La Settimana Sindacale Confederaledal 15 al 19 SETTEMBRE 2014

INP14292 – Inps. Assenze per malattia e rientro anticipato in servizio.
19 Settembre 2014
Traforo del Monte Bianco
19 Settembre 2014

Di seguito le principali news della settimana.

SITUAZIONE GENERALE

Pare evidente che gli impegni settimanali si siano concentrati sulla sentenza della Corte di giustizia nonchè sull’incontro con il ministero tenutosi nella mattinata di martedì.

Sui contenuti della sentenza ovviamente si sono registrate diverse interpretazioni delle quali abbiamo reso edotti i nostri lettori. Come prevedibile a livello legale (Conftrasporto ha tenuto una riunione di un gruppo di avvocati che fa riferimento alle nostre realtà territoriali) le correnti di pensiero sono due.
Chi sostiene che con il pronunciamento della Corte i costi della sicurezza sono eliminati; chi invece ritiene che la sentenza si limiti ad annullare le delibere dell’Osservatorio e la formula sulla quale vengono computati mensilmente i costi da parte del Ministero (questa interpretazione è per noi dubbia in quanto se il Ministero utilizza il prodotto di una formula, anche se impostata dall’Osservatorio, significa che di fatto la ritiene valida. Questo dimostrerebbe che la parte pubblica la considera adeguata).

Mentre non registriamo, comunque, alcun dubbio interpretativo nel fronte che considera ancora in vigore i costi minimi (va da sé che il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi, così la stessa Corte Costituzionale, ed i giudici di merito), una interpretazione che è più in linea con le nostre convinzioni sembra essere quella di un noto legale che rappresenta la committenza nella vertenza il quale ritiene invece che non vi sia l’annullamento delle norme in contestazione.

In settimana ricordiamo che un tribunale della Campania ha dato un interpretazione che riconosce, anche dopo la sentenza validi i costi minimi, non derivanti dalle delibere dell’Osservatorio.

Come abbiamo già detto una situazione complessa, per non dire confusa, dalla quale escono solo danni per la categoria. Per questo riteniamo, lo abbiamo detto nell’incontro con il Ministero, che sia il Ministro a dare la linea modificando le norme secondo le indicazioni della Corte. Noi non riteniamo che vi debbano  essere, a differenza di altri, incontri tra le parti. Il Ministro senta chi vuole e poi decida come ritiene. Questo anche al fine di fornire ulteriori elementi a chi potrebbe voler ricorrere ancora ad impugnative (ricordo a tutti che la Corte ha fondato il parere proprio evidenziando l’incompatibilità che le parti individuino condizioni e prezzi sui trasporti).

Questo non significa che accetteremo acriticamente quello che farà il Ministro. Lui faccia la Sua parte che noi faremo le nostre valutazioni, come sempre, con grande responsabilità.

MA INTANTO: HANNO RIDOTTO DI ALTRI 58 MILIONI LE RISORSE AL SETTORE

In questa situazione e senza dire nulla il Governo ha tagliato 58 milioni di risorse al settore. Ricordare che  le federazioni non si erano opposte a definire tagli per 30 milioni nei mesi scorsi è credo opportuno perché dimostra quanto l’atto unilaterale che abbiamo contestato sia invece quanto meno inopportuno.

Dal gennaio 2015 il rimborso dell’accisa viene ridotto e vi  sarà un aumento di due centesimi
Questo produrrà una aumento di circa 2000/2500 euro ad automezzo che non è sostenibile. Occorre che il Governo sappia che rendendo più conveniente rifornirsi all’estero (la riduzione vale sia per il C/proprio che il C/terzi) si registrerà un incremento dei rifornimenti all’estero. Secondo un primo calcolo del centro studi confederale e considerando percentuali ridotte di quanto  sceglieranno i rifornimenti all’estero, per il Paese sia in termini di Iva che di imposte vi sarà una riduzione di entrate stimate  oltre 350 milioni.
La domanda non può che essere relativa a quali siano le ragioni di tali scelte.

Il protocollo del 28 novembre continua ad essere sostanzialmente inapplicato
Riduzioni dei divieti di circolazione, norme per combattere il fenomeno del cabotaggio abusivo, controlli su operazioni illegittime del personale in affitto, imprese estero vestite ( la sentenza della Cassazione del 16 settembre sull’argomento dimostra quanto sia indispensabile intervenire nel merito), la ricostituzione dell’Albo, la messa a disposizione delle risorse per le aziende che attendono contributi sugli investimenti, pedaggi, formazione,  a questo si aggiungono le situazioni dell’Ilva che ritarda i pagamenti alle imprese, la riduzione dei traffici con la Russia, il mantenimento dell’obbligo di pagamento del contributo per il  Sistri, riconosciuto sostanzialmente inutile, etc. Tutti argomenti che attendono risposte sul quale il Governo è inesistente anche se non comportano pesanti aggravi di costi ma danno invece risposte alle imprese. Per noi non è più possibile restare in silenzio.

