Rubrica Ruote d’Italia su “Il Giornale” del 23 maggio 2010

Rubrica Ruote d’Italia su “Il Giornale” del 23 maggio 2010

24 Maggio 2010

TRI10093 – Principali adempimenti fiscali e previdenziali del mese di giugno 2010.

25 Maggio 2010

Rubrica Ruote d’Italia su “Il Giornale” del 23 maggio 2010

24 Maggio 2010

TRI10093 – Principali adempimenti fiscali e previdenziali del mese di giugno 2010.

25 Maggio 2010

Che lo vogliamo o no, anche il nostro Paese, nonostante l’oculata gestione del ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti abbia evitato ai cittadini interventi traumatici conseguenti alla crisi economica mondiale, si troverà a dover individuare gli interventi necessari a ridurre il deficit pubblico.

In questi giorni abbiamo sentito le proposte più disparate: dalla diminuzione dei compensi per i parlamentari all’abolizione delle vetture di servizio. Addirittura sono stati ipotizzati interventi sulle pensioni o sui salari di alcune categorie. Ogni idea che consenta una visibilità sui media viene oggi utilizzata mettendo in ambascia intere categorie. E intanto continua a restare inspiegabile il motivo per cui non si sopprimono, come da impegni elettorali assunti, Province o Comunità Montane. Mancate promesse sulle quali gli italiani, al momento opportuno, giudicheranno il governo.

Un fatto è certo: poche sono le analisi per comprendere le ragioni della situazione che si è determinata e, soprattutto,per capire chi sono coloro che i cittadini italiani debbono «ringraziare». Un esempio viene dal cambio lira-euro e dalla gestione dei nuovi ingressi nell’area dell’Unione che non sono stati così irrilevanti per l’evoluzione negativa in atto.

Quando vengono poste tali riflessioni si viene catalogati subito come dei detrattori dell’Europa unita o del vero responsabile del guaio, del quale oggi paghiamo le conseguenze, ovvero il professor Romano Prodi.

Richiamarlo alla mente dei cittadini non è un delitto di lesa maestà, ma un fatto  evidente. Fatta la diagnosi, occorre trovare la cura.

Una delle soluzioni che per nostra competenza ci permettiamo di rilanciare è quella delle soluzioni logistiche adeguate. E visto che di cure stiamo parlando, prendiamo come esempio proprio la sanità che, secondo il Fondo monetario, sarebbe il problema più grave della spesa pubblica italiana con il 6,3 per cento del Pil. Per impedire che l’«ammalato Italia» peggiori, basterebbe semplice mente utilizzare come antidoto la logistica, prendendo esempio da esperienze già in atto in altri Paesi che hanno portato a una riduzione di costi pari a 1028 euro per posto letto. Alcune stime attestano che in Italia sarebbero 250mila i posti letto. Quindi, con una semplice operazione, si può scoprire quanto direttamente si possa risparmiare in termini di costi. La soluzione è contenuta nel Patto della Logistica sottoscritto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella XIV legislatura prima d’essere accantonato dall’allora ministro ai Trasporti Alessandro Bianchi. L’idea sulla quale era nato quel «patto» si basava sulla possibilità di riconoscere contributi dello Stato aggiuntivi rispetto a quelli preventivati per la sanità, solo alle regioni che avevano utilizzato il progetto di gestione per la logistica ospedaliera predisposto. Certo, realizzare un simile progetto necessita impegno e rischi ed è sicuramente più difficile che fare delle «sparate» demagogiche. La domanda è se il nostro Paese sia ancora in grado di sopportare dei chiacchieroni o voglia invece affrontare le vere questioni che sono come i nodi : prima o poi vengono al pettine.

Paolo Uggè