Le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti sulla riduzione dei contributi in favore dell’autotrasporto

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23 Novembre 2007

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Si pubblica in forma integrale, il testo della risposta che il Ministro dei Trasporti Prof. Bianchi, ha reso rispetto ad una interrogazione parlamentare presentata lo scorso 30 ottobre ’07, dal Pres.te della Fai On. Paolo Uggè, in merito al rispetto di intese sottoscritte con il settore e mancata destinazione di risorse per il settore nella Finanziaria 2008.

Il tutto è da collegare alle dichiarazioni rilasciate, nel corso di una intervista, al Sole XXIV Ore, dal Ministro Prof. Bianchi, nelle quali lo stesso aveva affermato, testualmente che “la riduzione nella finanziaria” – delle risorse – “ è una scelta concordata con la categoria un anno fa”, notificando, inoltre, la corresponsabilità delle medesime associazioni firmatarie del protocollo, nella sottoutilizzazione delle risorse stanziate per l’anno 2007.

Di seguito, il testo della risposta del Ministro e quello della replica dell’On. Uggè svolte in aula il 14 novembre ’07. Nel link di collegamento riportato al termine, l’interrogazione parlamentare del Pres.te Fai.


Da subito, si fa rilevare agli Utenti, il contrasto tra alcune delle dichiarazioni del Ministro, riportate nella risposta all’interrogazione, ed il fatto che alcune delle associazioni firmatarie hanno denunciato successivamente lo stesso protocollo proprio per inadempienza da parte del Governo

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Interrogazione n. 5-01697 Uggè: Dichiarazioni del Ministro dei trasporti sulla riduzione dei contributi in favore dell’autotrasporto.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA


In via preliminare, si rileva che già in sede di confronto fra il Governo e le Associazioni di categoria, fase propedeutica alla predisposizione del Protocollo d’intesa dello scorso 7 febbraio, si convenne, per il futuro, sulla necessità di puntare di più e meglio sul completamento della riforma dell’autotrasporto con correttivi di natura legislativa ed amministrativa, piuttosto che sullo stanziamento di risorse economiche erogate senza la previsione di obiettivi «mirati».
Il percorso di razionalizzazione e strutturazione del comparto, non può, evidentemente, prescindere dalla adozione di regole che, sulla scorta della riforma avviata dalla legge delega n. 32 del 2005, valgano ad evitare che il completamento del processo di liberalizzazione del settore, con l’apertura, sia pur regolata, del mercato prevista dal 1o gennaio 2008, si risolva in esiti di destrutturazione e deregolamentazione.

È questa la ratio che ha ispirato l’azione del Governo, sia nella fase di attuazione del protocollo d’intesa del 7 febbraio, e sia a fortiori, nell’elaborazione del disegno di legge finanziaria 2008. Più precisamente si tenta di superare la logica che ha sotteso fino ad ora l’erogazione degli aiuti a favore degli autotrasportatori, per meglio centrare l’obiettivo della regolarità e trasparenza delle operazioni di trasporto, e della evoluzione del comparto verso forme di logistica avanzata.

Si tratta di una finalità che è stata sostanzialmente auspicata dalle stesse associazioni di categoria, e postula un più maturo e razionale approccio alla problematica degli aiuti finanziari alle imprese di autotrasporto, che tenga nel dovuto conto di una serie di obiettivi concreti volti a rafforzare la competitività del settore, che oggi sconta un grave ritardo rispetto ai concorrenti stranieri.
La centralità di tali obiettivi, d’altra parte, è stata confermata dalle stesse Associazioni di categoria in più occasioni di incontro, nelle quali si è tornati ad auspicare una maggiore incisività nella predisposizione delle norme correttive delle riforma del settore, in ordine alla quale è già stata avviata da tempo la discussione in seno alla Consulta Generale dell’autotrasporto e della logistica, Si allude, in particolare, a misure quali l’obbligatorietà di tenuta, a bordo dei veicoli, di un documento di «tracciabilità» della merce, che possa tener luogo del contratto, e della indicazione del prezzo del carburante nella fattura, in ordine ai quali si darà conto più avanti.

