Viabilità in Italia

25 Ottobre 2011

Trasporto Unito sospende il fermo

25 Ottobre 2011

Viabilità in Italia

25 Ottobre 2011

Trasporto Unito sospende il fermo

25 Ottobre 2011

In Italia, diciamo la verità se ne sono accorti veramente pochi. Al di là del porto di Genova e di qualche altra realtà  il fermo, come era prevedibile, non ha funzionato. Noi rispettiamo le decisioni che liberamente ogni associazione assume e quindi prendiamo atto.

Riteniamo tuttavia  non sia giusto prendere in giro la categoria facendo passare le lucciole per lanterne.

Nel comunicato di Trasporto Unito si sostiene che, alla luce della convocazione effettuata dal sottosegretario Giachino e degli impegni assunti di ridiscutere parti della legge 127, il fermo si sospende.

A parte che il significato del verbo ridiscutere lo comprendono anche i bambini di terza elementare, così come è facile intuire che le associazioni dell’Unatras non staranno con le mani in mano pronte ad accettare che le assurde richieste (molte ahimè lo sono) di Trasporto Unito producano delle modifiche alle intese sottoscritte, ma quello che non lascia dubbio sul fatto che tutta la vicenda è una presa in giro per gli operatori che, facendo sacrifici, hanno deciso di aderire all’iniziativa di fermo, è il riferimento alla la convocazione, diramata dal sottosegretario Giachino, come elemento decisivo per la sospensione.

Come tutti possono leggere la convocazione risale a domenica 23 ottobre; cioè prima che il fermo si avviasse.

La dirigenza di quella organizzazione pur sapendo della convocazione ha gettato sulle strade uomini e imprenditori ugualmente. A quale scopo? forse dimostrare che esistono?

Non mi permetto di commentare il comportamento del Sottosegretario in quanto le istituzioni si rispettano ma ritengo comunque sbagliato prendere in giro la gente, anche quelli che se lo meritano. La vertenza portava avanti proposte fuori da ogni logica, in quanto nella gran parte impossibili a realizzarsi, ma su questo seguirà un commento più dettagliato, è irrituale quindi che un membro del Governo si presti ad un gioco che alla fine non potrà che ritorcersi contro l’Esecutivo del quale fa parte. Suo dovere era dire le cose come stanno.

Cosa volete ognuno è padrone del proprio destino.

Saluti

Paolo Uggè