Rubrica Ruote d’Italia su “Il Giornale dell’11 aprile 2010

Rubrica Ruote d’Italia su “Il Giornale dell’11 aprile 2010

12 Aprile 2010

S.P. 69 di “Santa Caterina” – Tronco Laveno Mombello – Luino

12 Aprile 2010

Rubrica Ruote d’Italia su “Il Giornale dell’11 aprile 2010

12 Aprile 2010

S.P. 69 di “Santa Caterina” – Tronco Laveno Mombello – Luino

12 Aprile 2010

Nel mondo dei trasporti in questo periodo si ascoltano molte disquisizioni ma ci sono pochi fatti concreti. Dopo quasi due anni si può affermare che il trasporto e la logistica non sono evidentemente al centro delle scelte del governo. Questo non perché l’Esecutivo non mostri attenzione nei confronti di un settore che, come spesso riconosciuto dallo stesso presidente del Consiglio, è determinante per la competitività del sistema Paese (le risorse destinate con la recente Finanziaria sono infatti significative): quello che suscita perplessità sono le notevoli discrasie tra quanto viene annunciato come scelta politica e quanto invece viene messo in atto. È solo la solita burocraziacheostacolalacompletarealizzazionedellesceltedelgoverno? Non lo sappiamo. Sappiamo invece, e purtroppo molto bene, che così non è possibile proseguire e Conftrasporto, onde evitare il peggio, si permette di evidenziare le lacune più evidenti, sperando che questo sia da stimolo per determinare un cambio deciso di marcia nella fase che si apre dopo gli innegabili consensi elettorali ottenuti dal leader del centro destra.

Dopo due anni la Consulta del trasporto e della logistica non è ancora entrata in attività, ma anche il Comitato centrale dell’Albo non è stato rinnovato; è in prorogatio da 10 anni. Nel trasporto persone si consente al sindaco della città di Roma,che avrebbe fatto sapere di essere pronto a scendere in piazza con la fascia tricolore per difendere i taxisti capitolini, di portare avanti una impostazione che ostacolerà la libertà di esercitare il diritto all’impresa a 40mila operatori del noleggio in tutto il Paese. Sarebbe comprensibile una battaglia per la legalità, ma è giusto condividere un’iniziativa che certamente danneggia alcuni per difendere operatori che non rilasciano ai loro clienti lo scontrino fiscale? Tutto ciò però avviene e, nonostante gli interventi, in modo poco comprensibile (o forse troppo?) non vengono fatte partecipare al tavolo del confronto realtà associative rappresentative, come Conftrasporto-Confcommercio e Federnoleggio. E che dire delle tasse che le amministrazioni delle principali città d’arte del nostro Paese applicano sui bus turistici senza tener conto dell’inquinamento prodotto? E, ancora, come definire il ritardo (nove mesi!) sulle modifiche al Codice della strada che tocca la sicurezza stradale e la vita della gente? A tutt’oggi il provvedimento giace al Senato e ogni qualvolta un tragico evento si verifica i richiami all’introduzione di norme più incisive si sprecano. Poi basta. Da ultimo, ma non certo per importanza, gli annunci sullo sviluppo dell’intermodalità. Le risorse a favore dello sviluppo delle autostrade del mare tardano a essere messe a disposizione delle imprese o, come per il 2010, non esistono ancora fondi.

Le ferrovie, anziché potenziare il trasporto merci hanno scelto di favorire l’alta velocità, che magari poi verrà ceduta a privati, e come segnala inascoltata da tempo l’associazione degli operatori ferroviari e intermodali (Assofer), «si è arrivati addirittura dal primo aprile a impedire di trasportare merci pericolose a carico diffuso e lo stesso destino si estenderà alle merci generiche, causa i pochi scali rimasti aperti e le richieste di incremento dei prezzi». E ci sarebbero altri esempi. Ma ora quello che preme evidenziare è un rischio, concreto: se il prezzo del greggio proseguirà la sua corsa al rialzo sarà molto problematico evitare che nell’intero mondo del trasporto si aprano fasi di conflittualità di difficile gestione. Ricordiamo cosa successe al Governo Prodi.

Conftrasporto vuole evitare che ciò accada ma da sola può fare poco; serve un cambio di passo.

Paolo Uggè