COS11159 – Costi minimi di esercizio del mese di Giugno 2011. Elaborazione UNATRAS dei dati del Ministero dei Trasporti.
3 Agosto 2011
Costi minimi di esercizio
3 Agosto 2011

Non volevo tralasciare prima del periodo di riposo estivo di farvi pervenire le mie considerazioni e quindi, anche perchè costretto da alcuni impegni personali, mi rivolgo a voi solo oggi.

Nel dettaglio.

Rapporti con il Governo

Ne abbiamo parlato approfonditamente nel corso dei lavori del consiglio nazionale che si è tenuto venerdì 29 luglio.
I temi che sono sul tappeto e sui quali si è incentrata l’attività settimanale della federazione sono di sicuro interesse per le imprese del settore e riguardano interventi: per cercare delle soluzioni al sistema Sistri per il quale incontri tecnici e interventi politici sono stati effettuati; per portare avanti in seno all’Albo ed a livello politico la questione della messa a disposizione delle risorse per la riduzione dei pedaggi autostradali che sono state trasferite (il ministro Tremonti ha firmato il decreto e quindi dopo la registrazione, e visto che i calcoli anche per il 2009 sono praticamente effettuati, le imprese dovrebbero ricevere a breve sia il saldo del 2008 che l’acconto del 2009).
Dobbiamo ancora una volta evidenziare l’impegno del sottosegretario Giachino che ha “marcato stretto”, meglio di uno stopper, chi doveva predisporre il provvedimento necessario.
Restano aperti tutti i temi relativi all’applicazione dei costi minimi e degli accordi di settore per i quali si devono trovare soluzioni che garantiscano tutti.
Abbiamo preso posizione nei confronti di quell’associazione degli spedizionieri che ha avviato un procedimento che è stato definito indecoroso e contrario ad ogni logica di collaborazione. Altrettanto abbiamo fatto conoscere il nostro dissenso nei confronti di una interrogazione presentata nei giorni scorsi da un parlamentare che chiede al ministro di sospendere l’entrata in vigore della legge, per altro è già in vigore e applicata. Su Libero di domenica prossima tratterò la questione anche per far conoscere al parlamentare questioni che forse non sono state rappresentate nel modo adeguato.
Si è avviata martedì 2 agosto la campagna di sensibilizzazione sull’utilità per il Paese del trasporto fondata sulla domanda provocatoria: che mondo sarebbe senza i camion. Giorno dopo giorno dimostreremo cosa potrebbe succedere se i mezzi sospendessero l’attività. L’intento non è certo di far insorgere degli allarmismi ma far riflettere cosa succederebbe per la vita di ognuno senza la presenza dei camion. L’esempio è ripreso da una simulazione effettuata dall’associazione svedese e pubblicata sul sito dell’IRU. Vi invito pertanto a diffondere tale lavoro perché la consapevolezza della nostra utilità si estenda sempre di più.
Un tema affrontato sul quale vi dovevo risposte e che verrà anche questo trattato nel mese di agosto sulla rubrica di Libero è quello dell’estensione dei divieti di circolazione. Quello che si legge sulla sentenza è emblematico e dovrebbe far riflettere tutti gli operatori, soprattutto quelli che aderiscono a quella associazione. Si legge che come parti controinteressate al ricorso presentato dai Codacons è stato identificata l’Anita e ad una associazione di Modena.
Ora se la notizia fosse stata portata a conoscenza di tutte le altre federazioni si sarebbe potuto costituire un collegio di difesa a sostegno delle ragioni dell’autotrasporto. Questo convincimento diventa ancor più evidente leggendo le argomentazioni addotte a difesa da parte dell’avvocatura dello Stato. È vergognoso che vi sia chi protesta contro una sentenza ed, essendone informata, non abbia operato per cercare di costruire una difesa comune.
Il dubbio che tale scelta derivi dalla comune appartenenza alla Confindustria di chi ha fornito i dati, la società Autostrade per l’Italia, e l’associazione che ha taciuto è molto forte tra i nostri operatori .
Ricorderete tutti il comportamento furbesco del presidente di quella organizzazione garibaldina nel corso del rinnovo contratto di lavoro. Portò il tavolo delle associazioni su posizioni, da Lui stesso giudicate necessarie di soluzioni e poi, in accordo con una altro dirigente di associazione sconfessò quelli, come noi e la Confartigianato, che ci eravamo attenuti alle intese. Sto parlando del presidente che in ogni occasione di incontro con il Governo chiede che lo Stato intervenga per abbassare il costo del lavoro che lui, con il suo comportamento ha contribuito ad elevare. Furbi così non ne vogliamo più. Poiché sappiamo che esistono imprenditori seri e consapevoli dopo questa ultima dimostrazione di interesse nei confronti della categoria che non tutta ha gli automezzi che viaggiano all’estero, li invitiamo a voler significare il loro rammarico con un atto sostanziale.

Durante il periodo feriale

Gli uffici della federazione seguiranno la chiusura degli uffici confederali anche se tra Milano e Roma ed i trasferimenti di chiamata sostanzialmente in caso di necessità si potrà contattare i nostri funzionari.
Non mi resta che augurare ad ognuno di voi un periodo di serenità e di possibile riposo con le vostre famiglie unitamente ad un arrivederci a settembre.

Paolo Uggè