
Inutile la convocazione del Governo una settimana dopo il TIR DAY
21 Giugno 2002
Scarse le prospettive di un accordo con il Governo
21 Giugno 2002Alla vigilia del TIR DAY, mentre perviene una convocazione alle Associazioni dell’autotrasporto per un incontro alla Presidenza del Consiglio per trattare le problematiche del settore, il Ministro Lunardi annuncia la sua prima marcia indietro affermando che nessuno sconto sarà fatto agli autotrasportatori sulla sottrazione di punti sulla patente. Le agenzie di stampa riportano infatti, la dichiarazione del ministro che afferma Tutti quelli che guidano per lavoro non avranno sconti, proprio loro devono essere i primi a conoscere le regole e a rispettarle. Con questa dichiarazione il Ministro Lunardi disconosce non solo uno dei punti fondamentali dell’accordo di Palazzo Chigi del novembre dello scorso anno, ma smentisce lo stesso Governo, di cui fa parte, che in un disegno di legge delega presentato alle Camere ha previsto espressamente la possibilità di adottare criteri diversi nel calcolo dei punti da sottrarre in caso di infrazioni al Codice della strada. Il Presidente di CONFTRASPORTO Colucci ha dichiarato Questa è l’ennesima violazione degli ccordi di novembre, deriva esclusivamente dalla volontà di compiacere un’opinione pubblica artatamente montata da organi di stampa che rappresentano una realtà distorta:infatti, la proposta di legge non prevede alcuno sconto ingiustificato sulle sanzioni, ma solo dei correttivi che tendono ad uniformare, senza per altro riuscirvi, il trattamento di situazioni sostanzialmente diverse:infatti, fermo restando che la sanzione principale di carattere pecuniario è sempre eguale per tutti, per quella accessoria di sottrazione di punti, una differenziazione è giustificata da una serie di fatti che non si possono trascurare, quali i chilometri percorsi in un anno dai conducenti di veicoli industriali, dieci volte superiori a quelli percorsi dai normali automobilisti, le conseguenze della revoca della patente per un autista professionale che spesso costituisce l’unica fonte di sostentamento per se e la propria famiglia, le condizioni obiettive in cui sovente si trovano costretti ad operare, a causa della carenza che di aree di parcheggio che li pongono nell’alternativa o di violare le disposizioni sui tempi di guida e di riposo o di rischiare la rapina del mezzo, del carico e, sovente, la vita, il continuo ricatto cui sono sottoposti da parte della committenza che pretende, pena la perdita del contratto di trasporto, consegne in tempi impossibili, senza rischiare alcuna sanzione. Pertanto, conclude Colucci, se tale orientamento dovesse essere confermato nell’incontro di Palazzo Chigi, la trattativa si avvierebbe al fallimento.


