
Limitazione del traffico nella zona critica Milano-Como-Sempione – Bergamo e Brescia
29 Ottobre 2004
Rifiuti. Attività di spurgo di pozzi neri e trasporto dei relativo liquami.
2 Novembre 2004Su gentile concessione della testata giornalistica GT Trasporti, anticipiamo la pubblicazione di un interessante articolo di commento sulla situazione del settore e sulla riforma in atto.
CRITICHE PRETESTUOSE
Da qualche tempo, dopo la ripresa estiva e in concomitanza con l’avvio del dibattito parlamentare alla Camera dei Deputati, alcuni esponenti del mondo associativo stanno provando ad instillare tra gli operatori dell’autotrasporto dubbi sui contenuti del disegno di legge di riforma del settore, così come votato dal Senato. Il tutto sembra essere un estremo, quanto incomprensibile, tentativo per riuscire ad incrementare la confusione, a rischio di non far comprendere il passaggio fondamentale utile per allineare le imprese nazionali alla realtà europea, già in atto.
L’obiettivo sembrerebbe più appartenere a logiche politiche che agli interessi della categoria. Una conferma in tal senso si può cogliere leggendo i contenuti delle rivendicazioni nelle quali le questioni di prospettiva finiscono per confondersi con richieste talmente banali e generiche da apparire solo strumentali. Il rischio è di annacquare i veri e irrinunciabili punti che rivestono carattere di essenzialità in una fase delicata e complessa come quella che si sta vivendo.
Coloro che leggono vorranno comprendere le vere ragioni di tali comportamenti, non solo per formarsi precise opinioni ma anche per poter condividere le eventuali ragioni che stanno inducendo taluni dirigenti di federazioni a formulare critiche così feroci al testo della riforma.
Intendiamo, soprattutto per obiettività, fornire elementi di valutazione basati su riscontri oggettivi assumendo a riferimento, non ricostruzioni fantasiose, ma argomentazioni e commenti rilasciati, a testo approvato, proprio da coloro che oggi sono impegnati a diffondere dubbi e perplessità.
I punti principali sui quali si basa il disegno di legge delega sono: il superamento del sistema tariffario obbligatorio, l’introduzione della clausola di decadenza, la riforma dell’Albo degli autotrasportatori. In particolare, per quanto riguarda la questione tariffaria il testo approvato, a grande maggioranza dai senatori, introduce i principi importanti della responsabilità condivisa, della qualità del servizio e del rispetto delle norme che concorrono a determinare quei comportamenti necessari per assicurare maggior sicurezza sulle strade. Tali elementi fanno parte delle intese sottoscritte con il Governo. In particolare il protocollo del 5 settembre, sottoscritto da tutte le associazioni, ad eccezione della Fita, definisce proprio i punti sui quali si basa il disegno di legge.
E’ utile rammentare che il provvedimento è frutto del confronto, che all’interno della Consulta per l’autotrasporto si è sviluppato e che ha prodotto l’intesa tra le associazioni dell’autotrasporto e le rappresentanze del mondo produttivo, della spedizione e della distribuzione. Il testo approvato dal Senato alla fine del mese di luglio ha recepito dunque tutte le indicazioni provenienti dai soggetti coinvolti, senza apportare modificazioni che già non fossero state portate a conoscenza di tutti gli interessati.
Diviene importante, a questo punto, riproporre, per avere il quadro completo della vicenda, le dichiarazioni che i leaders del mondo dell’autotrasporto rilasciarono non appena venuti a conoscenza del testo, come licenziato dal Senato.
Il quadro che emerge è talmente chiaro che si commenta da solo.
Si ritiene opportuno infine riportare, per ulteriori spunti di riflessione, le affermazioni contenute in una circolare di commento che mette in evidenza come quanto ottenuto fosse il miglior risultato conseguibile. E’ questo che fa apparire veramente pretestuosi i tentativi di inserire in alcune vertenze locali o settoriali richieste tendenti a bloccare la riforma in atto che, ripetiamolo ancora una volta, non è altro che il frutto di un ampio confronto tra le parti interessate.
E’ possibile comprendere che qualche associazione, magari nel tentativo di innescare turbative nel confronto costante e positivo in atto tra le parti, tenti di usare situazioni di difficoltà, generate da fattori diversi, che sono e saranno oggetto di confronto e approfondimento da parte del Governo con le associazioni dell’autotrasporto, per poter arrivare all’effettuazione di un fermo. L’obiettivo è bloccare il Paese e provare a colpire qualche rappresentante dell’Esecutivo o affrontare con razionalità la realtà per trovare le soluzioni possibili?
Quando però si arriva a mischiare questioni diverse, che prevedono percorsi articolati, giungendo ad usare la minaccia di un blocco per argomenti quali: il danno derivante dall’attraversamento delle Alpi, la cui definizione deve essere raggiunta in sede europea; l’eventuale avvio del recupero del bonus, per il quale esiste già una precisa intesa; la liberalizzazione comunque in atto a livello europeo che non può essere elusa a livello nazionale; i comportamenti vessatori di taluni committenti; la critica sulla riforma del settore, portata avanti come comunemente concordato; la risposta appare scontata. Probabilmente lo scopo mira più a soddisfare meschinità, ingenerare confusione e non consentire agli operatori di comprendere le realtà per quelle che realmente sono.
Quali gli scopi veri allora di questi comportamenti? Superficialità, pressappochismo, volontà di strumentalizzazione a fini politici, esigenza di protagonismo, voglia di rivalsa, invidia. Lasciamo a coloro che ci leggono ogni valutazione in merito. Ciò che conta è invece la volontà di voler andare avanti, secondo il percorso tracciato, nel tentativo di offrire opportunità agli operatori nazionali che devono essere invece aiutati ad attrezzarsi per far fronte alla nuova fase.
La consapevolezza di quelli che lavorano per dotare la classe imprenditoriale di opportune difese per fronteggiare le novità pare però oggi avversata da coloro che illudono la gente teorizzando che solo conservando le regole in atto si potranno ottenere le migliori tutele. Così purtroppo non è. La ragione semplice è che quando si è inseriti in un mercato aperto, fondato su regole diverse, se non ci si adegua e ci si attrezza in modo rispondente si finisce con il mettere in difficoltà proprio coloro che si dichiara di voler difendere. Ricordiamoci tutti quali sono state le conseguenze del raddoppio delle autorizzazioni sui bilanci aziendali. Ora proprio chi ostacolò fortemente la proposta di ottenere una valorizzazione dei titoli autorizzativi, sostenuta in quel momento dalla Fai lamenta oggi l’impoverimento delle imprese e, giocando su fattori emotivi, propone soluzioni di retroguardia totalmente inadeguate con la realtà che nel frattempo si è purtroppo fortemente modificata.
Tuttavia, alla fine, l’onestà intellettuale, la consapevole razionalità e la determinazione dei molti imprenditori riuscirà a prevalere ed a porre fine a questo modo veramente triste di operare che non aiuta nessuno ma indebolisce solamente l’intero settore.
SANDOKAN
P.S. si allegano le dichiarazioni di leader dell’autotrasporto sul D.D.L. delega e un commento ripreso da una circolare dell’associazione che sembra maggiormente avversare, oggi il disegno di legge.
Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto


