SISTRI
20 Gennaio 2015
Euler Hermes: Italia: 27? al mondo nel recupero crediti – 18/01/2015
20 Gennaio 2015

La Banca d’Italia, nel suo ultimo Bollettino Economico, ha ridotto le stime di crescita per il 2015. È un paese complesso il nostro e la volontà di uscire dalla crisi si muove su un percorso irto di ostacoli. Un esempio è lo studio condotto da Euler Hermes secondo il quale in Italia recuperare un credito è più difficile che in altre nazioni come Grecia e Romania. I comportamenti e le abitudini di pagamento delle imprese italiane sono tra i meno virtuosi in Europa. Il tempo medio di incasso di un credito nel nostro Paese è oltre i 100 giorni, ben distante dagli standard definiti dalla direttiva europea. Nello studio si sostiene che le farraginose procedure giudiziarie, costi elevati e la lentezza dei Tribunali rendono quasi sempre irragionevole iniziare unazione legale.Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia, le sofferenze delle banche italiane, cioè i crediti che sono difficili da recuperare in quanto erogati ad aziende che poi sono andate in difficoltà con la crisi, sono cresciute nel novembre scorso del 18,4% annuo. Un dato, pur in miglioramento dal 19,1% di ottobre.Il MIC di Confcommercio, lindice di disagio sociale, a novembre si è attestato su un valore stimato di 22,0 punti, in aumento di 0,3 punti rispetto al mese di ottobre, toccando il valore più alto da quando viene calcolato (gennaio 2007). Ciò è imputabile allincremento della disoccupazione estesa (0,2 punti) e al modesto aumento dellinflazione dei beni e servizi ad alta frequenza dacquisto.La produzione industriale a novembre torna positiva, con un rialzo dello 0,3% su ottobre, quando era stato registrato un congiunturale pari a zero. Lo rileva lIstat, segnando il miglior dato da giugno. Se però si tiene conto del confronto annuo cè ancora un ribasso (-1,8%), il quinto consecutivo, anche se più contenuto rispetto al precedente. Anche Confindustria stima un incremento della produzione industriale, +0,15% a dicembre su novembre.Una buona notizia giunge dalle imprese che sembrano vedere una svolta sul fronte occupazionale: +8.400 posti di lavoro nel I° trimestre 2015. Il monitoraggio trimestrale effettuato da Unioncamere e Ministero del Lavoro nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, lascia intendere che per le imprese la ripresa dell’occupazione potrebbe essere iniziata.Meno piacevole è la situazione fotografata da Eurostat sul terzo trimestre 2014 secondo il quale ci sono in Italia oltre tre milioni e mezzo di persone che non solo non hanno lavoro ma hanno anche smesso di cercarne uno. Sono coloro che ormai hanno perso la fiducia e sono, in Italia, il triplo della media europea.