Coniugare sicurezza e competitivit? un dovere per uno Stato democratico.

Class Action.

27 Settembre 2016

LAV16221 – Oggetto: Lavoro. Istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

27 Settembre 2016

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27 Settembre 2016

LAV16221 – Oggetto: Lavoro. Istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

27 Settembre 2016

Occorre riconoscere al Corriere e a Dario Di Vico di avere saputo, a differenza di altri, mettere in evidenza uno dei temi che impattano con tre grandi questioni strettamente connesse tra loro: competitività, sicurezza e occupazione che debbono poter convivere senza scaricare su altri le conseguenze.

 

La logistica e i trasporti sono una componente essenziale per la competitività di un sistema economico. Occorre tuttavia rispondere a un quesito fondamentale. E' giusto che per essere competitivi sul mercato si debba ricorrere a forme di sfruttamento di chi lavora? Conftrasporto, e più volte concretamente lo ha dimostrato, sostiene che compito di uno Stato democratico sia quello di saperli coniugare.

 

Quello che serve sono le regole ma soprattutto occorre farle rispettare. Controlli mirati attraverso pattuglie dedicate, responsabilità condivisa, tra tutti coloro che concorrono ad effettuare una operazione di trasporto, garanzia di fare ricorso a personale qualificato, evitando, che attraverso l'aggiramento di norme esistenti gli episodi di sfruttamento, o di auto sfruttamento, sulle strade abbiano a circolare conducenti la cui remunerazione sia legata al numero ed ai tempi di consegna.

 

Per realizzare questi obiettivi di civiltà occorrono normative, e ci sono, forme di controllo e organismi giudicanti che non annullino leggi che favoriscano un sistema all'interno del quale, le operazioni di trasporto possano reggersi, in diversi casi, sullo sfruttamento dei lavoratori. Coloro che sostengono che il rispetto delle leggi produrrebbe una perdita di competitività per l'aumento che ne deriverebbe sul costo per unità di prodotto, dicono bugie. Basterebbe pensare quanto su un viaggio medio di 300 kilometri un autotreno di 28 tonnellate che trasporti  pasta o carburante  incida  un aumento del prezzo del trasporto anche del 20%. Su un kilo di pasta o su un litro di benzina lo 0,004. E' allora l'esasperata concorrenza generata, per lo più, da intermediari parassitari oppure ad una catena logistica non funzionale o ancora ad un sistema produttivo che esaspera la logica del così detto just in time, la principale causa che determina tanti lutti sulle strade. Sarà un caso ma da quando la legge che obbligava a garantire il rispetto dei costi minimi, derivanti dai costi incomprimibili, nelle prestazioni di auto trasporto è stata depotenziata da giudizi della magistratura europea ed italiana, gli incidenti sono incrementati. Ed ancora il forte incremento del ricorso a conducenti che provengono da paesi dell' Est, solo perché costano meno o magari utilizzando dipendenti italiani assunti da cooperative irregolari, solo per abbassare il costo del lavoro, sono i principali elementi che concorrono a determinare sciagure sulle strade.

 

Senza un intervento deciso sia da parte delle Autorità nazionali (siamo ancora in attesa che il ministero del Lavoro emani i provvedimenti attuativi del Dlgs che introduce delle forme di controllo sull'utilizzo del personale estero) ma soprattutto senza modifiche legislative a livello comunitario contro le forme di dumping sociale (i Paesi dell'Est attuano forte resistenza a proposito) non si genereranno vere condizioni per reali cambiamenti.

 

Occorrerà allora un impegno dei governi, dei parlamentari, di chi dice di tutelare i lavoratori (al di là di chiacchiere e demagogia non possiamo registrare concreti interventi in merito). Ma soprattutto se i media (Di Vico e'stato uno dei pochi, o forse il solo, a voler trattare l'argomento, così ostico e delicato) non dedicheranno l'attenzione che merita un simile tema – che riveste particolare importanza per la sicurezza dei cittadini e per la competitività di un sistema economico o per l’equilibrio dello stesso sistema pensionistico – purtroppo continueremo a registrare nei fatti di cronaca simili drammatici episodi, che invece dovrebbero avere una valenza economico-sociale.