione, il nervosismo che provengono dalla situazione dei mercati finanziari e interessano le banche italiane. Insieme con le altre autorità stiamo agendo con determinazione per promuovere efficaci interventi di mercato".
In questi anni di crisi il nostro paese avrebbe dovuto percorrere con più sollecitudine e determinazione la strada dell’Information Tecnology ma così non è stato, perdendo l’occasione di sfondare in un’economia, quella digitale, che avrebbe potuto portare benessere e aria nuova nel nostro sistema. Secondo The Global Information Technology Report 2016 Innovating in the Digital Economy del World Economic Forum, L'Italia fa passi avanti nell'economia digitale, ma resta decisamente lontana dai big, penalizzata in particolare dal contesto normativo e frenata anche dal ritardo sulla banda.
Prosegue, secondo la Nota Mensile dell’Istat, la fase di crescita moderata dell'economia italiana sostenuta dal miglioramento dei ritmi produttivi dell'attività manifatturiera e dai primi segnali di ripresa delle costruzioni, in presenza di un recupero della redditività delle imprese e di un aumento dell'occupazione.
Segnali meno favorevoli provengono dai consumi, dal clima di fiducia delle famiglie e dalle imprese dei servizi.
Secondo i dati diffusi da Confcommercio si registra una lieve ripresa dei consumi a maggio 2016, con una crescita dello 0,3% rispetto ad aprile e un incremento dell’1,5% su base annua. Aumenta invece il disagio sociale secondo quanto riportato da Confcommercio nel Misery Index.
L'anno prossimo il numero di persone occupate tornerà ai livelli pre-crisi nell'area Ocse dei Paesi più avanzati economicamente, ma la ripresa continua a essere fragile e il tasso di disoccupati troppo alto in molti Paesi europei.
Uno degli elementi di preoccupazione sottolineato dall'Ocse è legato al fatto che i Neet, i giovani che non sono né in cerca di occupazione né presi dagli studi, rischiano di restare indietro rispetto alla ripresa complessiva. L'anno scorso, infatti, il 15% dei ragazzi tra 15 e 29 anni nell'area Ocse è ricaduto in quella categoria, con l'aggravante che si tratta in molti casi (più di uno su tre) di giovani che non hanno terminato gli studi superiori e per questo incontreranno difficoltà nell'inserimento sul lavoro. L'Italia è il terzo paese dell'Ocse per disoccupazione giovanile con un tasso che rimane al 40,3%.
Il principale risultato del modello previsivo realizzato da Unioncamere in collaborazione con Gruppo CLAS è che oltre 2,5 milioni di persone entro il 2020 troveranno un lavoro, dipendente o autonomo, in Italia. Se l’economia italiana rispetterà le previsioni di crescita formulate dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale, tra il 2016 e il 2020 l’occupazione aumenterà complessivamente del 2,1% (+0,4% l’anno).



