Le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti sulla riduzione dei contributi in favore dell’autotrasporto

26 Novembre 2007

La Conftrasporto è pronta ad un fermo unitario della categoria

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Nella giornata del 5 Novembre 2007, la Conftrasporto ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno e con quello della Solidarietà Sociale, grazie al quale le associazioni e sezioni locali (d’ora in poi strutture territoriali) delle associazioni e federazioni nazionali aderenti alla Confederazione, potranno inoltrare agli Sportelli Unici per l’immigrazione le domande per ottenere il nulla osta all’assunzione di lavoratori extracomunitari residenti all’estero, per conto di quei datori di lavoro che abbiano rilasciato apposita delega. Infatti, il nuovo decreto sui flussi migratori ammessi in Italia nel 2007 (che sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale), segna l’abbandono della precedente procedura fondata sull’invio tramite gli uffici postali, a vantaggio di quello on – line che, si ripete, da quest’anno i datori di lavoro potranno effettuare anche tramite le strutture territoriali delle associazioni aderenti alla Conftrasporto che, nel frattempo, si siano accreditate presso il Ministero dell’Interno. Proprio ai fini del rilascio di tale accreditamento, la procedura da seguire è la seguente:

– il rappresentante legale della struttura deve inviare una lettera al Prefetto del luogo (utilizzando il fac simile “atto di adesione al protocollo” predisposto dal Ministero dell’Interno con la quale lo informa dell’intenzione di aderire al Protocollo in esame, in quanto detta struttura fa parte di un’associazione/federazione nazionale aderente alla Conftrasporto. Insieme a questa lettera, occorre far pervenire sempre al Prefetto il “Modulo di richiesta di accesso al sistema informatico dello S.U.I”, debitamente compilato, in cui sono indicati i nominativi dei dipendenti (fino ad un massimo di 3) per i quali viene richiesta la password di accesso al sistema informatico dello Sportello Unico. Attenzione: la struttura territoriale è civilmente responsabile di fronte all’Amministrazione ed al datore di lavoro/delegante, di tutti gli eventuali illeciti commessi dai propri operatori nella trattazione delle pratiche assegnategli: naturalmente, come sottolineato dal Ministero dell’Interno, nessuna responsabilità potrà configurarsi verso questi individui, quando il mancato accoglimento della richiesta di nulla osta fosse dipeso da eventi indipendenti dalla loro volontà (ad esempio, per l’esaurimento delle quote di ingresso nonostante il tempestivo inoltro della pratica allo Sportello dell’immigrazione).

– Infine il Prefetto, ricevuta la modulistica di cui sopra, la invia al Ministero dell’Interno per il rilascio delle password, grazie alle quali il personale accreditato della struttura territoriale non solo è in grado di inoltrare le richieste di nulla osta allo Sportello Unico per l’immigrazione, per conto di quei datori di lavoro che abbiano rilasciato l’apposita delega, ma può anche monitorare lo stato delle pratiche presentate.

Appare di fondamentale importanza che gli interessati a sfruttare questa opportunità si attivino quanto prima presso le Prefetture competenti, le quali, dal loro canto (almeno da quanto è stato riferito dal Ministero dell’Interno), sono già state messe al corrente di tutti gli adempimenti collegati a questa nuova procedura; infatti, per poter operare da subito, è indispensabile che il personale per il quale viene richiesto il rilascio delle password, ne entri in possesso in tempo utile per la presentazione delle richieste di nulla osta del 2007 (presentazione prevista per i primi di Dicembre, secondo le scadenze indicate più avanti). Addirittura, il Ministero dell’Interno ha paventato la possibilità (che, si badi bene, per il momento resta soltanto un’ipotesi), per gli operatori muniti di password, di procedere al “precaricamento” delle pratiche sul sistema informatico dello Sportello per l’immigrazione, prima dell’avvio ufficiale della procedura; tuttavia, si consiglia di approfondire tale eventualità con la locale Prefettura.

Entrando nel merito del decreto flussi 2007, sono stati ammessi 170.000 ingressi, che il Ministero della Solidarietà Sociale dovrà ripartire tra le Regioni e le Province autonome. Nell’ambito di questa quota, 47.100 sono stati riservati ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto (o stanno per sottoscrivere) specifici accordi di collaborazione con l’Italia. Si tratta delle seguenti nazionalità:

a) 4.500 cittadini albanesi;
b) 1.000 cittadini algerini;
c) 3.000 cittadini del Bangladesh;
d) 8.000 cittadini egiziani;
e) 5.000 cittadini filippini;
f) 1.000 cittadini ghanesi;
g) 4.500 cittadini marocchini;
h) 6.500 cittadini moldavi;
i) 1.500 cittadini nigeriani;
l) 1.000 cittadini pakistani;
m) 1.000 cittadini senegalesi;
n) 100 cittadini somali;
o) 3.500 cittadini dello Sri Lanka;
p) 4.000 cittadini tunisini;
q) 2.500 cittadini di altri Paesi extra U.E, che concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione.

I cittadini di Paesi diversi da quelli appena elencati, sono ammessi ad entrare in Italia fino al limite di 110.900 unità, di cui 500 sono state espressamente riservate ai conducenti, muniti di patente europea, per il settore dell’autotrasporto e della movimentazione delle merci.

Quanto ai termini per la presentazione delle domande di nulla osta, occorrerà tenere a mente queste scadenze:

dalle ore 8.00 del quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto flussi in Gazzetta Ufficiale, per i lavoratori delle nazionalità sopra elencate;
dalle ore 8.00 del ventunesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto flussi in Gazzetta Ufficiale, per i restanti lavoratori.

Il termine ultimo per le richieste di nulla osta è quello di sei mesi dalla pubblicazione del decreto, sempreché, ovviamente, le quote non si esauriscano prima (circostanza, questa, altamente probabile visto quanto accaduto negli anni scorsi).

Fonte:
Redattore: Centro Informazioni