LAV14150 – Lavoro. Parità uomo/donna. Invio del rapporto periodico sulla situazione del personale entro il 30 Aprile p.v.

22 Aprile 2014

Ripresi i pagamenti dell’Ecobonus 2010

22 Aprile 2014

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“Nella vita bisogna guardarsi sempre dai servi invidiosi e dalle persone che non sanno e quindi sono ignoranti. Compito di chi guida un’associazione di categoria è saper leggere non solo il presente ma anche le evoluzioni future”. Usa il pugno di ferro in un guanto di velluto Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto, per rispondere alle accuse lanciategli dai vertici di Cna Fita, che schierandosi al fianco del ministro dell’Ambiente nella proposta di esentare dall’obbligo di utilizzare il Sistri (il sistema di tracciamento dei rifiuti) le imprese di con meno di 10 dipendenti, proposta bocciata drasticamente invece da Conftrasporto, hanno parlato di ”incomprensibili barricate della Fai Conftrasporto” e di un presidente, Paolo Uggè , “sempre al fianco del lobbista di turno”. “Premesso che allo stato attuale delle cose le dichiarazioni rilasciate all’agenzia Ansa dal ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti in merito all’esclusione dall’applicazione del Sistri lascerebbero presumere che l’obbligo di utilizzare il Sistri riguardi tutte le imprese che occupano più di dieci dipendenti”, spiega Paolo Uggé, “ciò che sembra sfuggire agli stolti, che solitamente non guardano la luna ma il dito, è che il tema fondamentale riguarda il funzionamento del “sistema Sistri”. Se funziona, visto che deve servire per combattere le forme malavitose, va applicato a tutti, operatori esteri compresi (oppure la malavita si combatte solo a parole?). Se non funziona, come continuano a sostenere coloro che provano a utilizzarlo, va reso funzionante. Per quanto riguarda l’altro aspetto importantissimo, ovvero il caso in cui il provvedimento di esclusione dovesse riguardare solo chi produce, beh, in tale caso il rischio è che solo l’autotrasporto, al di là delle dimensioni, sarebbe obbligato a utilizzarlo. La domanda”, conclude Paolo Uggè, “é se sia meglio, alla luce del comunicato del ministro, giocare d’anticipo oppure no. Forse sarebbe opportuno attendere il testo per dare un giudizio. Conftrasporto, che a differenza di altri “paladini”  della categoria, ha a cuore gli interessi dell’autotrasporto e non di chi produce, ha scelto di evidenziare un aspetto per far riflettere coloro che nel passato hanno più volte dimostrato di voler utilizzare l’autotrasporto come “cavia” prima di emanare un provvedimento che rischia di impattare solo sul nostro settore (comprendiamo che se su 500 mila associati le imprese di autotrasporto sono poco più di 20 mila, gli interessi della confederazione, soprattutto di quelle che non concedono autonomie alle federazioni aderenti, è la tutela delle più numerose). I responsabili di Cna-Fita, dimenticandosi di come seppero sottovalutare l’allarme dei tagli sia sul bonus per la autostrade del mare che sulle risorse, rivelatisi invece veri, oggi preferiscono la sterile e inutile polemica tipica di chi non avendo idee proprie sfrutta quelle degli altri, ma solo per criticare e lanciare accuse confondendo disponibilità e volontà di collaborare. Forse sarebbe stato più opportuno avere meno invidia, meno astio e maggior correttezza.
Collaborare per cercare soluzioni adeguate è un modo intelligente per tutelare gli interessi delle imprese rappresentate. Il problema è saperlo fare. Poi, si sa, che l’intelligenza  è un dono non comune a tutti.

Dal blog: Stradafacendo