Che fare allora?
Innanzitutto Conftrasporto ha disdettato il protocollo del 28 novembre unitamente Anita, Confartigianato, Casa_Artigiani.  Poi stiamo definendo incontri per assumere comuni posizioni sulle iniziative da realizzare.  Intanto con Confartigianato ne Casaartigiani, in occasione della manifestazione Truck emotion abbiamo scelto di confrontarci con gli operatori per scegliere le migliori iniziative da portare avanti. Altre occasioni di incontro che si terranno nel mese di ottobre si stanno intanto definendo. Gli incontri sono aperti a tutti per raccogliere il più possibile le proposte degli operatori.

Noi non ricattiamo nessuno né ci facciamo strumentalizzare da nessuno.
Sentiamo già voci che parlano di ricatto per quanto si sta prospettando. Registriamo anche dichiarazioni che un presidente confederale rilascia a nome e per conto di federazioni dell’autotrasporto; siamo certi anche che presto verranno diffuse opinioni di organi di informazione che, naturalmente senza sentire altre parti, emetteranno i loro giudizi. Non siamo preoccupati; ci limitiamo ad osservare i fatti che attestano che il Ministero non ha mantenuto gli impegni definiti e non ha mostrato, in questi ultimi mesi, un evidente disinteresse nei confronti del settore.
Sui costi della sicurezza, dopo aver sostenuto che si doveva trovare una soluzione onde evitare che “altri” decidessero per conto nostro, il Ministero ha brillato per inerzia (o è stata mancanza di volontà?).
E’ vero che nessuna intesa era stata raggiunta (solo chi invece ha sottoscritto accordi ha la  faccia tosta di accusare altri di averlo fatto ) ma in vari incontri le linee alle quali il Ministero poteva fare riferimento erano state fornite da tutti coloro che al tavolo delle trattative non stanno zitti. Il Ministero aveva il dovere e la possibilità di intervenire con una Sua proposta. Non lo ha fatto! Avrà avuto le sue ragioni; ne prendiamo atto.

Ancora:
Gli incontri previsti con la Guardia di Finanza, con l’Agenzia delle Entrate non si sono effettuati. Ed ora, in una situazione così delicata, almeno a voler dare credito a voci di persone che erano presenti all’incontro con la committenza, tenutosi nel pomeriggio di martedì, il rappresentante del Ministero avrebbe detto cose diverse rispetto alle intenzioni enunciate poche ore prima (nella mattinata) alle federazioni del trasporto.  “Il Ministero considera i costi minimi annullati dalla sentenza della Corte Europea”. Questa, a meno di smentite, la comunicazione rilasciata, secondo rappresentanti  dell’utenza. Perché allora non si è detta la medesima cosa nella riunione precedente? È diritto dei trasportatori sapere esattamente cosa intende fare il ministero? E’ questa una dimostrazione di serietà nei rapporti? Così non si costruiscono le vie d’uscita ma si va verso una sola evoluzione.

Se ora noi non rinunciamo a fare la nostra parte è corretto sentirsi definire “ricattatori?” Per quanto ci riguarda noi non forziamo nessuno. Sentiremo i nostri operatori e definiremo insieme a loro quello che è utile al Paese, (ho accennato prima ai danni della decisione sull’accisa) ed al settore. Noi crediamo che il Governo possa fare molto; non abbiamo preclusioni nei confronti di un Esecutivo che rispetti le intese e che soprattutto faccia. Siamo critici verso chi non fa!

La Corte ha indicato la legge 32/05 ed i decreti legislativi come legge compatibile con i principi europei. Spiace che vi siano ancora persone che non riescano a comprenderlo. Quella legge l’abbiamo voluta noi! È stato  il frutto di una intesa tra tutti! Se si vuole avere un punto di riferimento è da lì che si deve partire!
 Se invece si vorrà cincischiare, seguire i consigli di chi vuol continuare a sfruttare degli operatori deboli, (si legga cosa dice un “autista legalmente ricattato” così si definisce in una lettere un camionista e mediti su cosa avviene nel settore signor Ministro il sito è wwwstradafacendotgcom.it); se si vorrà scegliere di colpevolizzare l’autotrasporto per le conseguenze politiche ed economiche che si potrebbero innescare da forme di protesta, che potrebbero anche avviarsi in forme autonome, lo si faccia.
Noi responsabilmente faremo la nostra parte che è quella di portare avanti le scelte dei nostri operatori, senza sconti e senza guardare in faccia a nessuno, anche se dovessimo essere soli.
Ci dicono anche che uno scontro con l’autotrasporto potrebbe essere ricercato per ragioni di altra natura da chi potrebbe essere interessato ad andare ad elezioni anticipate. Noi non intendiamo affrontare che la politica dei trasporti e la condizione delle nostre imprese. Siamo pronti a confrontarci con tutti e non ci interessa la dietrologia inutile. Rappresentiamo imprenditori e non forze politiche.

ATTIVITA’ FEDERAZIONE

in settimana abbiamo avuto una giornata di approfondimento sulla situazione del settore; alcune riunioni al Ministero dell’Ambiente, incontri con federazioni e rappresentanti della politica che abbiamo ragguagliato sulla situazione. Si è tenuto l’incontro con gli operatori del noleggio in Confederazione ed abbiamo lavorato per definire la posizione che è stata rappresentata in audizione al Senato sull’unificazione del PRA. In una riunione della giunta confederale si è parlato anche della situazione nella quale si trovano le imprese dopo le scelte del governo per quanto riguarda l’accisa.

Alla prossima.

Saluti.

Paolo Uggè