

? veramente singolare il modo con il quale agiscono taluni soggetti, presenti in livelli di elevata responsabilit?, nel nostro Paese. Molto spesso leggi approvate dal Parlamento vengono vanificate da interpretazioni amministrative o, peggio, si ricercano le soluzioni pi? complesse per dare risposte a problemi che invece meriterebbero soluzioni semplici, funzionali e immediate. Anche il tema della sicurezza stradale non ne ? esente come dimostrano le proposte generalizzanti, utili solo a ottenere citazioni, che abbiamo dovuto registrare nell’ultimo periodo: riflessioni di sociologhi, uomini politici, e commentatori, tutte tendenti a evidenziare l’importanza della tutela della vita da anteporre allo sballo o agli interessi economici. Un mucchio di belle parole: ogni volta la realt? ci costringe a dover constatare come tra le manifestazioni di intenti e la realizzazione di questi vi sia uno spazio indefinito. La riprova di quanto appena detto viene dal Sole 24 Ore di questi giorni che, nel dare notizia della pubblicazione di una incompleta tabella sugli effetti che producono le sostanze alcoliche, ha segnalato la mancata emanazione delle disposizioni sulle sanzioni previste dal decreto legge 117/07, riguardanti l’eccesso di velocit? nelle ore notturne, la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti dalle 20 alle 7, nonch? quelle sugli insegnanti delle autoscuole. Provvedimenti rimasti lettera morta. Una dimostrazione di come la volont? del Parlamento venga preclusa o modificata a livello amministrativo, senza che alcuno dei paladini della sicurezza intervenga a denunciare questi comportamenti. Vi ? anche un altro aspetto preoccupante che tocca tutti i settori, ed ? la scarsa propensione a voler approfondire temi complessi sui quali vi ? poca conoscenza. Anzich? favorire la comprensione, si preferisce mettere in evidenza solo aspetti che evitino la fatica di pensare. Una pessima abitudine che non ha risparmiato neppure il mondo della scuola, dove solo pochissimi hanno cercato di far comprendere quanto siano indispensabili le modifiche che il ministro Mariastella Gelmini sta introducendo nel nostro ordinamento scolastico. E poco importa che il giudizio negativo di questi giorni dell’Ocse confermi quanto siano giuste le ragioni del ministro. ? la stessa logica, tornando al tema della sicurezza, che ha fatto passare sotto silenzio la proposta avanzata da Fai Conftrasporto di rendere obbligatoria, in caso di incidenti con feriti gravi o con morti, la dimostrazione che i conducenti non appartengano alla sempre pi? folta schiera dei consumatori abituali di sostanze stupefacenti o alcoliche. Parallelamente si pensa, invece, di introdurre l’obbligo di ricorrere agli esami delle urine per i conducenti dei mezzi pesanti, obbligando cos? le imprese a tenerli in servizio con un’altra mansione qualora risultassero positivi all’uso di sostanze dopanti. Eppure esistono altri efficacissimi interventi, pi? semplici e funzionali. Interventi perfettamente in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato senza imboccare un labirinto di strade a fondo chiuso. Questo modo di procedere, quasi sempre, produce aspettative, poi disattese, costi elevati, rischi di contestazioni e certamente non favorisce il formarsi di opinioni favorevoli da parte dei cittadini, che non potranno che constatare la scarsa utilit? delle misure annunciate, anche perch? frutto pi? d’improvvisazioni del momento piuttosto che di una strategia funzionale. Solo quando si riuscir? a far comprendere che per alcune materie la scelta prioritaria deve essere quella della conoscenza anzich? quella della demagogia, potremo affermare di aver intrapreso la strada che far? crescere nei cittadini la consapevolezza assicurata solo dalla competenza.