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IL PUNTO di Paolo Uggè.

 

Roma, 26 marzo 2021

 

E’ pur vero che occorre consentire a chi assume la responsabilità di governare il Paese un tempo adeguato. Lo è ancor più nelle situazioni di emergenza come quella che si sta vivendo. Riteniamo però a malincuore di dover evidenziare come cambiamenti concreti ad oggi non se ne siano registrati molti.

Il processo di vaccinazione è ancora in fase minimale e rispetto ad altri paesi il nostro è piuttosto in ritardo sia rispetto alla media europea sia nella classifica che tiene conto delle vaccinazioni praticate. La colpa si può attribuire totalmente al governo in carica? Certo che no. Le responsabilità vengono da lontano e, se si vuole prendere in considerazione quanto la dottoressa Gallina della U.E. ha reso noto, sembrerebbe che il duo Conte e Speranza, a differenza della Germania, non abbiano voluto acquistare delle dosi di vaccino che si erano rese disponibili. Purtuttavia non è da passare sotto silenzio che molto non è mutato rispetto al passato.  S prosegue a voler continuare a chiudere ed a limitare le libertà dei cittadini. Serve a poco e non è giusto.

Leggiamo affermazioni che rivendicano, giustamente, il ruolo della logistica. Oggi “che abbiamo una efficiente gestione logistica” – avrebbe detto il presidente del Consiglio- così nelle vaccinazioni si arriva anche ad una maggior velocità”. Non possiamo che convenire ma dobbiamo anche ricordare che sulla gestione logistica qualcuno, inascoltato, aveva evidenziato questa funzione come elemento determinante per una gestione positiva per la distribuzione del farmaco.  Anche allora Conte e Speranza non vollero in alcun modo tenerne conto.

E’ innegabile che vi siano stati interventi sui ristori e su alcuni comportamenti per la gestione dei vaccini di segno diverso rispetto a quelli dei governi Conte, ma la gente continua a percepire, e questo sentimento si diffonde sempre più, che le libertà sono ancora limitate. I principi costituzionali non sono aggirabili e non può bastare il cambio dell’Esecutivo per rendere accettabili le violazioni ai principi.  Le misure che impattano sulla gente e sulle imprese non possono essere sempre improntate alla politica dei divieti che personalmente considero molto stupidi, oltre che poco efficienti.

Che senso ha mantenere il “coprifuoco” alle 22 e poi non controllare. Lo si porti alle 24 ma con controlli severi e concedendo solo poche deroghe. Ancora come si pensa di avviare la ripresa senza aperture alle attività di bar, ristorazione, cinema e teatri, palestre, centri sportivi, scuole, etc. (ovviamente cito a titolo esemplificativo) che sarebbero la vera risposta alla ripresa dei consumi. Possibile non ci si renda conto che i ristori sono debiti che prima o poi, si abbia il coraggio di renderlo noto, dovremo coprire come cittadini?

Giusto chiedere più interventi da parte dello Stato ma la gente vuole riprendere a lavorare e riappropriarsi della socialità. Solo con le riaperture, controllate severamente, si favorisce la ripresa e si avvia un percorso virtuoso che produce una riduzione progressiva degli interventi dello Stato. Quindi si ai ristori ma si deve contemporaneamente liberare le attività. Tutto questo se non si vuole invece ottenere l’obiettivo di impoverire i singoli cittadini e sprecare risorse.

L’ assistenzialismo fine a sé stesso, non è mai cosa buona. Il sostegno alla ripresa controllata fornisce invece opportunità a tutti e soprattutto non si trasforma in debito.

Oggi iniziano le anticipazioni attraverso i media di possibili prolungamenti delle limitazioni. Basta non se ne può più! Queste possono essere accettate solo se accompagnate da aperture, severamente controllate, di attività. Così si può innescare un circolo virtuoso. Qualora si agisse solo con le chiusure si farebbe il danno dei cittadini che inevitabilmente, se ne stanno già rendendo conto, che in realtà non stia cambiando nulla.

Sentire politici che quando erano all’opposizione criticavano le chiusure ed oggi invece ritengono siano la cura necessaria mi fa un po’ schifo. Perderanno consensi. La gente non è stupida.

Il Presidente del Consiglio è troppo avveduto per non rendersi conto che questa sarà l’evoluzione se non si distinguerà dalle linee di chi vuol mantenere costrizioni stupide alle libertà. Evitiamo, come si è fatto con la logistica, di doverlo constatare tra un po’ di tempo. Sarebbe come coloro che chiudono la stalla dopo che i buoi sono usciti.

In questa settimana una lettera aperta è stata pubblicata su “Il Giornale” evidenziando quanto le chiusure programmate dagli stati confinanti, aumenteranno le forme di contingentamento per le merci in uscita dall’Italia. Anche in questo caso è necessario attivarsi, non con lettere, ma con azioni concrete da subito. In autunno il traforo del Bianco verrà chiuso ed anche la linea che conduce al valico di Ventimiglia sarà difficile da percorrere, visti i lavori programmati. Il Governo si attivi da subito per far rientrare i divieti che l’Austria decide unilateralmente. Si mettano in atto iniziative che salvaguardano gli interessi del Paese che certo non si tutelano con le lettere ma con iniziative di pari natura. La domanda che incominciamo a rivolgerci è se la difesa degli interessi dell’Italia sia una volontà reale dell’Esecutivo.

 

26 marzo 2021

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