
Conftrasporto – Rischio agitazioni – Organizzazione chiede a Governo rispetto impegni protocollo
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15 Settembre 2006Gli operatori aprano gli occhi e non si facciano confondere da illusionisti o da demagoghi di risulta. Non ? il tempo dell’irresponsabilit?. Ma la professionalit?, la ponderazione e la conoscenza sono le strade vincenti.
Era stata una facile previsione la nostra. Con il nuovo governo non sar? cos? facile colloquiare e per ottenere un incontro si dovr? ritornare alle dichiarazioni di azioni di mobilitazione. Detto fatto eccoci qua. Questa ? l’impressione che si ricava dalle dichiarazioni rilasciate dai vertici delle associazioni di categoria.
La colpa sarebbe facile da scaricare su chi nel governo ha avuto la delega di seguire il mondo dell’autotrasporto. Ma, oltre che ingeneroso, questo non sarebbe neppure giusto. Non ? certo per mancanza di volont? del nuovo sottosegretario ai trasporti se alla riunione convocata a palazzo Chigi il 9 di agosto nessun rappresentante politico della Presidenza del Consiglio ha ritenuto doveroso prendervi parte. Ci? che traspare ? purtroppo la dimostrazione di uno scollegamento e un colpevole disinteresse di chi ha la responsabilit? politica di guidare l’economia del Paese e prevenire i conflitti. Tutti potranno ricordare come il dottor Gianni Letta, Sottosegretario di Stato del governo Berlusconi, seguisse con attenzione le problematiche relative al settore del trasporto e questa non ? propaganda ma solo un fatto inconfutabile. Oggi dobbiamo prendere atto che cos? non ? pi?.
La situazione del settore si trascina dunque senza che i processi di rinnovamento che erano stati sostenuti dalle rappresentanze della categoria vadano a compimento e questo risulta estremamente preoccupante. Ma ancor pi? destabilizzante risulta essere l’incomprensione che sembra albergare in alcuni che si prefiggono di tutelare gli imprenditori del settore. Certi comportamenti condurranno molte imprese verso il baratro ma anzich? riflettere si preferisce ricorrere ai soliti annunci ed a richieste di risorse molto difficili da ottenere. Sar? gi? un successo mantenere quanto oggi in essere.
Per comprendere quanto sta avvenendo occorre per? partire da alcuni punti fermi. Quello pi? significativo ci pare essere la riforma del settore. Dimenticare che ci troviamo in presenza di una riforma generata da una legge delega, approvata dal Parlamento, ? semplicemente demenziale. Le leggi delega assegnano solitamente al governo un tempo entro il quale, all’interno delle norme definite nella legge, si possono apportare dei correttivi alle disposizioni, attraverso il ricorso a decreti legislativi. Ci? che deve essere ben chiaro ? che un decreto legislativo non pu? mai cambiare o stravolgere la norma primaria di una legge. Questo significa che se entro il mese di marzo del 2007 non verranno concordate con l’esecutivo modifiche alle normative vigenti, tutto rimarr? immutato. L’unico risultato possibile sar? quello di ottenere, ma solo attraverso un nuovo provvedimento primario di legge, proroghe della delega. Per ottenere tale risultato occorre la volont? del governo e la condivisione delle parti interessate alla riforma.
La legge di riforma, come ? noto ? la risultante di intese tra la maggior parte delle associazioni dell’utenza e del trasporto. Negare che sussistano delle perplessit? o contrariet? in una parte minoritaria della categoria sarebbe sbagliato cos? come disconoscere che cambiamenti all’interno dei limiti sopraddetti si sarebbero potuti apportare per mezzo delle azioni di monitoraggio, da effettuarsi all’interno della Consulta da parte delle realt? interessate. In tal senso il protocollo di intesa sottoscritto in data 17 novembre 2005 si pronuncia. Per essere meglio precisi si prevede che entro il mese di ottobre a livello governativo si sarebbero dovute definire le eventuali modifiche da sottoporre al Parlamento. Il riferimento ? comunque sempre ai decreti attuativi e non alla legge.
Una ulteriore evidenza appare chiara: la riforma, nonostante alcune possibili modifiche, ? considerata in modo positivo dalla gran parte delle associazioni interessate. Conseguentemente le ipotesi sono due: o si definiscono comunemente le eventuali modifiche, oppure il testo rimarr? quello in essere. Non basteranno di certo le lamentazioni di coloro che attribuiscono alla riforma la colpa di tutti i mali dell’autotrasporto ad ottenerne modifiche significative, come ad esempio la previsione della responsabilit? oggettiva. Nessun uomo di governo avveduto si avventurer? di fronte ad una evidente situazione di scollamento nella parte dell’autotrasporto ad accettare modificazioni, se non condivise dalla maggior parte degli interessati.
Il risultato sar? dunque uno solo: la riforma non verr? modificata.
Ecco dunque il senso della riflessione posta a titolo dell’articolo. La strada delle modifiche passa attraverso la ricostituzione della Consulta e all’azione di monitoraggio. Chi chiama gli operatori alla mobilitazione ed attribuisce alla riforma le responsabilit? delle condizioni nelle quali si trovano le imprese di autotrasporto sta ingannando la categoria cos? come allorquando sosteneva la possibilit? di ridurre il prezzo del gasolio senza il benestare della Comunit? europea.
Gli operatori aprano gli occhi e non si facciano confondere da illusionisti o da demagoghi di risulta. Non ? il tempo dell’irresponsabilit?. Ma la professionalit?, la ponderazione e la conoscenza sono le strade vincenti. Questo ovviamente non significa che non ci si dovr? battere per la difesa dei legittimi interessi della categoria ma la battaglia dovr? avere come obiettivo l’ottenimento di misure possibili e condivise almeno dalla gran parte delle imprese. Diffidiamo, dunque, dai soliti tromboni o dagli spacciatori di speranze irrealizzabili. La concretezza, tipico elemento di chi vuol essere imprenditore, deve guidare le scelte nei momenti difficili. E questo indubbiamente lo ?.
SANDOKAN


