

Di seguito le news della settimana
Esaurite la procedure previste per il rinnovo degli organi che guideranno la federazione nei prossimi tre anni, eccomi, di nuovo, con la consueta nota settimanale.
SITUAZIONE GENERALE
Che il Paese si trovi in condizioni difficili lo sappiamo tutti. Nonostante gli annunci che ad ogni timido segnale vengono rilanciati come dimostrazione dell’avvio di una ripresa consolidata, chi ha avuto la possibilità di leggere la nota economica settimanale, elaborata dalla Confederazione, ha potuto purtroppo constatare come di ripresa si parli molto ma si concretizzi poco.
Le stesse previsioni economiche diffuse da Confindustria hanno rivisto al ribasso la crescita del Pil per l’anno in corso. E’ certamente giusto che chi governa il Paese diffonda dell’ottimismo ma la situazione che è sotto gli occhi di tutti, per ora, non ci consente di trovare le positività che tutti vorremmo toccare con mano.
Purtroppo la situazione coinvolge anche il nostro settore, toccato dai nuovi tagli che l’Esecutivo ha dovuto apportare per esigenze di bilancio. Ricorderete tutti la ragione per la quale, la maggior parte delle federazioni decise di subire la proposta del Governo. Il taglio consentiva, in tempi rapidi, la messa a disposizione delle risorse alle imprese, attraverso il decreto di riparto. Così è avvenuto. Purtroppo nella riunione all’Albo tenutasi in settimana è giunta, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il decreto firmato è stato bloccato per un errore formale (nel decreto sulla ripartizione si indicano risorse per milioni di euro anziché in migliaia). Questo produce l’annullamento o forse la correzione dell’atto, che deve essere riformulato.
Le imprese rischiano di essere pesantemente danneggiate se il provvedimento dovesse seguire l’iter normale e non fosse accelerato.
Un fatto increscioso che però può e deve essere affrontato con la necessaria determinazione. Non possiamo stare zitti!
Per questo si rende necessaria la ripresa degli incontri al Ministero, che Unatras aveva già richiesto nelle scorse settimane.
Vi è tuttavia un ulteriore aspetto che preoccupa ed è legato ai rapporti con il Ministero che ci pare si stiano allentando pericolosamente.
Ci fa piacere che il Ministro Lupi in incontri pubblici ami evidenziare il senso di responsabilità che alcune federazioni mostrarono nel dicembre scorso durante le proteste dei forconi. Ma oggi chi le mette in difficoltà sono proprio i comportamenti incomprensibili del suo Dicastero! Forse è il caso che intervenga direttamente.
Non mi riferisco solo all’errore descritto prima, che ha comunque la sua rilevanza, ma al fatto che vi è la netta sensazione di una volontà di porre fine al metodo di confronto che era stato proposto proprio dal Sottosegretario delegato. Noi siamo rispettosi delle Autorità e riteniamo doveroso che chi ha la delega del settore dialoghi con chiunque lo rappresenta, anche se non è stato riconosciuto in possesso dei requisiti necessari per far parte del nuovo Comitato dell’Albo, ma interrompere le riunioni con chi rappresenta il mondo del trasporto in modo responsabile (come afferma lo stesso Ministro) e mostrare invece interesse a richieste sostenute da questa associazione, assicurando che verranno tenute in considerazione, non ci pare condivisibile. Così si disconosce quel protocollo di intesa sottoscritto il 28 novembre u.s. Una riprova la si può cogliere nell’ultima comunicazione del Sottosegretario delegato che chiede a tutte la parti di far pervenire proposte da inserire in un decreto, che verrà emanato entro il mese di luglio, proposte delle quali il Governo terrà conto condensando il tutto. Ma nel mese di dicembre se non fosse stato per chi ha messo la faccia ed ha difeso l’intesa del 28 novembre il Paese rischiava grosso.
Non intendiamo insegnare nulla a nessuno ma un Governo serio in un Paese serio non può certo disconoscere o dimenticare le intese sottoscritte. Da quelle si deve partire! Nessuno si rifiuta di modificare le intese (lo abbiamo dimostrato sulle risorse) ma queste devono essere discusse tra le parti firmatarie. Al Ministro Lupi, con rispetto, vogliamo dire che se qualcuno si sente libero dagli impegni assunti questo vale per tutti.
E’ bene riaffermare questo principio.
LE FEDERAZIONI SI TROVERANNO MARTEDI’ 1 LUGLIO
Alla luce di queste novità inaspettate, mentre ricordiamo a chi ha la responsabilità politica del Dicastero che le conseguenze non potranno che coinvolgerlo, martedì le federazioni presenti nel comitato dell’Albo si troveranno per una valutazione della situazione ed assumere le decisioni che riterranno utili per tutelare le imprese rappresentate. Sono certo che si troverà una linea comune nell’interesse della categoria. Peccato che per indisponibilità a partecipare (impegni assunti) non si potrà tenere prima la presidenza Unatras che era stata convocata. Probabilmente un disguido non ha consentito la dovuta concertazione. Le questioni delicate che riguardano i rapporti con il Ministero e le misure non ancora emanate impongono un confronto all’interno dell’Unatras. Potersi presentare alla riunione del pomeriggio dopo uno scambio di idee al nostro interno sarebbe stata una scelta più opportuna. Peccato non si sia potuta effettuare, anche perché tra le varie questioni avremmo dovuto esaminare la questione della vice presidenza dell’Albo. A tale proposito voglio far presente che non vi sono litigi o la ricerca di posizioni personali nel confronto tra le federazioni ma solo la necessità di costruire una linea che abbia come riferimento gli interessi di tutte le imprese rappresentate nel comitato dell’Albo.
L’Unatras avanzerà una proposta su una candidatura nel tentativo di trovare una linea dai più condivisa ma che non potrà essere disgiunta dalle scelte che si vorranno portare avanti in tema di politica dei trasporti. In gioco non vi è una “carica” ma la politica del settore.
IL PATTO DI CONSULTAZIONE ALLA PROVA
Nella riunione tra le federazioni dell’autotrasporto per verificare quanto sia utile, in una situazione complessa, mettere in campo per tutelare al meglio le imprese vi saranno altri aspetti da affrontare.
Abbiamo già riferito in settimana quanto in altri Paesi stanno decidendo sul cabotaggio, sul tema del lavoro e sulla tassazione delle infrastrutture. Anche le nuove istituzioni comunitarie si occuperanno dei temi che ci toccano da vicino.
Nel nostro Paese rimangono aperte questioni importanti come i possibili interventi sulle norme che riguardano i costi della sicurezza; le modalità per reprimere le forme abusive del cabotaggio; il tema del costo del lavoro; le nuove attività del Comitato dell’Albo per privilegiare le imprese virtuose nei confronti di quelle che operano fuori dalle regole; gli interventi atti a favorire i trasporti combinati; i controlli mirati e la loro attuazione; la riduzione dei divieti di circolazione; i possibili interventi che vi potrebbero essere sui tagli alle spese che potrebbero riguardare l’accisa; etc. Non elenco tutte le questioni ma molte sono contenute nel protocollo di intesa del 28 novembre u.s.
La strada che abbiamo di fronte è strettamente connessa alle prospettive che intendiamo assegnare al trasporto merci nel Paese. Solo dal confronto potremo individuare i giusti elementi per evitare il rischio di vanificare i sacrifici di tanti operatori.
LE NOSTRE SPERANZE
Le posso definire in tal modo in quanto sono state condivise dal nuovo consiglio nazionale della Fai che, oggi riunitosi per la prima volta, dopo la proclamazione degli eletti ha provveduto ad eleggere il nuovo comitato di presidenza ed il Presidente.
Rafforzamento dell’unità possibile a tutti i livelli, attraverso la costante ricerca delle mediazioni che si rendono indispensabili, purchè non indeboliscano il mondo rappresentato.
