Le novità del nuovo codice della strada

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Le novità che dovevano essere introdotte nel nuovo codice della strada erano attese con particolare interesse dalle imprese dell’autotrasporto. Il testo, originariamente disposto dal Governo in applicazione della legge delega, toccava molti aspetti ma, quanto approvato in fretta e furia nei giorni scorsi, pare essere più una anticipazione di alcune normative anziché un testo definitivo. Molti i punti lasciati irrisolti che dovranno trovare soluzione in un disegno di legge, già predisposto e da approvarsi entro la fine dell’anno, se si vuole meglio adattare le nuove disposizioni alle esigenze di sicurezza e a quelle delle categorie professionali. Alcuni tra i grandi temi affrontati, interessano particolarmente i professionisti della strada che necessitano, per forza di cose, di una normativa specifica e adeguata alla realtà operativa con la quale sono costretti a confrontarsi. Ne elenchiamo alcuni: il concetto della responsabilità oggettiva dell’imprenditore deve essere calibrato in modo diverso, rispetto al conducente che personalmente conduce il proprio automezzo. Con altrettanta attenzione occorrerà rivedere tutta la normativa che riguarda i controlli e le sanzioni dei comportamenti dei conducenti stranieri ai quali occorre assicurare il medesimo trattamento riservato ai nostri connazionali, allorquando percorrono le strade dei Paesi esteri. I nostri autotrasportatori, infatti, pochi ne sono a conoscenza, quando commettono infrazioni all’estero devono corrispondere una cauzione, avente un importo quasi di pari entità della sanzione, prima di poter rimuovere l’automezzo. In Italia per un trasportatore estero è sufficiente invece prestare una garanzia fideiussoria, anche se i più preferiscono aggirare la norma facendosi ritirare la patente, anziché offrire garanzie, e poi, con una semplice denuncia di smarrimento, ottenerne una nuova nel proprio Paese d’origine. Così non si realizza sicurezza né tanto meno si tutelano interessi nazionali. Da ultimo la norma che consente lo svolgimento delle revisioni presso i privati deve essere previsto anche per il traffico pesante. Un Governo che ha ottenuto il consenso per realizzare privatizzazioni non può lasciarsi sfuggire la possibilità di semplificare attuando quello che in Europa si effettua da tempo. Una particolare attenzione dovrà essere assicurata sulla patente a punti. La questione è delicata e da sola può avere un effetto dirompente sugli operatori del settore. Il Governo e le associazioni, ricordando quello che si generò in Francia per l’introduzione della patente a punti anche per i conducenti dei mezzi pesanti, hanno stipulato un’intesa che prevede l’introduzione di normative che tengono conto da un lato dell’esigenza di realizzare maggiore tutela per la sicurezza e dall’altro delle peculiarità del settore. Sia ben chiaro che le associazioni non chiedono la impunità per i conducenti dei cosiddetti “TIR”, del resto il Governo stesso non potrebbe concederla, ma norme adeguate e specifiche. Nel testo licenziato del Governo non risultano inserite le normative specifiche per i conducenti dei mezzi pesanti, come concordato, ma le modifiche dovrebbero rientrare nel disegno di legge già citato. Ciò che si deve evitare anche in questo caso è che a livello burocratico si cerchi di vanificare quanto convenuto a livello politico anche perché a farne le spesa sarebbe il Governo.

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