
Autotrasporto: si alle regole del libero mercato
11 Luglio 2008
Il commento alla settimana sindacale a cura del Presidente FAI Conftrasporto Paolo Ugg?
11 Luglio 2008Il testo della lettera del Segretario Generale UNATRAS Pasquale Russo inviata al Direttore del Sole 24 Ore, in risposta all’editoriale di Guido Gentili dell’11 luglio
Desta perplessit? l’editoriale ?Vietato tornare alla scala mobile? firmato da Guido Gentili, che sembra contraddire le sue stesse premesse (?Sulle cose da fare si pu? discutere. Senza ideologismi pro o contro il mercato e tenuto conto dell’eccezionale profondit? della crisi internazionale.?), dal momento che descrive in maniera strumentale ci? che dovrebbe accadere in conseguenza all’applicazione dell’emendamento governativo sull’autotrasporto. Le argomentazioni esposte risultano infatti tecnicamente sbagliate, in quanto interpretano in maniera inesatta il testo della norma.
? falso sostenere che si tenti di reintrodurre un sistema tariffario obbligatorio, dal momento che il meccanismo obbligatorio ? previsto esclusivamente per i contratti non scritti e risponde a un’esigenza di sicurezza della circolazione. Si tratta inoltre della riproposizione di una clausola che fatico a credere che un editorialista del Sole 24 Ore non conosca. Il BAF (bunker adjustment factor) ? infatti uno strumento ampiamente utilizzato a livello internazionale in tutti i contratti per i quali il valore dell’energia ha un impatto significativo. E’ questo il caso del trasporto aereo, che subisce l’impatto inflattivo, cos? come avviene nel trasporto marittimo o nei servizi di fornitura di elettricit? e gas. Ci aspetteremmo coerentemente una presa di posizione simile anche in tutti questi casi, che applicano il principio di adeguamento dei ricavi ai costi.
La definizione delle conseguenze dell’emendamento come ?una neo scala mobile su gomma che, indipendentemente dai diversi livelli di efficienza del settore, finir? in prima battuta per scaricarsi sugli utenti del servizio? si basa su un concetto assolutamente non vero. Tale interpretazione dovrebbe infatti essere supportata da numeri e dati statistici per evitare falsi allarmismi che sembrano rispondere pi? ad una logica strumentale che di reale informazione. Il nostro centro di studi ha infatti calcolato che un aumento del 10% del costo del gasolio ha un impatto di solamente un decimillesimo sul prezzo di un kg di pasta (equivalente a due lire) e di un solo millesimo su un litro di benzina. Il caso del pasta prende inoltre in considerazione un bene primario, sul quale, a fronte di un’incidenza del prezzo del trasporto molto elevata, si verifica un aumento finale non significativo. ? facile dunque immaginare che su prodotti di maggiore valore, sul quali il trasporto incide molto meno, l’aumento sarebbe ancora pi? contenuto.
Indipendentemente dall’evidente ingiustificato allarme, mi sembra strano che un giornalista economico possa suggerire una teoria secondo la quale l’aumento dei fattori di costo non determini un adeguamento dei costi complessivi, il che significa la negazione delle teorie economiche. Forse si ritiene che, contrariamente a quanto avviene in tutti gli altri campi, nel settore dell’autotrasporto non siano validi i principi economici.
Inoltre, ribadisco che l’emendamento fa riferimento solamente ai casi in cui gli autotrasportatori si trovino ad avere una posizione contrattuale debole, in mancanza di un contratto scritto. Non vorrei che le posizioni esposte dal giornalista siano presentate in difesa di chi ha intenzione di speculare sugli autotrasportatori e sulla sicurezza stradale. Occorre infatti ricordare che la norma in questione ? denominata significativamente ?Norma per la tutela della sicurezza stradale?.
Pasquale Russo, Segretario Generale di Unatras


