Il carico fiscale complessivo (tasse e contributi) per le imprese italiane resta il più alto in Europa. Il total tax rate si attesta al 64,8% dei profitti commerciali nel 2014, sopra la media mondiale, pari al 40,8%, e quella europea al 40,6%. A incidere è soprattutto il costo del lavoro, che nel nostro Paese pesa per 43,4 punti percentuali sul totale. È quanto emerge dal rapporto Paying Taxes 2016 (riferito all’anno d’imposta 2014) della Banca mondiale e Pwc.Il rapporto esamina i costi per imposte e tasse in capo a un’impresa e il connesso carico amministrativo per versamenti d’imposta e adempimenti vari, fattori che vengono misurati di anno in anno sulla base di tre indicatori: il carico fiscale complessivo (da non confondere però con la pressione fiscale), il tempo necessario per gli adempimenti fiscali e contributivi (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi) e il numero di versamenti effettuati. L’Italia si mantiene stabile al 137° posto nella classifica generale che combina i tre indicatori, stilata su base mondiale prendendo in esame 189 economie. Tuttavia, emerge un dato positivo: uno dei tre indicatori (e in particolare quello che fa riferimento al carico fiscale complessivo) risulta in miglioramento. Per gli adempimenti fiscali le società italiane impiegano 269 ore all’anno (261 ore l’anno la media mondiale, 173 il dato europeo). In Italia le imprese effettuano 14 pagamenti (contro i 25,6 richiesti mediamente a livello globale, e gli 11,5 europei).