È agli stessi obiettivi, che corrisponde l’intensificazione dell’attività di controllo su strada dei mezzi pesanti, con riferimento alla quale è possibile riscontrare, non senza soddisfazione, importanti risultati. Nel corso dei primi nove mesi del 2007, infatti, il numero totale dei veicoli controllati è stato paria 86.726, ai quali occorre aggiungere 13.756 veicoli controllati dalle pattuglie miste, composte da personale di polizia e da personale del Ministero dei trasporti.
Tali dati confermano l’impegno del Governo, di puntare sulla «specializzazione» dell’attività di controllo sull’autotrasporto, orientandola sempre di più verso il modello del «controllo integrato», vale a dire tecnico ed amministrativo.
È in tale contesto che vanno collocate le dichiarazioni del Ministro dei trasporti, che si è limitato a tradurre i concetti testè enunciati nell’intervista cui si è fatto cenno nell’interrogazione parlamentare cui si risponde.
Ciò premesso, si rileva che la maggior parte degli impegni sottoscritti nel protocollo d’intesa sopra richiamato si sono, ormai, tradotti in atti legislativi o amministrativi.

In particolare, il recente confronto del 7 novembre fra il Governo e le Associazioni delle imprese di autotrasporto firmatarie del protocollo, nel fare il punto conclusivo in ordine in ordine allo stato di attuazione degli impegni assunti, ha posto in evidenza come la gran parte di essi sia stata adempiuta.
Fra gli impegni rimasti ancora privi di attuazione, si segnala la proroga del termine per apportare correttivi ai decreti legislativi nn. 284 e 286 del 2005, entrambi attuativi della legge delega 1o marzo 2005, n. 32, in materia di liberalizzazione regolata del settore dell’autotrasporto. Il ritardo nell’approvazione del relativo disegno di legge, da imputarsi alla lentezza dei lavori parlamentari, e non già a disinteresse del Governo in subiecta materia, rischia di costituire un serio ostacolo all’inserimento di alcune previsioni normative che rientrano negli impegni del protocollo d’intesa, e che la maggioranza degli autotrasportatori ritiene fondamentale ai fini di una maggiore trasparenza e correttezza dei rapporti contrattuali fra vettori e committenti, quali l’istituzione di un documento di trasporto per favorire l’individuazione delle responsabilità fra i protagonisti della filiera del trasporto (vettori, committenti, caricatori, spedizionieri, eccetera) in caso di infrazioni alle regole, e l’indicazione obbligatoria del prezzo del carburante nella fattura.
L’istituzione di un documento di trasporto, di cui si è accennato in precedenza, trae motivo dalla specifica esigenza, manifestata anche da parte del Ministero dell’interno, di conseguire una maggiore sicurezza della circolazione stradale e facilitare i controlli su strada, che in assenza di contratto di trasporto scritto sarebbe oltremodo difficoltosa.

In sostanza, si tratterà di un documento da conservare a bordo del veicolo adibito al trasporto delle merci, che consentirà di identificare i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto, nonché la tipologia della merce trasportata. Si ritiene utile precisare che l’ipotesi di dar vita ad un documento di «tracciabilità» della merce trasportata è stata oggetto di approfondito confronto, in sede di Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica, con le associazioni di categoria dell’autotrasporto e quelle del mondo della committenza.
Anche la seconda proposta, relativa all’inserimento in fattura del prezzo del carburante, ed impostata sull’analogo sistema vigente in Francia, intende favorire la trasparenza e la correttezza dei rapporti contrattuali inerenti l’attività di trasporto di merci per conto di terzi, tuttora connotati dalla sistematica debolezza del vettore nei confronti del committente. Va evidenziato come, in ordine a tale proposta, sia stata registrata la pressoché unanime condivisione di tutte le Associazioni delle imprese di autotrasporto.

