La ripresa dell’economia dipende dalla crescita di trasporto e logistica – Rubrica Ruote d’Italia su Libero dell’11 ottobre 2008

I nodi irrisolti dell’intesa sull’autotrasporto – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 04 ottobre 2008
16 Dicembre 2008
Il piano della FAI per ridurre costi e traffico nel trasporto su strada – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 18 ottobre 2008
16 Dicembre 2008

?Cresce l’economia se cresce il trasporto?. ? questo il titolo del convegno che Fai Conftrasporto ha organizzato in occasione della XIX Assemblea congressuale nazionale in programma a Salerno oggi e domani. Un titolo che offre mille spunti di riflessione e di dibattito: primo fra tutti la consapevolezza che non esiste ancora una conoscenza realmente diffusa del fatto che gli ostacoli alla mobilit? (introdotti in nome di un ambientalismo strumentale) finiscono per divenire un peso per la competitivit? dell’econo mia del nostro Paese. Un tema che ? il punto di partenza fondamentale per comprendere tutto il percorso, spesso a ostacoli, che il mondo dell’autotrasporto deve e dovr? percorrere ancora a lungo, visto che per poter intraprendere concretamente qualsiasi “stra da alternativa alla gomma”, attraverso le sinergie fra camion e navi, treni e aerei, occorrer? attendere almeno 15 anni. Fai Conftrasporto riconosce l’assoluta importanza della diversificazione modale nei trasporti, cos? come l’utilit? di misure che, in presenza di alternative, privilegino le soluzioni complementari al solo trasporto su gomma, ma finch? queste restano nelle intenzioni programmatiche, ogni ostacolo al trasporto terrestre determina la penalizzazione dell’in tera economia, fondata sul principio del “just in time”, dell'”appena in tempo”. E di tempo non ? pi? possibile perderne se si vuole davvero far s? che il trasporto e la logistica diventino realmente le condizioni che consentono di rispondere ai bisogni del sistema produttivo, cercando di coniugare sicurezza, qualit? e rispetto ambientale con la competitivit?, superando le problematiche macro-economiche, quelle territoriali-settoriali e quelle pi? propriamente aziendali e imprenditoriali. Ormai ? chiaro che l’efficienza logistica ? diventata la leva competitiva principale: non ? pi? rilevante la distanza, ma il tempo degli spostamenti delle merci che sta diventando uno dei fattori chiave di successo delle politiche industriali ed economiche. ? su questi temi che il Paese dovr? lanciare la propria sfida per essere partecipe nel grande mercato globale. Una sfida che purtroppo ha per? (a volte per incompetenza, a volte per interessi di bottega) numerosi avversari e deve dunque far fronte a diversi attacchi. Come quelli, sconsiderati, portati principalmente da una committenza miope che spinge sul settore e chiede servizi sempre pi? finalizzati alle sue necessit?, con tariffe che tendono sempre pi? a comprimersi. L’autotrasporto, per effetto di mancate politiche di comparto mirate al potenziamento delle infrastrutture di supporto e al contenimento del conto proprio, esprime oggi una necessit? irrimandabile: quella di interventi perequativi e di sussidiariet?. L’equilibrio del conto economico infatti dipende in misura decisiva da fattori esterni alle aziende, principalmente ascrivibili a due tipologie di categorie: di contesto, quali la scarsa dotazione delle infrastrutture del territorio, con un sistema infrastrutturale con bassi indici di connettivit? e scarsi livelli di accessibilit? del territorio; e di organizzazione della produzione e della distribuzione delle merci, che facendo parte di un sistema logistico squilibrato stanno spingendo l’autotrasporto a “supplire” anche a tale deficit, aumentando sempre pi? il numero di viaggi e riducendo la quantit? di merce trasportata. La debolezza infrastrutturale italiana rappresenta una criticit? storica che, negli ultimi 20 anni, nel confronto con i principali partner europei ? andata aggravandosi. Il nodo dei valichi alpini costituisce una delle priorit? assolute che dovranno essere affrontate dal Governo, ripetutamente invitato a far valere nei confronti dell’Unione Europea una fiscalit? di vantaggio per gli operatori nazionali che attraversano i valichi alpini, nella misura pari ai maggiori costi che sopporta l’economia. Costi sui quali ci sono una serie di riflessioni da fare: il primo concorrente del conto terzi ? il conto proprio e questo contesto ?schiaccia? il prezzo di mercato per eccesso di offerta, ? improduttivo e brucia risorse; il conto proprio genera, soprattutto nelle aree urbane, costi esterni maggiori di quelli che genera il conto terzi; le misure di sostegno di settore sussidiano il conto terzi ma anche il conto proprio, e indirettamente ne favoriscono l’utilizzo diffuso; il settore dell’autotrasporto non riesce a migliorare il conto economico per la scarsa velocit? commerciale, i tempi di carico e scarico, il basso coefficiente di carico. Anche la sicurezza ne merita una riflessione approfondita. Gli obiettivi pi? urgenti da raggiungere sono quelli di restituire alla Consulta generale dell’au totrasporto e della logistica il ruolo di coordinamento funzionale gi? assegnatole, operando per porre la sicurezza come elemento di sistema per l’autotra sporto. Un percorso che passa obbligatoriamente attraverso un nuovo sistema di controlli, con una pattuglia per ogni provincia: un sistema capillare, diffuso, che deve estendersi a tutti i soggetti, compresi i committenti, in modo da collegare il principio fondamentale della responsabilit? condivisa ai comportamenti che violano le norme sulla sicurezza sociale e della circolazione. Paolo Ugg?