Lotta all’inquinamento. No all’inquinamento d’immagine

Urgono fatti concreti
3 Febbraio 2003
Lotta all’inquinamento. No all’inquinamento da immagine
3 Febbraio 2003

I cittadini e gli operatori economici non possono essere lasciati in balia delle decisioni che le prime donne della politica locale, molte volte al solo scopo di giustificare l’utilità della loro presenza, di tanto in tanto assumono sul delicato tema ambientale. Le misure che producono miglioramenti non possono appartenere all’episodicità ma devono far parte di un programma da svilupparsi nel medio periodo. E’ il caso di questi giorni della Lombardia dove, forse per nascondere il proprio fallimento su tale tema, gli amministratori lombardi hanno deciso di intraprendere la strada della misura che colpisce l’immagine collettiva e che consentirà, comunque vada, di potersi presentare all’opinione pubblica come i genuini difensori dell’ambiente. La notizie diffuse sulle rilevazioni effettuate per accertare i livelli di inquinamento nella giornate di sabato e domenica rischiano tuttavia di essere il granello nel meccanismo predisposto da questi ricercatori del consenso. E’ stato sufficiente un mutamento di clima, e senza che nessun divieto fosse in atto, per provocare un abbattimento drastico delle polveri sotto il limite di salvaguardia. Questo tuttavia non è stato sufficiente per fare marcia indietro ai nostri amministratori che hanno preferito, per non bruciarsi la faccia, attuare sulle spalle di tanti operatori lombardi i loro inutili esperimenti, mantenendo in atto non solo i divieti per le autovetture ma anche per il trasporto merci Riconosceremo agli amministratori locali serietà nei comportamenti solo quando predisporranno un programma coerente che prevedano interventi rapidi seri sia sugli automezzi che sugli impianti da riscaldamento pubblici magari facendo ricorso a quegli accorgimenti tecnici in grado di ridurre le emissioni delle polveri. Certo che tali comportamenti non consentirebbero a presidenti o assessori del traffico di ottenere gli onori delle cronache anche se sarebbero utili per raggiungere lo scopo. Sarebbe inoltre interessante sapere le ragioni per le quali, in tutti questi anni, non si è mai voluto affrontare la questione della sostituzione dei veicoli adibiti al trasporto pubblico vincolando i finanziamenti ai soli veicoli alimentati con da fonti meno inquinanti. Crederemo alla vera volontà di affrontare il problema dell’inquinamento ambientale solo quando assisteremo a tali iniziative. Fino a quando i nostri amministratori continueranno, in competizione tra loro e sempre alla ricerca delle citazioni sui giornali, a coltivare la cultura del divieto senza considerare i danni che si determinano all’economia nazionale con gli assurdi e inutili divieti, non desisteremo dal denunciare all’opinione pubblica la colossale operazione mistificatoria e di immagine, utile a catturare qualche punto percentuale in più di consenso ma non a migliorare le condizioni di vita dei cittadini italiani.