Autotrasporto: si alle regole del libero mercato

Accise sul gasolio anno 2007

16 Luglio 2008

Il commento alla settimana sindacale a cura del Presidente FAI Conftrasporto Paolo Ugg?

18 Luglio 2008

Accise sul gasolio anno 2007

16 Luglio 2008

Il commento alla settimana sindacale a cura del Presidente FAI Conftrasporto Paolo Ugg?

18 Luglio 2008

Non ? una contraddizione in termini ma semplicemente assumere a riferimento quella che ? la regola fondamentale sulla quale si regola il mercato: l’equilibrio tra domanda e offerta.

Quando ci? non si realizza, sostiene Braudell ?il pi? forte vince sul pi? debole e si instaura il capitalismo di rapina, non certo le regole di un sano mercato?.

Nel nostro Paese si usa affermare che esistono tre categorie: chi sa e fa; chi non sa e non fa; e chi non sa e insegna. Mi permetterei di aggiungerne un’altra: coloro che, non sapendo, evitano di approfondire ma scrivono per obblighi contrattuali.

Sono giunto a questa conclusione dopo aver letto il ?teorema? di Guido Gentili sul giornale della Confindustria di oggi.

Si sostiene che l’accordo concluso con gli autotrasportatori sarebbe ?poco lungimirante, contro gli interessi generali, antieconomico e portatore di fenomeni inflattivi, in quanto si introdurrebbe una sorta di scala mobile e un nuovo sistema tariffario?.

Forse ? sfuggito all’illustre opinionista che in nessuna parte dell’intesa-Governo autotrasporto si parla di tariffe, caso mai si identificano i costi. Le tariffe nel sistema obbligatorio sono fissate da un terzo soggetto, il Ministro dei trasporti, ma questo oggi non esiste pi?. Le parti, invece, sono libere di determinare, tramite contratto scritto, il prezzo che ritengono congruo, definendo altres? anche il meccanismo di recupero dell’incremento del prezzo del gasolio. Solo in mancanza di un atto scritto viene individuata l’incidenza del costo del gasolio al fine di fornire elementi per un corretto computo dell’incremento.

Nessun sistema coercitivo obbligatorio dunque ma regole, contrattualmente definite tra le parti.
Impropriamente ? stato utilizzato il termine scala mobile ma la clausola di salvaguardia che scatta oltre la soglia del 2% di incremento ? ambivalente in quanto prevede la possibilit? di intervenire anche in caso di riduzione di tale voce di costo. Non mi risulta che il meccanismo della scala mobile fosse bidirezionale.

Vorrei sommessamente ricordare inoltre all’illustre giornalista che in Francia da anni tale clausola ? in vigore e sta per essere introdotta in altri Paesi dell’Europa. La norma introdotta altro non ? che la riproposizione della clausola B.A.F. (Bunker Adjustment Factor), in vigore proprio per consentire il recupero di incrementi sui bunkeraggi. Il trasporto aereo, quello marittimo prevedono una simile clausola ma questo non ha suscitato la riprovazione di nessuno.

Infine l’inflazione mi pare proprio la questione pi? singolare. Ipotizziamo che un autotreno (300 q.li di portata) compia un viaggio medio di 300 Km. con della pasta. Il prezzo riconosciuto, non ho volutamente utilizzato il verbo percepito, oscilla tra 1,3 e 1,5 euro per chilometro. Considerando che la voce gasolio incide per il 30% e ipotizzandone un aumento del 10% ? possibile calcolare quale sar? l’incremento di quel viaggio. Passer? da 450 euro a 463,5; circa tredici euro da suddividersi per 30mila chili. ? facile riscontrare quanto al consumatore aumenti un chilogrammo di pasta.

E’ questa la spinta inflativa per i consumatori?

Via siamo seri!

Forse sarebbe meglio evitare i luoghi comuni e le facili strumentalizzazioni. L’intesa con il Governo mira invece proprio a favorire la trasparenza della quale spesso si parla e in particolare una maggior sicurezza sulle strade, attraverso l’applicazione di regole che consentono la tracciabilit? delle operazioni. La sicurezza bene condiviso e preteso ma che ognuno vorrebbe che fossero altri a caricarsene il costo.

Ma questa non ? moralit?.

Paolo Ugg? – Presidente Fai Conftrasporto