

Tuttavia, in Italia, si tende al contrario a decentrare il governo del sistema dei trasporti, e non solo quelli locali, ma anche quelli di interesse nazionale, agli Enti territoriali. Per l’autotrasporto di cose tale trasferimento è già in fase avanzata di realizzazione, nonostante il fatto che gli autotrasportatori una volta, ottenuto l’accesso al mercato (secondo norme che ci provengono dall’U.E.), possono esercitare la propria attività su tutto il territorio nazionale o, se in possesso di accesso alla professione internazionale, in qualsiasi parte del mondo sia possibile giungere con un veicolo industriale. I risultati, per non dire altro, sono tutt’altro che positivi: infatti, il decentramento delle funzioni, in materia di accesso alla professione, dai Comitati Provinciali per l’albo, organi del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, alle provincie sta creando gravissimi problemi, in quanto ciascuna Provincia tende ad interpretare ed a dare esecuzione alle norme disciplinanti la materia in maniera autonoma, creando disparità di condizioni e di trattamento per le imprese di autotrasporto a seconda della Provincia di iscrizione. Quanto sopra, nonostante un accordo fra Stato e Unione Province Italiane che avrebbe dovuto fissare regole e modalità di gestione della materia.