Nomisma: confermati i segnali di lenta ripresa – 25/03/2016
29 Marzo 2016
FIS16087 – Oggetto: Accise. Presentazione delle domande di rimborso per il gasolio consumato nel I trimestre 2016
29 Marzo 2016Crescita più bassa, più a lungo. Ma con rischi più alti
Per Prometeia anche nel 2016 continua il rallentamento della crescita mondiale (+2,6%), a fronte di una domanda ancora debole, in accelerazione solo a partire dal 2017. Riviste verso il basso le previsioni tra il 2019-2023 per commercio (+4%) e PIL globale (+3%), area euro (+1,1%) e anche per l’Italia (+1%), che non riesce a recuperare il tasso di crescita pre-crisi.
Crescita italiana +1% per il 2016, rivista al ribasso a +1,1% per il 2017. Nel 2016 la crescita dell’occupazione è prevista rallentare, lasciando il tasso di disoccupazione intorno all’11.5%. Il consolidarsi della ripresa favorirà invece un più rapido aumento di occupazione nel 2017.
Stance fiscale moderatamente espansiva in Italia anche nel 2016 e 2017, inverte il segno solo nel 2018, quando si avvia il ciclo di rientro verso l’azzeramento del saldo strutturale. Disavanzo previsto ridursi nel triennio all’1.7% del PIL; Debito/PIL in lento ma costante rientro, al 130.8% nel 2018.
Petrolio a 39 dollari nel 2016, per l’Italia 12 miliardi di euro totali di benefici: 7,5 in più per il reddito delle famiglie e 4,5 di minori costi per le imprese. La media al 2023 del barile è a 70 dollari, ben al di sotto dei livelli medi degli ultimi anni.
Il ritorno dell’inflazione europea verso 2% avverrà solo tra 2018 e 2019. La BCE manterrà i tassi ai minimi fino al 2019, consentendo alla UE di superare l’attuale fase di debolezza ciclica con una riduzione del ritmo di crescita del PIL nel 2016 rispetto al 2015 di un solo decimo di punto (+1,4%), mantenendo gli stessi ritmi di espansione successivamente.
Il binomio inflazione in ripresa e bassa crescita del salario orario non sarà neutrale per l’economia statunitense: la crescita USA si fermerà a +1,7% per il 2016. Con queste premesse, la Fed aspetterà l'inizio del 2017 per aumentare i tassi.
La Cina, che pure tornerà a fornire un contributo positivo agli scambi mondiali, avrà una crescita media annua al 2018 del 6%.