In entrambi i casi, trattandosi di proposte di correttivi elaborate in seno alla Consulta Generale per l’autotrasporto, si è ipotizzato, ai fini di un più sollecito perfezionamento del relativo iter procedurale, la loro introduzione nel disegno di legge «collegato» alla finanziaria.

In sostanza, verranno anticipati alcuni dei correttivi più importanti, in attesa che l’approvazione del ricordato disegno di legge di proroga del termine per l’adozione degli stessi mediante apposito decreto legislativo consenta di porre mano ad un provvedimento più organico ed articolato.

In ordine alle questioni di natura finanziaria, le risorse, pari a 186 milioni di euro, previste dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, e accantonate nel «Fondo per il proseguimento della riforma dell’autotrasporto», verranno destinate rispettivamente all’acquisizione di veicoli pesanti ecologici, di massa complessiva pari o superiore a 11,5 tonnellate, per un importo complessivo pari a 70 milioni di euro, e a misure d’aiuto in corso di definizione destinate al settore e pari a 116 milioni di euro. Entrambe le misure d’aiuto si dovranno tradurre in regolamenti governativi; nel caso dell’incentivo all’acquisto dei veicoli pesanti, il relativo regolamento è stato già oggetto di parere del Consiglio di Stato, oltre che di notifica alle autorità comunitarie.
Riguardo agli stanziamenti previsti dal disegno di legge finanziaria 2008, che hanno dato luogo a un forte malcontento dal parte delle associazioni per la carenza di risorse, pur considerando l’esigenza di contenimento della spesa pubblica e le conseguenti riduzione delle risorse disponibili, l’esame parlamentare del disegno di legge non è concluso e, pertanto, non sono da escludere ulteriori stanziamenti per il settore.

In ogni caso, già nell’attuale proposta di legge, sono previste misure, con riferimento al settore dell’autotrasporto, nelle seguenti materie:
sgravi fiscali, per i quali viene ipotizzata la ripetizione degli interventi e delle risorse presenti nella legge finanziaria 2007, vale a dire 120 milioni di euro per le spese non documentate inerenti le imprese monoveicolari, e 75 milioni di euro, quale limite di spesa per la detrazione della quota RCA auto versata al SSN;

anticipo dei contributi per il cosiddetto ecobonus, che da limiti di impegno quindicennali di 20 milioni di euro passano ad autorizzazione di spesa di 77 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008-2009-2010, in modo da rendere effettivamente fruibili i contributi stessi per le imprese di autotrasporto. Un’ulteriore spesa di 10 milioni di euro è, poi, prevista per un sistema informativo destinato a promuovere i servizi intermodali strada-mare;
ripristino degli incentivi al trasporto combinato ferroviario, per i quali, con riferimento all’anno 2008, sono previste risorse complessive per 105 milioni di euro.

In buona sostanza, le risorse destinate alle imprese di autotrasporto per il prossimo esercizio, stimabili intorno ai 390 milioni di euro, incidono sui costi di esercizio, o mediante sgravi fiscali, o con riduzioni compensate sulle tariffe praticate da vettori ferroviari o marittimi, e tendono a favorire il ricorso a tecniche intermodali.