Chiarezza nelle competenze e nelle alleanze che non dovranno a prescindere escludere nessuno, a condizione che tutti poi rispettino le idee di tutti e si condividano le scelte assunte dagli organismi. Rifuggiremo da tutte le forme di ostracismo ma senza rinunciare a sostenere con determinazione e correttezza le nostre idee che potremo anche accantonare solo nel momento in cui a livello unitario vengano individuate decisioni condivise dalla gran parte dei nostri interlocutori. La categoria è ad un bivio: senza unità finirà per essere per sempre esclusa dalle scelte. La Fai è pronta ad assicurare il rispetto delle decisioni assunte dalla maggioranza, anche se non significa la rinuncia nel ribadire le nostre convinzioni che in alcun modo verranno accantonate. Non saranno dimenticate ma in ogni occasione invece, sempre pur nel rispetto delle decisioni della maggioranza, verranno rappresentate.
Una sola condizione poniamo affinché le nostre speranze possano divenire concrete ed è che sia il metodo applicato da tutti.
E’ troppo chiedere che assunte le decisioni non si contraddicano il giorno dopo? Che non si attuino campagne denigratorie nei confronti dei colleghi delle altre federazioni? Che non si prendano per complotti oscuri, fatti alla luce del sole? Che si rappresentino con chiarezza gli interessi dei propri associati per meglio tutelarli? Che ci si attenga al principio di individuare una linea comune prima tra realtà omogenee (quelle delle imprese di autotrasporto) e dopo con altre realtà legittime, ma che le utilizzano? Infine è possibile comprendere che anche la più rappresentativa delle federazioni da sola non conta niente e che se si vuole far l’interesse delle imprese si deve operare in sintonia? Questo le imprese ci chiedono e su questo noi ci impegniamo.
Se le nostre considerazioni sono condivise, nel momento attuale, non abbiamo altra strada che mostrarci uniti nei confronti del Governo che è obbligato a trovare con noi le soluzioni utili per il Paese e conseguentemente per le nostre imprese. Non possiamo consentire che qualcuno provi a mettere da parte le intese raggiunte.
Se non riusciremo a superare questa battaglia decisiva per la rappresentanza di una categoria forte ma resa debolissima dalle divisioni di vertice, i nostri operatori non avranno futuro, così sarà anche per le federazioni e per i gruppi dirigenti, che contano nulla rispetto agli operatori.
IL CONSIGLIO NAZIONALE
Dopo la proclamazione degli eletti il Consiglio ha eletto il nuovo Comitato di presidenza ed il Presidente. Ho provveduto a nominare vice presidente vicario Gianni Satini; e gli altri vice presidenti che sono D’Auria, Lanzi e Graglia; Antonio Petrogalli è stato acclamato presidente del Consiglio nazionale.
Nel mio intervento ho illustrato quelle che a mio giudizio dovrebbero essere le scelte, le alleanze ed i punti fermi sui quali si articoleranno le attività sia di natura politica che organizzativa del prossimo triennio. Avendole il Consiglio condivise sono allegate al verbale su richiesta del consiglio stesso e ne divengono parte integrante.
NOTIZIE IN PILLOLE
Nella scorsa settimana l’Anita ha rinnovato i propri organismi. Nel porgere i migliori auguri al neo presidente Thomas Baumgardner rivolgo un saluto affettuoso all’uscente Eleuterio Arcese che ha lasciato dopo nove anni la guida della federazione.
Mi sia consentito, l’ho già fatto al termine dell’assemblea generale, ringraziare gli amici di Parma per l’ospitalità riservataci, davvero squisita. Voglio anche sottolineare l’impegno e l’ottimo lavoro di Stefania Cippitelli che ha ben organizzato le tre giornate, contando sulla collaborazione di tutti i collaboratori della segreteria.
Si è avviato così un nuovo triennio che ci vedrà impegnati ancor di più. Sono certo che con il senso di appartenenza alla nostra categoria e conseguentemente alla federazione sapremo superare anche i momenti difficili, sperando che non siano molti. Auguri a tutti; ne abbiamo bisogno.
Una iniziativa che mostra la sensibilità non comune della nostra realtà associativa ai problemi degli emarginati e dei più deboli è stata assunta e sostenuta da Fai service in questi giorni che ha voluto sostenere la mostra fotografica itinerante che testimonia, con delle immagini fotografiche, i drammi sociali di tanti giovani che provano a fuggire da zone di guerra per soddisfare la loro sete di libertà. Complimenti al Presidente ed al suo amministratore per l’ottima scelta.
Alla prossima.
Paolo Uggè – Presidente Fai