
Rubrica “Ruote d’Italia” su Il Giornale del 16 maggio 2010
17 Maggio 2010
LAV10091 – T.F.R. Coefficienti di rivalutazione del trattamento di fine rapporto. Aggiornamento di aprile 2010.
18 Maggio 2010È senza dubbio un’iniziativa rilevante e di grande spessore civico quella sottoscritta dai rappresentanti di Confindustria con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per combattere la criminalità organizzata, utilizzando come «armi» procedure rapide e trasparenza.
«Impegni reciproci per le imprese e per il ministero dell’Interno, per rendere più efficaci i controlli e per il monitoraggio in materia di appalti per lavori, servizi e forniture, con lo scopo di informazioni e più celerità delle procedure», ha felicemente riassunto un articolo pubblicato sul Sole-24 ore, a dimostrare quanto sia forte nei contenuti l’accordo sottoscritto. Siamo certi che l’intenzione del leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, sia seria e soprattutto significhi l’avvio di un percorso concreto in direzione della trasparenza e del rispetto delle regole che deve valere per tutti.
Non siamo certo di fronte a un’iniziativa assunta solo per farsi un po’ di pubblicità o per «lavarsi l’anima».
Dopo aver letto, con molta soddisfazione, quanto concordato, non possiamo che rivolgerci alla presidente di Confindustria per formulare un appello chiaro affinché quanto solennemente contenuto nell’accordo venga esteso nei comportamenti anche nei rapporti stipulati con le imprese di autotrasporto. Trasparenza (assicurata da contratti in grado di garantire che i costi della sicurezza siano riconosciuti alle imprese contraenti) e verifica attraverso il Durc, il documento unico di regolarità contributiva, che le imprese abbiano versato quanto dovuto; definizione di regole comuni per assicurare che i rapporti si determinino nel rispetto di norme condivise; definizione chiara della gestione dei pallets per evitare operazioni di riciclaggio ed evasione fiscale; tempi di pagamento certi: queste (ma anche diverse altre che le associazioni degli autotrasportatori saranno lieti di illustrare direttamente al presidente di Confindustria) sono tutte richieste che mirano a favorire l’instaurarsi di un clima costruito su procedure trasparenti, perfettamente in sintonia con il protocollo sottoscritto da Emma Marcegaglia e da Maroni.
Aggiungo un’osservazione che propongo alla presidente Marcegaglia con l’augurio che la voglia condividere: se un operatore del trasporto opera al di fuori del rispetto delle regole sulla sicurezza sociale e della circolazione, certamente non riuscirà a marginare i costi che sostiene e quindi, non solo violerà le normative di legge (viaggiando a velocità elevate, caricando più merce, lavorando per ore e ore senza riposi per compensare il guadagno perso lavorando sottocosto) ma sarà più facilmente aggredibile di altri dalle forze della malavita che potrebbero utilizzarlo, per esempio, per poter riciclare del denaro sporco.
Proprio quanto emerso in questi ultimi giorni dalla brillante operazione delle forze dell’ordine. Se si condivide il ragionamento (e credo che non possa altro che essere così) mi permetto di chiedere alla presidente di Confindustria un intervento affinché anche coloro che siedono in rappresentanza della sua organizzazione al tavolo delle trattative al ministero dei Trasporti evitino di interpretare male le richieste che la categoria pone, richieste che non mirano a reintrodurre tariffe obbligatorie, come sostenuto dal suo vicepresidente delegato, ma a dare vita a un sistema imperniato su regole trasparenti e certe che sono la vera azione che impedisce alla malavita organizzata di trovare il proprio interesse. Siamo d’accordo o no? Ci attendiamo risposte coerenti.
Paolo Uggè