Per quel che riguarda gli aspetti di non immediato impatto finanziario, viene prevista, come accennato in principio, una nuova disciplina per l’accesso al mercato dell’autotrasporto. Si tratta di una disposizione di notevole rilievo, che costituisce un tentativo di razionalizzare l’accesso al mercato, al momento in cui (31 dicembre 2007) verrà meno il blocco all’ingresso di nuovi operatori che intendano svolgere l’attività di trasporto merci per conto di terzi: viene, infatti, ipotizzata una disciplina equilibrata, come soluzione intermedia fra la proroga dell’attuale regime di sostanziale blocco dell’accesso di nuove imprese (auspicata dalle associazioni rappresentative delle imprese medio-piccole), e l’apertura tout court del mercato (auspicata dalle associazioni rappresentative della committenza, e delle imprese di autotrasporto maggiormente strutturate). Si è ritenuto preferibile optare per una soluzione che, lungi dall’aderire alle proposte estreme sopra ricordate, privilegi il processo di strutturazione dell’offerta, contribuendo, così, a porre il settore in grado di meglio ammortizzare gli effetti della liberalizzazione. Si tratta, in particolare, di agire su un doppio binario, che prevede:

a) mantenimento dell’attuale regime, che consente alle imprese, anche monoveicolari, purchè in possesso dei requisiti di onorabilità, capacità finanziaria e capacità professionale, di accedere al mercato mediante acquisizione, per cessione di azienda, di altra impresa di autotrasporto,
o del parco veicolare di altra impresa che cessa l’attività di autotrasporto per conto di terzi;

b) contestuale liberalizzazione dell’accesso al mercato per le nuove imprese che, una volta dimostrati i requisiti sopra ricordati per l’esercizio della professione, abbiano acquisito ed immatricolato, nelle forme previste dalla legge, singolarmente o in forma associata, veicoli adibiti al trasporto di merci aventi massa complessiva a pieno carico non inferiore a ottanta tonnellate.
Giova anche ricordare che domani, 15 novembre, è stato convocato un nuovo tavolo tecnico, con la partecipazione di tutte le associazioni rappresentative del settore, nel corso del quale verranno riprese sia le verifiche degli aspetti ancora controversi, con particolare riferimento alla previsione di maggiori risorse nel disegno di legge finanziaria 2008, sia in ordine allo stato di attuazione dei correttivi alla riforma dell’autotrasporto.

Infine, è opportuno evidenziare che più volte, da ultimo in occasione della presentazione delle Linee Guida del Piano Generale della Mobilità, in data 8 novembre 2007, è stato sottolineato come l’azione del Ministero si muova in parallelo su interventi di breve-medio periodo, con le previsioni contenute nel Documento di programmazione economico-finanziario e nella Legge Finanziaria e, nel lungo periodo, con il Piano Generale della Mobilità: ciò al fine di garantire tempestività dell’azione, ma in un quadro di riferimento che ne garantisca la coerenza con una strategia d’assieme.


Replica


Paolo UGGE`
(FI), replicando, si dichiara insoddisfatto, innanzitutto perche´ nella risposta si afferma che la maggioranza delle associazioni ha sottoscritto il Protocollo di intesa, laddove invece solo tre associazioni su sei lo hanno sottoscritto.

In secondo luogo, alcune delle associazioni firmatarie hanno denunciato successivamente lo stesso protocollo proprio per inadempienza da parte del Governo.

E` inoltre errato sostenere che vi siano associazioni che abbiano assentito alla proposta di riduzione delle risorse in favore dell’autotrasporto. Denuncia poi la mancata attuazione dei controlli mirati nelle quantita` previste dal Protocollo di intesa siglato nel novembre 2005. Esprime poi forti perplessita` sulla proroga della legge delega ormai scaduta, anche sotto il profilo della legittimita` costituzionale. Peraltro, in dispregio della risoluzione unanimemente approvata dalla IX Commissione in materia di autotrasporto, il Sottosegretario ai trasporti competente per materia si e` recentemente dichiarato d’accordo con gli orientamenti espressi da una associazione che intende chiaramente stravolgere l’impostazione dei decreti legislativi di attuazione. Alla luce del complesso di tali considerazioni si dichiara fortemente insoddisfatto della risposta fornita, i cui erronei contenuti evidenziano carenze rilevanti nella stessa struttura amministrative del Ministero dell’interno.

Mercoledì 14 novembre 2007 — 220 — Commissione IX