
FIS16046 – Oggetto: Fisco. Rettifica delle tabelle nazionali dei costi chilometrici pubblicate dall’ACI. Comunicato Agenzia delle Entrate.
5 Febbraio 2016
INT16047 – Oggetto: Aggiornamento accordo U.E._Confederazione svizzera sul trasporto stradale e ferroviario. Nota del MIT.
5 Febbraio 2016Nella giornata del 2 febbreaio u.s. si è tenuta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del Ministro Delrio, la riunione parteraniale di intermodalità convocata dalla Struttura tecnica di missione diretta dal Prof. Ennio Casccetta. L’incontro, che ha visto la partecipazione di stakeholders, associazioni di categoria di settore e direzioni ministeriali competenti, è stato l’occasione per illustrare il documento relativo alle “Politiche per il rilancio del trasporto ferroviario delle merci” ed aprire il confronto sul rilancio della competitività logistica italiana a favore del sistema produttivo del Paese.
Il prof. Cascetta, in apertura di lavori, ha sottolineato la necessità di far crescere la quota di trasporto intermodale quale esigenza nazionale per contribuire all’obiettivo di tutela ambientale ed assolvere ad obblighi europei recuperando competitività con la programmazione strategica Europea.
Sono state presentate alcune linee strategiche di indirizzo sui temi della logistica e dell'intermodalità ferroviaria, partendo dall’attuale situazione in cui il traffico in Italia ha subito negli ultimi anni un decremento.
Alcuni dati dimostrano che in Italia viaggiano su ferro 1/5 delle merci della Germania e meno di 2/3 della Francia. Dei 14 porti core, solo 10 risultano collegati via ferro e anche per i 15 sistemi portuali identificati dal Piano della Portualità e delle logistica occorre ragionare in un'ottica di collegamenti di qualità, ora non omogenei.
Nei prossimi mesi, raccogliendo suggerimenti e proposte degli stakeholders, si redigeranno le linee guida di indirizzo strategico relative a trasporto ferroviario merci e intermodalità terrestre.
Il Ministero dei Trasporti intende incentrare le azioni su tre cardini:
1- Infrastrutture
2- Regole
3- Incentivi
Manca infatti una maglia efficiente dei collegamenti primari di connessione ai servizi ferroviari.
Il sistema ferroviario delle merci italiano si ferma sostanzialmente al Nord. L'incremento del trasporto merci su ferro e della integrazione dei nodi e delle reti rappresenterebbero un vantaggio competitivo per il Paese, oltre che ambientale.
Sulle infrastrutture è prevista la revisione del contratto di programma RFI, ma l’ultimo miglio è decisivo. A tal fine sono stati avviati diversi incontri con alcuni porti per migliorare e valorizzare i sistemi portuali.
C’è la necessità di portare a livello nazionale le singole questioni localistiche per agire da sistema.
Riguardo al Mezzogiorno il PON individua le Aree logistiche integrate in un unico sistema territoriale. Bisogna consolidare questi sistemi e valorizzare le sinergie.
Altro tema quello dei corridoi doganali, in fase di sperimentazione. Servono a ridurre i tempi di sdoganamento.
Sugli incentivi, dopo anni di stop and go la Legge di Stabilità 2016 ha previsto:
Marebonus 45 – 44 – 48 Milioni per triennio 2016-2018; Ferrobonus 20 – 20 – 20 Milioni per triennio 2016-1018.
Esistono altre varie iniziative regionali.
Obiettivo di queste politiche di rilancio è aumentare nei prossimi 5 anni il 50% dei servizi ferroviari (per raggiungere valore europeo).
Il Ministro Delrio ha sostenuto che intermodalità e logistica sembrano parole astratte, sconosciute alla politica, temi spesso rimangono confinati in convegni e studi e che invece impattano notevolmente sulla vita economico-sociale del Paese.
Oggi importanti condizioni di garanzia su investimenti sia per incentivi ma anche da RFI.
Aperta la discussione, sono intervenuti alcuni rappresentanti di associazioni di categoria, di cui si riporta uno stralcio.
Confindustria: apprezzamento del documento, sugli incentivi si riscontrano difficoltà di scendere a livello aziendale, oltre ad incentivare chi offre servizi, bisogna incentivare chi domanda questi servizi perché sono questi che spostano dalla gomma al ferro.
Assoporti: seppur si esprime apprezzamento per il piano di rilancio, la scelta di destinare 450 Milioni di euro all’autotrasporto è in netta controtendenza con queste politiche.
Confetra: su incentivi si ritiene che la scelta la fa il decisore che è la merce. Non vanno destinati né agli intermediari né alle modalità (gomma/ferro/nave), ma al produttore o al consumatore della merce.
Fercargo: condividiamo la necessità di dar priorità a porti e terminals, che non necessariamente sono interporti. Sugli incentivi, non entriamo in contrasto con gomma, ma lavoriamo insieme.
Unatras: l’autotrasporto ha fatto dei sacrifici accettando la proposta del Governo e le scelte in tema di politica ambientale, sono state prese risorse destinate agli operatori per il rimborso delle accise sul gasolio di alcune motorizzazioni e spostate su altri interventi per favorire l’intermodalità in un’ottica di sistema.
Assotir: Partiamo dall’assunto che l’autotrasporto responsabile ha rinunciato a proprie risorse per destinarle ad altri interventi. Se partiamo tutti da questa posizione, senza preconcetti possiamo valutare e decidere al meglio come proseguire su interventi proposti.
Anita: varie valutazioni tecniche sul documento, bisognerebbe migliorare qualcosa per rendere un documento ministeriale imparziale.
Sugli incentivi è opportuno circoscrivere il campo d’azione a ciò che è realmente trasporto intermodale ferro-gomma.
Tutti gli stakeholders faranno pervenire proprie osservazioni e riflessioni scritte al Ministero dei Trasporti.



