

Di seguito le news settimanali
SITUAZIONE GENERALE
Settimana decisiva per quanto riguarda gli interventi che saranno inseriti nella Legge di stabilità e che riguardano il nostro mondo.
Sappiamo da alcune anticipazioni che l’intenzione di intervenire sull’accisa è ancora presente in alcune simulazioni che il Ministero dell’Economia sta predisponendo.
Considereremmo tale scelta come una esplicita volontà di voler colpire a prescindere, e secondo una logica di rivalsa punitiva, le imprese di autotrasporto. Per questo, lo dico con la determinazione necessaria, non lo accetteremo.
Questa presa di posizione discende dalla certezza di aver espresso molto chiaramente dove e come il Ministero può recuperare le risorse che intende acquisire. Siamo tutti convinti che la soluzione già adottata con la precedente Legge di Stabilità debba proseguire. Siamo altresì certi che differenziare le imprese virtuose da coloro che non lo sono e perseguire la strada di selezionare i destinatari delle misure ci pare essere la sola strada da seguire. Ovviamente però il quadro deve raccogliere tutti gli elementi senza dimenticarsi delle questioni legate al cabotaggio ed al lavoro in somministrazione.
Il Ministro Delrio ha più volte rappresentato l’esigenza di operare perché le misure che riguardano l’autotrasporto debbano anche avere una connotazione che privilegi la tutela dell’ambiente e della sicurezza. Noi siamo d’accordo ma non solo perché tuteliamo così la categoria di operatori virtuosi ma anche perché, e i dati lo confermano, consentiamo al Governo di ottenere risparmi più in linea con le esigenze di ridurre la spesa improduttiva. Ecco perché se la decisione dell’Esecutivo fosse quella di seguire la linea ottusa dal taglio lineare la nostra risposta sarebbe, in tutti i sensi, forte.
Siamo convinti che il Ministro saprà convincere coloro che, spinti da volontà di una evidente rivalsa si fanno sostenitori di una linea errata.
Intanto registriamo una positiva dichiarazione del Ministro che ha confermato il rifinanziamento del fondo per l’autotrasporto che ha consumato le risorse messe a disposizione. In egual modo registriamo anche una posizione, che non possiamo condividere, del deputato Ivan Catalano (Mov.5 Stelle) che rifacendosi molto probabilmente a posizioni maldestre, espresse da qualche federazione che non si rende conto del danno che può creare, pone la solita questione della gestione dei fondi che verrebbero intermediata dalle associazioni di categoria. Noi siamo disponibili, se il parlamentare vorrà, a dare tutti i chiarimenti necessari, non certo per convincerlo, ma per fornire tutti gli elementi che gli consentano di avere un quadro preciso di come stanno le questioni. Poi deciderà come meglio crede ma almeno avrà sentito anche chi invece sostiene le ragioni di certe scelte.
PROSEGUE IL PASTICCIO DEL SISTRI IL MINISTRO DELL’AMBIENTE RIFLETTA
Non è accettabile che si stia generando una ulteriore querelle tra la società che doveva assicurare un sistema di tracciabilità funzionante ed adeguato per il trasporto dei rifiuti ed il Ministero. Abbiamo appreso la notizia che si è innescato un contenzioso legale tra la società ed il Ministero che ha la competenza sui temi ambientali. Temiamo che questo produrrà nuovi rinvii e lungaggini per la soluzione di un aspetto dalle nostre imprese (quello di una tracciabilità sostenibile, efficace, non eccessivamente onerosa ed applicabile a tutti) sempre condiviso.
Ma esiste un aspetto ancora importante. Il Ministero mantiene la propria intenzione di voler colpire le imprese di autotrasporto che non si iscrivono al Sistri, che non funziona, attraverso un sistema sanzionatorio pesante ed inaccettabile. Se il Ministro Galletti intende seguire questa linea sappia che ci troverà pienamente contrari e disponibili a sostenere qualsiasi decisione le imprese interessate dovessero decidere di assumere. Oltre al mancato funzionamento non potrebbe essere accettato che lo Stato sia malandrino e rapinatore perché di questo solo di tratta. Chiedere il pagamento per un sistema che non è funzionante è un comportamento, oltre che vessatorio, ingiusto. Questo emerge ancor più se fosse vero che il Ministero non trasferisce quanto incassato dagli operatori del trasporto alla società con la quale ha in essere un rapporto contrattuale. In sostanza incasserebbe i soldi dai trasportatori e non onorerebbe il contratto in essere.
