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Non sembra aver riscontrato il successo che si attendevano gli organizzatori il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto che avrebbe dovuto aver luogo nella settimana trascorsa. Se non fosse stato infatti per l’amplificazione spropositata che taluni media hanno inteso dare alla poco riuscita azione non molti se ne sarebbero accorti. E’ bene evidenziare che la proclamazione del fermo dei sevizi di autotrasporto, lo dice la parola stessa, prevede che gli automezzi siano tenuti fermi da coloro che aderiscono alla manifestazione. Così infatti è stato in tutte le occasioni nelle quali le associazioni dell’autotrasporto hanno fatto ricorso ad una simile iniziativa e i servizi televisivi effettuati nel passato mostravano strade deserte. Nei giorni scorsi i notiziari che forniscono dati sulla situazione delle strade, dopo le verifiche, hanno potuto segnalare qualche disagio e incolonnamenti, determinati, come sempre, dal traffico intenso e anche da alcune manifestazioni che aumentavano gli intralci al traffico. Il fermo dei servizi in sostanza non c’è stato ma sono solo aumentate le difficoltà alla circolazione per gli utenti della strada. I dati, così come risultano da verifiche effettuate nei luoghi dove sono stati realizzati i punti di osservazione, attestano che circa ottocento automezzi sono stati collocati in alcuni punti strategici delle rete viaria nazionale (più di 500 concentrati in tre sole regioni) e poco più di mille manifestanti hanno effettuato azioni di sensibilizzazione nei confronti dei molti che viaggiavano. Un ulteriore conferma della pochezza della adesione si constata dal comunicato delle autostrade sul dato relativo al calo registrato sul numero degli automezzi nella giornata del 22, che è risultato essere pari al 14,9% sull’intera rete. Non hanno trovato riscontro pertanto le cifre diffuse che parlavano di trecentomila automezzi o di adesione superiore al 90%. Sconcertanti anche le informazioni di taluni media che hanno paventato, con il pericolo di scatenare conseguenze sui cittadini timorosi di non trovare i generi di prima necessità, il rischio della mancanza dei prodotti ortofrutticoli e dei carburanti. Coloro che hanno percorso le strade italiane hanno potuto invece constatare come i veicoli pesanti circolassero tranquillamente e davanti ai magazzini generali delle città e ai supermercati gli automezzi scaricassero le merci necessarie, come in ogni altro giorno normale. Unica nota positiva la decisione assunta di sospendere l’azione a metà del secondo giorno in nome del senso di responsabilità e per non creare danni e disagi agli italiani. Ma quando l’azione era stata programmata possibile che i dirigenti di quella organizzazione non avessero messo in preventivo le conseguenze che si sarebbero scaricate sulla collettività se il fermo avesse funzionato? Dunque o sussisteva incoscienza prima oppure la decisione è maturata per una altra ragione che forse è facilmente intuibile.