

Alla fine la perseveranza sembra aver dato buoni frutti. Dopo settimane di confronto intenso, talvolta con momenti anche burrascosi, nella giornata di gioved? 13 novembre una pre intesa ? stata raggiunta, grazie alla fermezza del fronte associativo che si riconosce in Unatras e al positivo e decisivo atteggiamento del ministro Matteoli, coadiuvato dal Sottosegretario Giachino, che ha raggiunto gli obiettivi ai quali le federazioni miravano.
All’intesa si sono opposte strenuamente Confindustria, Confetra e Anita che hanno tentato di proporre emendamenti che avrebbero stravolto i contenuti della norma emanata dal Parlamento.
Nelle prossime giornate il ministero render?, ai sensi della legge 133, di evidenza pubblica i dati utili a determinare i parametri della sicurezza. Contemporaneamente le parti avvieranno un confronto attraverso il quale sar? ricercata tra le parti quella condivisione che deve essere alla base dei rapporti con l’utenza che dovranno concludersi entro due mesi. La discussione prender? l’avvio partendo da punti certi che sono i parametri, come richiesto dalle associazioni dell’Unatras.
Per quanto riguarda la parte economica verranno ridefinite le misure di spendibilit? delle risorse disponibili (276 milioni di euro) che interverranno sui costi delle imprese (costo del lavoro e autostrade) e sugli investimenti (euro 5, fondo di rotazione, crescita delle imprese e investimenti in logistica), per la parte normativa si prevede che si avvii il confronto tra le parti che sono interessate alla definizione dei parametri.
Al termine della riunione Confindustria e Confetra si sono riservate di far sapere le proprie posizioni in merito mentre il fronte delle associazioni che fanno capo alle suddette confederazioni si ? rotto in quanto la Fedit, aderente Confetra, ha riconosciuto la positivit? dei contenuti ed ha sottoscritto la pre intesa.
Ancora una volta si pu? ora riprendere il confronto che era stato interrotto per una serie di ragioni. La prima relativa all’interlocutore che non ? stato in grado di impedire che la tensione si acuisse mettendo a rischio il Paese di un fermo. La seconda il tentativo di qualche associazione, oggettivamente marginale alle trattative, che ha provato, contando su appoggi, di recuperare spazi di rappresentativit?; la terza riguarda la Confindustria che ha tentato di modificare norme approvate dal Parlamento che dovrebbero realizzare quella cornice di regole all’interno delle quali liberamente le parti possano operare.
Questo mix di questioni ha messo in difficolt? chi invece mirava a voler determinare un sistema che garantisse, in attuazione della legge n?32/05, che tutti coloro che concorrono ad effettuare una operazioni di trasporto agissero nel rispetto delle norme sulla sicurezza sociale e della circolazione.
Il testo dell’intesa attesta quanto sopraddetto.
Ovviamente l’intesa che ha rimesso in moto il confronto produce la non dichiarazione del fermo dei servizi come deliberato dagli organismi competenti.
Paolo Ugg?