Il presidente pro-tempore di Rete Imprese Italia Carlo Sangalli, a tale proposito, è intervenuto sulla questione investendo il presidente del Consiglio.
IL FORUM DI CERNOBBIO
Non lo afferma chi scrive ma i fatti testimoniano il successo dell’iniziativa del Forum che è stato organizzato da Conftrasporto/Confcommercio. La presenza di molti operatori, l’attenzione dei media e la presenza di esperti ne è stata la conferma. Un ringraziamento particolare va al Ministro Delrio che ha trovato spazio nei suoi impegni di Governo per intervenire ai lavori e che ha voluto in modo esplicito riconoscere quanto sia sentita l’esigenza che i temi del trasporto vengano affrontati con la logica sistemica.
Gli interventi del presidente dell’Autorità dei Trasporti Camanzi, del collaboratore del Ministro prof. Cascetta, dei rappresentanti dei lavoratori e dei Ministri del passato che hanno ricostruito i passaggi degli ultimi anni, hanno contribuito a rafforzare l’impianto del convegno.
Non voglio ovviamente sminuire tutti coloro che sono intervenuti come relatori, ai quali va il nostro sentito ringraziamento per la loro significativa partecipazione.
La rassegna stampa e i temi trattati ed il diretto intervento del Presidente confederale hanno fornito l’immagine giusta ad una iniziativa che si poneva anche l’obiettivo di far conoscere come tramite la Conftrasporto i temi del trasporto, logistica e mobilità siano patrimonio comune della politica che la maggior confederazione del mondo dei servizi porta avanti, nell’interesse delle imprese ma ancor più del Paese. Solo chi non ha potuto leggere le tesi presentate può affermare che il meeting abbia offerto poco. Le tesi presentate hanno avuto come supporto tabelle e dati che attestano come il nostro Paese risulti disconnesso. Ma non pretendendo certo che tutti debbono essere rimasti felici del successo dell’iniziativa, comprendiamo certe valutazioni.
Da Cernobbio deve iniziare un modo diverso e più ampio di affrontare i temi del trasporto che per divenire oggetto dell’attenzione del mondo politico debbono entrare nell’agenda degli interventi riguardanti l’economia più in generale.
Il sito da ampio spazio ai lavori di Cernobbio che invito a leggere.
PRIMO EFFETTO DELL’ELIMINAZIONE DEI COSTI DELLA SICUREZZA
Chi lo sa se saranno soddisfatti i burocrati di Bruxelles e tutti coloro che in Italia hanno operato per depotenziare il sistema dei costi della sicurezza. Dai dati, consegnati nel corso dei lavori della Commissione preposta ad affrontare i temi dell’incidentalità, emerge come, dopo anni nei quali la linea sui morti causati dai mezzi pesanti era discendente, ora riprende a salire.
Politica dei controlli, responsabilità condivisa, Albo che seleziona e interviene per escludere le imprese non virtuose, sono gli elementi che se non saranno potenziati si tornerà presto a parlare di “tirroristi” sulle strade. Ma chi non vuole portare avanti tutte le iniziative tendenti ad assicurare un sistema che garantisca il rispetto delle regole? Chi sta operando in sordina per liminare l’Albo riconducendone i compiti ad una costituenda agenzia? Se qualche operatore pensasse che senza il contributo all’Albo gli operatori potrebbero risparmiare sul contributo annuo, sbaglierebbe i propri calcoli. Le quote verrebbero certamente mantenute (avete mai visto che lo Stato rinuncia a delle entrate?) e girate ad un nuovo soggetto nel quel però le imprese di autotrasporto non si vedrebbero rappresentate. Credo però che il vero obiettivo sia di bloccare l’iniziativa che ha lo scopo di mettere ordine nel settore escludendo le imprese non regolari. Se qualcuno prova a darsi delle risposte su chi possa essere interessato a creare condizioni di un settore incontrollato troverà anche il nome di chi sia l’”assassino”.
I “parrucconi italiani, dopo quelli comunitari” che non hanno compreso la filosofia sulla quale era costruita la normativa dei costi della sicurezza, sono all’opera ancora una volta per distruggere quanto è il frutto di estenuanti negoziazioni. Si sappia che non arretreremo tanto facilmente.
La nostra battaglia per la legalità a favore dell’autotrasporto è questa, altri preferiscono mettersi in evidenza per ottenere qualche riconoscimento di natura politica per acquisire aureole che però appartengono solo ai Santi.
Gli operatori seri si sveglino perché le grandi manovre sono in corso…
Alla prossima.
Paolo Uggè