Il blocco dei rottami ferrosi nel Porto di Venezia

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9 Febbraio 2005

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“E’ assolutamente inaccettabile che, a causa di una interpretazione della Procura di Venezia si impedisca agli operatori dell’autotrasporto la libertà di lavorare – ha dichiarato il Sottosegretario ai Trasporti, On. Paolo Uggè in una intervista rilasciata a “Il Gazzettino Veneto” del 28 gennaio 04. Questa decisione rischia di portare al fallimento molte imprese, danneggiando famiglie e l’intera economia”.

La vicenda si genera, appunto, da una interpretazione della Legge 308/04 concernente la “Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione”, data dalla Procura del capoluogo veneto, che considera i “rottami ferrosi materia prima selezionata e/o lavorata pulita e pronta per il forno”, alla stregua di “rifiuti o rottame di ferro/rifiuto”, ossia materiale il cui detentore si disfa o abbia l’obbligo di disfarsene.
Due tipologie di materiale, quindi, sostanzialmente differenti. Con l’ulteriore particolarità che il Porto di Venezia manipola annualmente l’80% del traffico delle “rinfuse siderurgiche”, specializzato nel traffico di tali merci. L’impatto del blocco è quindi tremendo su molte aziende e non solo del settore trasporto merci.

“In una società civile – ha proseguito Uggè – “non può essere consentito ad alcuno di assumere decisioni che danneggino altre persone, senza che vi possa essere un intervento superiore per porre fine ad iniziative come questa, non sempre riconducibili a principi giuridici”.

“Quando un operatore sbaglia ne subisce sempre le conseguenze – ha commentato Uggè – Chi ripagherà ora i danni subiti e tutte le implicazioni che ne discenderanno essendo queste interpretazioni palesemente in contrasto con il parere espresso dal Ministro dell’Ambiente, competente in materia?”

“Se gli autotrasportatori e tutti i soggetti interessanti reagiranno con forme di autotutela – ha concluso Uggè – la responsabilità di quello che si verificherà non potrà che ricadere su chi ha voluto essere protagonista in negativo della vicenda”.

Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto