
La settimana sindacale confederale dal 28 febbraio al 04 marzo 2011
4 Marzo 2011
SPE11050 – Esame di consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose. D.M del 29 Dicembre 2010.
8 Marzo 2011Settimana intensa che ha visto lo svolgimento di tutte le attività programmate.
Nel dettaglio:
Rapporti con il Governo
Con la definitiva approvazione del decreto Mille proroghe si apre una fase nuova che dovrebbe rafforzare, anche attraverso la azioni di controllo, l’impianto normativo sul quale da mesi si sta in modo costante lavorando.
Ora, come sempre, la palla passa al Governo ed a chi spetta il compito di far rispettare le norme. Le associazioni dell’autotrasporto stanno stringendo i tempi per ottenere risposte concrete che diano la tanto attesa applicazione completa delle norme di legge. Sarà questo un passaggio determinante in quanto alcuni segnali, sia per quanto riguarda gli accordi di settore che la disponibilità di singoli committenti, stanno giungendo e vanno rafforzati.
Nel settore intanto le imprese soffrono le conseguenze della situazione in atto che sta producendo per quanto riguarda il prezzo del gasolio in particolare, ma non si può tacere del settore assicurativo, pesanti ripercussioni sulle imprese.
Le organizzazioni di Unatras hanno fatto pervenire al Governo la richiesta di affrontare con molta tempestività le problematiche del settore e senza risposte precise le evoluzioni potrebbero divenire dirompenti. Oggi il Governo è in condizione di dare spendibilità, dopo l’approvazione del decreto Mille proroghe, alle risorse stanziate. Noi riteniamo che questo debba essere realizzato in tempi i più rapidi possibili. Tuttavia occorre affrontare sia la questione dei costi minimi che le normative sui tempi di guida. Conosciamo le norme e non chiediamo anticipazioni ma solo che le disposizioni sui costi minimi vengano applicate.
Abbiamo sufficiente conoscenza della legge per ribadire che il tempo stabilito (9 mesi) è legato agli accordi ed ai contratti scritti ma non certamente a quelli non scritti per i quali i costi minimi devono essere definiti dall’Osservatorio. Certo è sufficiente non farlo funzionare oppure ostacolarne il lavoro per impedire che vengano elaborati quei riferimenti certi oggi sostituiti da quelli pubblicati dal ministero delle Infrastrutture. Questo evidenzia in modo netto che da parte della committenza non esiste la volontà a determinare le condizioni di sicurezza che invece a parole condivide.
Nei prossimi giorni delle decisioni dovranno essere prese e molto dipenderà da come il Governo si attiverà per dare soluzioni ai problemi emergenti.
Accordi di settore
Gli incontri e i contatti si intensificano, anche se nessuno si decide a compiere il primo passo per arrivare alla identificazione dei costi minimi. Quale sia il pensiero della nostra organizzazione su tale aspetto è noto e da quello non intendiamo spostarci anche perché non intendiamo in alcun modo mettere a rischio le norme positive sulla sicurezza fin qui ottenute che devono solo essere applicate.
Ancora sulle agitazioni locali
Come era prevedibile la montagna ha partorito il topolino nel caso Sicilia. Le soluzioni prospettate non hanno alcun valore giuridico se non per le imprese che le hanno sottoscritte. Certamente non si potranno assumere a riferimento per l’eventuale definizione di quelle del settore dell’intera filiera agroalimentare. Gli accordi possono essere stipulati nel rispetto delle norme e delle procedure e non sarà certo l’arroganza o le forzature a poterle superare.
Unatras in merito ha fatto conoscere al Governo il proprio pensiero ed è che le vertenze locali, che derivano da ragioni oggettive che devono essere prima comprese e poi affrontate, devono essere ricondotte nell’ambito nazionale, anche per evitare che il settore si parcellizzi con il bel risultato di determinare solo l’indebolimento generale.
Non abbiamo condiviso la troppa attenzione riservata dal Governo non certo ai problemi reali ma alla aspirazione legittima di qualcuno di voler trovare un posto al sole né tanto meno condividiamo la richiesta di dare spazi solo ad una realtà territoriale. Se questo si ritiene opportuno la possibilità deve essere estesa a tutti. Non si comprenderebbe infatti perché aspetti che toccano l’attività degli operatori di un territorio debbano avere il dignità nazionale e quelli di altre zone no.
Riflessioni generali
È opportuno e necessario che i confronti riprendano a coinvolgere gli operatori negli organismi esistenti. I dibattiti sui giornali sono utili ma si deve sempre tener in considerazione l’obiettivo generale di chi è la controparte della nostra realtà. Riuscire a far insorgere divisioni causa delle dichiarazioni non calibrate da forza a chi opera in tutti i modi e non rafforza un settore, anzi lo indebolisce. Alcuni, magari inconsciamente, credono che per un attimo di visibilità valga la pena mettere in gioco la forza che a fatica il nostro mondo è riuscito a costruire. Quello che si perde dividendosi è troppo grande per lasciarlo gestire o a qualche censore improvvisato che in modo giacobino pensa che il taglio delle teste sia la soluzione di tutti i mali. La storia insegna che tutti coloro che si sono fatti portatori di tali valori non hanno fatto una bella fine.
La prossima settimana
Presidenza Confcommercio, incontro con il governo per affrontare le questioni suddette, assemblea Cnel e presidenza Fai. Sabato invece a Bergamo convegno organizzato sulla sicurezza e le norme del trasporto.
A presto.
Paolo Uggè


