
SPE11072 – Consulente per il trasporto delle merci pericolose. Modifica dei termini di presentazione della relazione annuale.
12 Aprile 2011
Riconoscimento dei costi minimi di esercizio del trasportatore per la tutela della sicurezza stradale
12 Aprile 2011Si comunica che il Tribunale di Trieste, tra i primi in Italia, ha emanato, lo scorso 18 marzo, un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, con cui riconosce ad un trasportatore le differenze tra i corrispettivi effettivamente ottenuti ed i costi minimi di esercizio che per la tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato avrebbe dovuto invece ricevere, ai sensi dell’articolo 83 bis della legge 133/2008. Nell’emanare il citato decreto ingiuntivo, per il consistente importo di 126mila euro (che fa riferimento a solo 9 fatture relative a servizi di trasporto eseguiti in forza di contratto non stipulato in forma scritta), il Tribunale di Trieste ritiene provata la domanda da parte del trasportatore, con la relativa documentazione, riconoscendo come questi abbia ottenuto corrispettivi che non gli consentono di coprire i propri costi di esercizio e di salvaguardare la sicurezza stradale voluta dalla disposizione della Legge 133 del 2008.
Altri tribunali, come quello di Salerno o di Roma, stanno emanando, proprio in questi giorni, analoghi decreti ingiuntivi .
Di seguito il commento politico del Presidente FAI /Conftrasporto Paolo Ugge, seguito all’emanazione del provvedimento da parte del Tribunale di Trieste.
“E’ una notizia importante che fa traballare tante teorie di illusionisti che in tutti questi mesi hanno provato e, stanno cercando ancora, di spiegare alla categoria che la riforma sulla liberalizzazione regolata non raggiunge gli scopi prefissati. La memoria, oltre alla sfrenata voglia di criticare a prescindere, talvolta rischia di deformare quelle che sono invece realtà limpide. Nessuna liberalizzazione selvaggia è stata realizzata nel nostro Paese.
La legge n.32/05 ed i decreti legislativi hanno introdotto le regole che possono fornire agli interessati coinvolti ed a coloro che sono chiamati a giudicare punti di riferimento dei costi della sicurezza.
Chi non rispetta le disposizioni si mette nella condizione di rifondere i danni generati a tutti coloro che si ritengano danneggiati. Questi possono essere cittadini, imprese, assicurazioni etc.
Senza riforma oggi avremmo, forse, una legge con delle tariffe obbligatorie, da sempre indicata come inefficace dalla categoria, ma le cui conseguenze certamente colpirebbero le sole imprese di autotrasporto italiano. Ricordo che la legge n. 298/74 prevedeva, per il mancato rispetto dei valori tariffari, sanzioni che prevedevano anche l’esclusione dall’Albo.Nessuna sanzione si poteva applicare ai committenti, ai caricatori, ai proprietari della merce, né ai trasportatori esteri.
La legge di riforma introduce invece il principio della responsabilità condivisa e consente non solo di poter recuperare le differenze maturate per il mancato riconoscimento dei costi della sicurezza ma anche di sanzionare i committenti o proprietari della merce e di intervenire anche nei confronti dei vettori esteri che operino in spregio alle norme della sicurezza della circolazione e sociale.
Una riforma quindi che consente la possibilità a chi vuol essere imprenditore di poter far valere i propri diritti nelle trattative con i rispettivi committenti. Certo continuano a permanere le offerte al ribasso e l’esasperata concorrenza tra operatori, ma non si può affermare che quanto in vigore non instauri le opportunità da utilizzare. Il ritorno ai prezzi minimi obbligatori ripristinerebbe il sistema tariffario, quasi mai applicato, con il rischio che si rinnoverebbero le medesime conseguenze di natura giuridica. Ognuno ovviamente è libero di pensare diversamente, ma i nostri esperti legali ci confortano in questa interpretazione.
Intanto un consorzio ha chiesto al giudice il decreto ingiuntivo nei confronti di un committente che, in assenza di un contratto scritto aveva corrisposto corrispettivi non aderenti ai costi della sicurezza, e lo ha ottenuto. Questa prima conferma della funzionalità del sistema dovrebbe indurre coloro che si presentano come strenui difensori della categoria ad operare perché si possa estendere a tutte le imprese del settore. L’unica strada utile è di unirsi alla richiesta, che da tempo Unatras da sola rivolge al Governo, per ottenere quei controlli che sono la condizione per far funzionare le nuove regole introdotte.
E’ la mancanza dei controlli l’elemento che fino ad oggi impedisce la piena applicazione di una riforma che potrebbe determinare migliori condizioni per tutti i nostri operatori.
Oggi, quindi, un importante passo avanti è stato compiuto nell’interesse della sicurezza e di tutte le imprese di autotrasporto. Continuiamo così.”
Paolo Uggè – Presidente FAI Conftrasporto


