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Rubrica Ruote d’Italia curata dal Segretario Generale di Fai-Conftrasporto Carlotta Caponi.

Roma, 27 aprile 2026

Care imprenditrici, Cari imprenditori,

ci troviamo oggi a commentare una fase ancora più complessa e delicata della nostra vertenza, segnata da due elementi che impongono una riflessione seria e responsabile: da un lato, il confronto istituzionale finalmente avviato; dall’altro, episodi gravi che rischiano di compromettere il lavoro unitario portato avanti in questi mesi.

Non possiamo infatti ignorare quanto accaduto con il fermo non autorizzato promosso da una sola sigla dell’autotrasporto e le sue terribili ripercussioni.

Un’iniziativa al di fuori delle regole condivise e del percorso unitario costruito con fatica all’interno di UNATRAS, che ha avuto conseguenze drammatiche, fino alla perdita di una vita umana.

Di fronte a fatti di tale gravità, è necessario essere chiari: il rispetto delle regole, della sicurezza e delle procedure non è un elemento formale, ma sostanziale. Il diritto alla protesta non può mai tradursi in azioni che mettano a rischio le persone o che indeboliscano la credibilità dell’intera categoria.

In momenti come questi, l’unità non è solo un valore politico, ma una responsabilità concreta.

Parallelamente, sul piano istituzionale, registriamo un passaggio importante. L’incontro svoltosi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presieduto dal Viceministro Rixi, ha rappresentato un momento di confronto più approfondito rispetto al recente passato.
Al tavolo, le principali sigle dell’autotrasporto hanno potuto rappresentare con chiarezza la reale condizione del settore. I dati parlano da soli: l’aumento del prezzo del gasolio tra marzo e aprile 2026 si attesta intorno al 46%, rispetto al 37% dello stesso periodo del 2022. Una dinamica insostenibile, che sta erodendo la marginalità delle imprese e mettendo a rischio la tenuta dell’intero comparto.
Abbiamo quindi ribadito con forza un punto centrale: l’attuale stanziamento di 100 milioni di euro è del tutto insufficiente. Serve un intervento strutturato, con un plafond che si avvicini almeno ai 500 milioni di euro per ogni trimestre interessato dalle misure di contenimento, in linea con quanto già avvenuto durante la crisi precedente.
Importante anche il segnale politico: il Ministero ha già richiesto la convocazione di un tavolo a Palazzo Chigi con la Presidenza del Consiglio. Un passaggio che, se confermato nei tempi annunciati, riporterebbe il settore dell’autotrasporto al centro del confronto istituzionale ai massimi livelli dopo oltre vent’anni.

A questo si aggiungono le dichiarazioni del Ministro Salvini, che ha ribadito la disponibilità di risorse, pur nel quadro delle necessarie verifiche a livello europeo. È un elemento che non può restare solo sul piano delle intenzioni: ora servono atti concreti e tempestivi.
Rimane però un dato di fondo: siamo ancora in una fase interlocutoria. Le aperture registrate dovranno tradursi rapidamente in provvedimenti effettivi.

Per questo, la linea di FAI, coerentemente con quella del coordinamento UNATRAS resta confermata.

Il fermo, proclamato nel rispetto delle regole e della normativa vigente, rappresenta oggi uno strumento legittimo e necessario per ottenere risposte adeguate alla gravità della situazione.
In questo contesto, è fondamentale evitare iniziative isolate e non coordinate, che rischiano solo di indebolire la posizione comune. La forza della categoria sta nella compattezza, nella credibilità e nella capacità di mantenere una linea chiara e condivisa.

Abbiamo dimostrato, ancora una volta, senso di responsabilità e disponibilità al confronto. Ora è il momento delle risposte.

Un caro saluto!

Carlotta Caponi
Segretario Generale FAI