
Il fermo del trasporto ? stato evitato. Ora bisogna ripartire. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 5 dicembre 2009
15 Dicembre 2009
Pubblicato il Decreto interministeriale che individua l’autorit? di controllo per l’applicazione delle sanzioni stabilite dall’art. 83 bis, Legge 133/2008
15 Dicembre 2009Anche nel 2003, quando l’allora ministro dei Trasporti Pietro Lunardi si fece portatore dell’opportunit? che su alcuni tratti autostradali la velocit? potesse essere elevata a 150 chilometri orari, si scaten? il coro di tutti coloro che vedono nell’eccesso di velocit? un pericolo per l’incolumit? degli utenti della strada. Il “padre della patente a punti” non aveva proposto di elevare il limite in generale ma solo su alcuni tratti autostradali, ma la demonizzazione la ebbe vinta. Grazie a una poco ragionata campagna denigratoria la proposta venne modificata in una possibilit? per gli enti concessionari di intervenire a elevare il limite massimo. Naturalmente questi si guardarono bene dall’assumere la responsabilit? consentita, soprattutto per evitare di trovarsi coinvolti un domani in richieste di possibili risarcimenti danni. La proposta avanzata Lunardi era adeguata e il fatto che venga ripresa oggi da alcuni senatori della Lega Nord ne ? una conferma. E certamente oggi esistono ragioni pi? sostenibili. L’emendamento presentato prevede che la possibilit? sia consentita solo nei tratti sottoposti al tutor e questo ? in perfetta coerenza logica con quanto di fatto oggi avviene. Se coloro che gi? si sono lanciati nella nuova crociata “contro” si prendessero la briga di verificare quale sia il reale limite di velocit? che gi? oggi nei tratti sottoposti al controllo del tutor ? in atto, scoprirebbero che si aggira intorno ai 145 chilometri orari. L’emendamento dei senatori della Lega non fa altro, dunque, che fotografare la realt?. La riduzione del numero le vittime avviene pertanto con il limite di velocit? anzidetto. Sarebbe importante che tutti coloro che si occupano di temi legati alla sicurezza evitassero di fare della demagogia solo per ottenere gratuita visibilit?. Un aspetto mi permetterei di evidenziare ai proponenti ed ? che il nuovo limite, previsto solo per alcuni tratti, non intervenga a modificare l’impianto sanzionatorio che deve restare invece ancorato ai 130 chilometri orari, facendo partire sempre da questa soglia il conteggio dei diversi scaglioni fissati per far aumentare le sanzioni parallelamente alla velocit?. In altre parole, per impedire che un automobilista che venga sorpreso a viaggiare a 160 all’ora, “sforando” il tetto di “soli 10 chilometri orari”, paghi una minimulta. Questo mi pare debba essere un ragionamento di buon senso e logico che non tende ad assumere l’elemento velocit? come determinante, da solo, delle condizioni di pericolosit?. Se ci avventurassimo nella disamina delle cause che determinano gli incidenti e scomponessimo le stesse dalle concause finiremmo per dare ragione a chi sostiene che lo stato di ebbrezza concorre solo per circa il 3% nel determinare gli incidenti sulle strade. Ma tutti sappiamo che cos? non ?. Le condizioni delle strade, la disattenzione, l’uso del telefonino, la stanchezza non sono forse degli elementi che partecipano a determinare incidenti? Se si intende sostenere una battaglia di principio sulla velocit? si abbia il coraggio di non utilizzare superficiali analisi e si sostengano attraverso ragioni documentate tali convinzioni. Ancora una volta tuttavia emerge come su un tema complesso, come le modifiche al Codice della strada, si dovrebbe far ricorso a una legge delega per realizzare una riforma organica, rifuggendo da interventi episodici che finiscono con lo scontentare tutti. ? forse per questa ragione che la tesi prudente del relatore, Senatore Cicolani, mi pare ragionevole. Si approvi subito il testo licenziato dalla Camera, che ? gi? un buon testo, e si approvi una legge delega con la quale si attribuisca una volta per tutte al Governo l’arduo, ma non pi? rinviabile compito di modificare un codice vecchio e non pi? comprensibile. PAOLO UGG?


