La Settimana Sindacale Confederaledal 27 al 30 APRILE 2015

I Ministri Delrio e Padoan sbloccano le risorse per l’autotrasporto

30 Aprile 2015

LAV15129 – Oggetto: Tempi di guida e di riposo. Modalità di fruizione del riposo preso a compensazione di un periodo di riposo settimanale ridotto. Chiarimento del Ministero del Lavoro.

4 Maggio 2015

I Ministri Delrio e Padoan sbloccano le risorse per l’autotrasporto

30 Aprile 2015

LAV15129 – Oggetto: Tempi di guida e di riposo. Modalità di fruizione del riposo preso a compensazione di un periodo di riposo settimanale ridotto. Chiarimento del Ministero del Lavoro.

4 Maggio 2015

Le news della settimana in sintesi.

SITUAZIONE GENERALE

Purtroppo la situazione già descritta nelle passate comunicazioni continua a protrarsi senza alcun cenno di interessamento nei confronti dei temi dell’autotrasporto da parte del Governo.
La questione della legge elettorale e la richiesta di fiducia ha decisamente incrementato il clima di tensione, che è trasversale in quanto coinvolge gli stessi partiti della maggioranza, e rischia anche di lasciare strascichi per il futuro della legislatura.
Questa evoluzione induce i membri di Governo a concentrarsi su tale aspetto e così anche le nostre questioni vengono tralasciate.
Unica nota positiva, uscita nelle ultime ore, la sottoscrizione del decreto di spesa di 250 mil. destinati al settore.
Purtroppo in settimana vi sono stati anche degli annunci in negativo che riguardano la proposte che l’esperto della presidenza del Consiglio ha lasciato trapelare relativamente agli interventi che sono in previsione per recuperare 10 MLD.
Leggendo i giornali apprendiamo che l’autotrasporto dovrebbe essere oggetto di una riduzione che si aggira intorno ai 440 milioni di euro. (350 riguarderebbe la riduzione del recupero dell’accisa e 90 le spese non documentabili per gli artigiani). Queste sarebbero aggiuntive rispetto a quanto già viene recuperato escludendo gli euro 0 dalla compensazione.
Naturalmente si tratta di una ipotesi sulla quale il Governo dovrà decidere ma certamente non può essere trascurata. Una considerazione va fatta. Il Governo, se fosse confermata la notizia ripresa sugli organi di stampa, dimostrerebbe di essere un Esecutivo di “parole” più che di “parola”.
Chi non mantiene la parola data è considerato inaffidabile ma chi non rispetta un’intesa che è stata sottoscritta come lo si deve definire?
Tutti ricordiamo come nell’approvare la legge di stabilità che è intervenuta sulle risorse destinate al settore venne garantito come le misure fossero strutturali e di valenza triennale.

Le buone notizie, si dice, non vengano da sole. L’utenza della grande distribuzione ha notificato in settimana all’Unatras, come parte interessata, un ricorso al Tar sui costi di esercizio che il Ministero pubblica sul proprio sito, in adempimento a quanto previsto la legge approvata dal Parlamento.
E’ convinzione del Ministero che la scelta sia perfettamente in linea con il pronunciamento della Corte europea e pertanto in totale autonomia ha scelto di rendere di evidenza pubblica quanto la legge prevede, allo scopo di fornire parametri idonei a garantire la sicurezza per i cittadini. Così non la pensa l’utenza della grande distribuzione. L’azione potrebbe coinvolgere anche l’Autorità della concorrenza.
Anche su questa vicenda occorrerà attendere le decisioni del Tar ma comunque non può certo essere presa sotto gamba. L’impatto che potrà avere sulla categoria dei cittadini è evidente. Ancora una volta in gioco viene a porsi la sicurezza dei cittadini e degli operatori, rispetto a norme che non definiscono prezzi bensì parametri senza il rispetto dei quali si determinerebbe il mancato rispetto delle regole della sicurezza sociale e della circolazione.

Per la Sicilia intanto le associazioni dell’autotrasporto hanno richiesto un urgente incontro al Ministro per evitare la proclamazione di agitazioni forti. Il rischio che dalla Sicilia possa partire un fermo del settore non è peregrino.

La prossima settimana, martedì è convocata la riunione delle federazioni dell’Unatras per un esame delle evoluzioni verificatesi e delle decisioni gravi potrebbero essere assunte.

La domanda che le imprese si pongono è come sia possibile che di fronte ad un peggioramento della situazione nessuno ritenga di aprire un confronto per comprendere quale sia il reale sentimento esistente negli operatori.

A titolo esemplificativo ricordo che:

  • dal 1 aprile le imprese interessate debbono pagare per un sistema di tracciabilità che non funziona (il Sistri);
  • da mesi attendono che siano emanati i provvedimenti concordati per rendere spendibili le risorse stanziate per legge;
  • a funzione del Comitato Centrale dell’Albo, nonostante l’impegno della presidente, di fatto tarda a concretizzarsi, (noi siamo per un Albo che funzioni non che chiuda);
  • gli uffici periferici della Motorizzazione da tempo non sono in grado di garantire le revisioni e le operazioni necessarie per le imprese; 
  •  i rischi di tagli, annunciati dai giornali, come sopraddetto non danno certo tranquillità alle imprese;
  • l’azione che una committenza ha assunto, del tutto legittimamente dal proprio punto di vista, rischia di peggiorare i rapporti con i committenti, non sempre facili, della parte più debole dell’autotrasporto;
  •  l’Autority dei trasporti chiede il versamento di un contributo che, a giudizio nostro e dello stesso Ministero, non competerebbe, allargando la platea dei soggetti obbligati (imprese con un fatturato di circa 30 milioni).

Mi fermo qui con l’elenco, che potrebbe essere più esteso. Ritengo però sia sufficiente per rendere evidente come il malcontento rischi di dilagare.
Solo uno sprovveduto infatti non si rende conto che senza interventi concreti si rischia che durante l’Expo possano riprendere fiato forme di protesta da parte di movimenti che solo la collaborazione con le federazioni responsabili evitò nel dicembre 2013 si realizzassero (la saldatura autotrasporto/forconi avrebbe determinato effetti devastanti).

E’ possibile che il settore debba essere costretto ad assumere decisioni forti perché non si trova il tempo di aprire quel confronto che nell’ultimo periodo aveva garantitole condizioni che hanno consentito di superare momenti anche difficili?
Queste riflessioni dovrebbero mettere in condizione tutti rendersi conto di come potrebbe evolversi la situazione nel settore.
Il senso di responsabilità esiste sempre ma il dovere di tutelare le imprese è per noi imprescindibile e non lasceremo nulla di intentato per dare loro fatti concreti agendo come sempre con serietà.
Ma questo deve essere un impegno di tutti.

PACE SOCIALE DURANTE L’EXPO?

In chiusura voglio  affrontare la questione relativa alle annunciate intenzioni del Governo che intenderebbe impedire possibili azioni sindacali di protesta per non mettere a repentaglio lo svolgimento dell’Expo. Al di là della dubbia legittimità della disposizione, sono certo che le federazioni responsabili del trasporto potrebbero assumere un impegno d’onore in tal senso.
Esiste tuttavia una condizione imprescindibile: il confronto preventivo. Se vi sarà l’impegno del Governo nel voler ricostruire un rapporto di collaborazione, purtroppo interrotto in questi ultimi mesi, penso che l’autotrasporto possa fornire garanzie per una pace sociale che contribuisca a cogliere le opportunità che l’Expo può generare per il Paese.

Alla prossima.

Paolo Uggè