Sono insostenibili le condizioni alle quali vengono sottoposte le imprese di trasporto

La settimana sindacale confederale dal 29 novembre al 03 dicembre 2010

3 Dicembre 2010

Sono insostenibili le condizioni alle quali vengono sottoposte le imprese di trasporto

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3 Dicembre 2010

Riceviamo l’appello accorato che un imprenditore italiano ha chiesto, attraverso il nostro sito, di rendere noto ai colleghi europei. La situazione evidenziata non è certo distante rispetto a quelle esistenti in Italia. Quello che emerge è che la ricerca del trasporto al “costo più basso” si va estendendo sempre più fino a coinvolgere l’intera Europa. Tacere di fronte a tale negativa evoluzione sarebbe colpevole. In Italia si è tentato di fornire una risposta con l’accordo di giugno con il Governo. Alla base di tutto vi deve essere il rispetto dell’etica, dell’uomo e della sua sicurezza. Riteniamo importanti e condivisibili i contenuti dell’appello, che pubblichiamo molto volentieri con la speranza che ottenga il coinvolgimento di tutte quelle persone che vogliono impegnarsi per rendere la nostra attività migliore, nell’interesse del bene collettivo.

Giorgio Gaber diceva: “Un uomo che grida da solo il suo no! È preso per un pazzo. Ma dieci, mille, centomila uomini che gridano lo stesso no! Possono cambiare il mondo”.

Se gli imprenditori del trasporto smettessero di essere individualisti e volessero tutti insieme, raccogliendo l’appello del loro collega, chiedere di cambiare le cose che non vanno, potrebbero veramente cambiarle.

Buona lettura

***-***

Appello ai colleghi europei

“Come Operatore anziano nel mercato dei trasporti e della logistica penso che non siano mai stati raggiunti livelli di pressione così alti e forti dai parte dei nostri clienti di tutta Europa, che ci  chiedono di effettuare servizi in “qualsiasi” condizione, anche da punto di vista di “esseri umani”, non solo per ottenere costi minimi, mettendoci in concorrenza con offerte incredibili, ma anche pretendendo il rispetto di tempi di consegna specifici, incluso carico/scarico,  in relazione ai loro impianti, operazioni tra l’altro non remunerate, che nulla hanno che fare con i servizi di trasporto.  Il tutto a livelli impossibili, nonostante la loro professata etica e il codice morale, la sicurezza e la protezione,  che solo apparentemente essi obbligano a rispettare.

Penso e chiedo se sia possibile promuovere attraverso un accordo con le rappresentanze di tutte le primarie Associazioni Europee del settore, un incontro specifico per discutere ed approfondire di questi importantissimi temi e  della gravità della situazione, perché sono convinto che senza una reazione,  questi problemi rimarranno la principale ragione di debolezza e di crisi della nostra attività.”

(appello firmato)