Se il Milleproroghe rende ridicolo l’impegno del governo. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 28 febbraio 2009

Comunicazioni del Presidente

27 Febbraio 2009

NOR09053 – Oggetto: Conversione in legge del decreto “mille proroghe”. Disposizioni interessanti l’autotrasporto. Articolo 29 della legge 27 febbraio 2009, n. 14.

2 Marzo 2009

Comunicazioni del Presidente

27 Febbraio 2009

NOR09053 – Oggetto: Conversione in legge del decreto “mille proroghe”. Disposizioni interessanti l’autotrasporto. Articolo 29 della legge 27 febbraio 2009, n. 14.

2 Marzo 2009

Qualcuno li chiama dilettanti allo sbaraglio. Nel Nord Est si ricorre a una definizione colorita, ma che non lascia dubbio alcuno “el tacon xe peso del buso”. Modi di dire per sostenere la necessit? che per fare le cose bene ? necessario conoscere il mestiere. Esattamente il contrario di quanto avvenuto con il decreto Milleproroghe convertito in legge. Il percorso parlamentare del decreto attesta un’innegabile superficialit? che sminuisce la credibilit? del governo, per la quale il premier Silvio Berlusconi si spende ogni giorno. Il governo nel decreto anticrisi prevede per le ferrovie un fondo di 480 milioni per assicurare coperture per interventi di pubblico servizio e dei contratti stipulati, destinandone una quota per l’acquisto del materiale rotabile. Ma il decreto Milleproroghe cancella, con un emendamento dello stesso governo, tale disposizione e rinvia la ripartizione dei fondi a un decreto da emanarsi 60 giorni dopo l’approvazione. I tempi si allungano, gli impegni assunti sono aleatori e la ripartizione delle risorse rimane da definire. Un ripensamento ? legittimo, ma chi guida il Paese deve dare certezze. Sempre con un maxiemendamento del governo, s’inserisce, senza pre-intese, una norma che modifica la legge quadro sull’attivit? dei noleggiatori con conducente. Incredibilmente nessuno sembra rendersi conto che la norma mette a rischio l’attivit? di 40mila imprese e di 200mila lavoratori. Quando alcuni, pi? attenti, ne prendono consapevolezza, non esiste pi? il tempo per porvi rimedio. Un’operazione raffinata che scatena la legittima protesta degli operatori. La norma ? cos? inadeguata che la Commissione trasporti della Camera ne chiede la soppressione. Ma il provvedimento ? immodificabile. Il governo deve intervenire per assicurare che si porr? rimedio alla contestata disposizione. Dov’era il necessario coordinamento previsto per evitare simili episodi? Qual ? il parere, se ? stato richiesto, del ministero competente? E l’autore della brillante iniziativa verr? richiamato a maggior seriet?? Quanto verificatosi ? sbagliato perch? va in direzione opposta a quella indicata pi? volte dal presidente del Consiglio e ridicolizza il governo che si dichiara contrario a forme di protezionismo e sostenitore dei principi europei del libero mercato. Il testo proposto ? incompatibile con le direttive europee: lo stesso Commissario non ha potuto che preannunciare l’apertura di una procedura di infrazione rispetto a quel testo. Ma non ? tutto: contrasta con l’articolo 117 della Costituzione e con i poteri di’intervento delle Regioni. Che sia una maggioranza votata al federalismo a espropriare gli enti territoriali appare singolare se non ridicolo. Non a caso si ? riscontrata una levata di scudi anche di parlamentari della stessa maggioranza che, trovandosi costretti a scegliere tra la fiducia e il testo proposto, non hanno potuto che scegliere la prima ipotesi. Certo l’immagine dell’Esecutivo non ne trova giovamento e le ripercussioni saranno solo negative. Sia i penalizzati di oggi sia coloro che temporaneamente ne sono stati beneficiati non potranno che restare perplessi e insoddisfatti per quanto avvenuto. Nel terzo governo Berlusconi la riforma era stata avviata. La legge 32/05 aveva aperto un confronto tra le parti che avrebbe potuto costruire il consenso su una riforma europea condivisa, anche con i taxisti, come avvenuto per il trasporto delle merci e dei servizi interregionali di persone. Dopo le inutili e demagogiche “lenzuolate di Bersani” la gente si ? trovata di fronte a un’operazione vecchia maniera che danneggia degli operatori e sminuisce l’immagine del governo. Quando torneranno a essere premiate la conoscenza e la competenza, evitando figuracce da dilettanti allo sbaraglio? Il Paese si augura prestissimo. PAOLO UGG?