SIA11158 – SISTRI: risultati della sperimentazione del 27 luglio 2011

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Roma, 2 Agosto 2011

SIA11158
PR

Oggetto: SISTRI: risultati della sperimentazione del 27 luglio 2011

Il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) sarà obbligatorio dal 1° settembre p.v. ma, allo stato attuale, ben difficilmente potrà funzionare efficacemente.
Dal 26 al 28 luglio u.s., infatti, ha avuto luogo la sperimentazione dei servizi SISTRI organizzata con il supporto e l’assistenza del Ministero dell’Ambiente e dell’Albo Gestori Ambientali. A differenza del click day di maggio, obiettivo di quest’ultima sperimentazione è stato quello di testare il sistema nell’ordinaria gestione operativa dei rifiuti, incrementandone il livello di familiarizzazione e segnalando eventuali anomalie riscontrate.
Dai report stilati dalle aziende Associate F.A.I. che hanno partecipato all’evento, possiamo concludere che solo il 25% circa delle operazioni effettuate è terminato con esito positivo.

Trasmettiamo, di seguito, una sintesi delle criticità più frequenti:

– Tutti i trasportatori hanno evidenziato nei propri report l’eccessiva lunghezza dei tempi di adempimento della varie procedure (problematica segnalata anche nei casi in cui si è riuscita a concludere con successo un’intera operazione). Nello specifico, è stata sottolineata l’estrema lentezza in fase di accesso al registro cronologico. Dispendio di tempo, soprattutto, in presenza di soggetti non obbligati all’iscrizione al SISTRI, per i quali i dati sono stati caricati manualmente dai trasportatori;

– Procedure lente e farraginose. Una volta che la scheda SISTRI viene compilata e firmata, e si ha la necessità di dover modificare un dato qualsiasi, il sistema non lo permette poiché prevede di modificare solo la quantità del rifiuto. Annullare la scheda e reinserirla nuovamente, aumenta a dismisura i tempi dell’operazione.

– Emerge, in generale, la mancanza di informazione dei produttori in merito all’utilizzo del sistema SISTRI e le scarse conoscenze per la corretta compilazione della scheda. In relazione a tale problematica, quindi, si segnala che per poter effettuare la sperimentazione, i trasportatori sono stati costretti a fare viaggi con scheda movimentazione conto terzi aperta dal trasportatore stesso; ad inserire essi stessi la scheda movimentazione produttore oppure, laddove il trasportatore era anche produttore, il trasportatore–produttore ha effettuato la sperimentazione utilizzando direttamente i propri rifiuti.
Per i produttori non iscritti è stata, inoltre, segnalata l’assenza di controllo sui dati che vengono inseriti dal trasportatore, ossia codice fiscale e indirizzo (quest’ultimo se errato viene evidenziato solo al momento della pianificazione del viaggio).

– Destinatari non pronti a ricevere il rifiuto per problemi tecnici o altre motivazioni non meglio precisate; più volte lo scarico è avvenuto con formulario cartaceo, senza che l’impianto riuscisse a prendere in carico il movimento.

– Pianificazione del viaggio: in più casi il SISTRI ha segnalato un “percorso non trovato”.
Il problema è particolarmente pressante nel caso della micro-raccolta. Emblematico l’esempio della pianificazione di due ritiri aventi la stessa destinazione; il sistema ha pianificato il primo viaggio fino a destinazione con, a seguire, il ritiro presso il secondo produttore senza però giungere a destinazione.

– Percorso: in due casi, il Sistri non ha riconosciuto la strada dell’impianto;
All’impianto il Sistri non riconosce il token dell’autista.

– Sono stati segnalati, inoltre, blocchi del sistema e anomalie quali “SISTRI TOKEN MANAGER.EXE” e chiusura dell’applicazione – prima della firma. Operazione che vanifica  quanto fatto in precedenza.

Le aziende di autotrasporto sane vogliono il SISTRI perché dalla sua entrata in vigore riceveranno maggior lavoro a discapito delle aziende che operano nell’illegalità.
Le stesse aziende sane, però, sono consapevoli che un sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti non ancora fluido nelle procedure operative, con produttori e destinatari non pronti alla sua concreta applicazione, paralizzeranno la filiera del trasporto dei rifiuti, danneggiando gravemente il sistema economico del Paese.

Cordiali saluti.

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