Prometeia: Rapporto di Previsione luglio 2015 – 15/07/2015

Istat: Prezzi all’importazione dei prodotti industriali – 16/07/2015

20 Luglio 2015

Istat: Prezzi al consumo – 14/07/2015

20 Luglio 2015

Istat: Prezzi all’importazione dei prodotti industriali – 16/07/2015

20 Luglio 2015

Istat: Prezzi al consumo – 14/07/2015

20 Luglio 2015

Prometeia rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia nel 2016, da 1,6% a 1,3%: i consumi non riescono a compensare le difficoltà del commercio che frenano le esportazioni. Confermato Pil +0,7% per il 2015Le famiglie saranno tra le maggiori beneficiarie dell’allentamento fiscale del Governo. Nel 2015 il loro reddito disponibile crescerà più dell’1%, come non accadeva da 7 anni. Tuttavia prevale la cautela, perché il maggiore reddito verrà destinato al risparmioOccupazione in crescita a fine 2015 di 120mila unità. Nel 2018 potrebbero essere recuperati fino a 500 mila addetti (al livello del 2005) con un tasso di disoccupazione al 10%.Con il Jobs Act sono 3 le categorie di lavoratori che potrebbero passare al contratto indeterminato: apprendisti, lavoratori subordinati a tempo determinato e collaboratoriConti pubblici: nel 2015 indebitamento ancora al 3% del Pil, spesa per interessi in calo del 10% grazie alla discesa dello spread. Debito pubblico al 133,4% a fine 2015, ancora in aumento ma in misura inferiore agli anni precedenti. Dal 2016 il Rapporto Debito/Pil torna a scendere fino a 129,7%Commercio internazionale sempre più debole a causa dei Paesi Emergenti ma soprattutto della Cina: le importazioni di Pechino hanno registrato un -20% tra gennaio/aprile 2015Grecia, leconomia del Paese non riuscirà ad evitare un nuovo periodo di pesante recessione nel 2015, con una coda anche nel 2016Secondo i modelli Prometeia il QE avrebbe un’influenza significativa sul mercato del credito italiano: il tasso medio sugli impieghi si riduce di oltre il 70% nei primi due trimestri del 2015. In maniera più graduale aumentano anche gli impieghi a famiglie e impreseBanche Centrali, l’abbondante offerta di moneta e tassi prossimi allo zero non sono stati sufficienti a migliorare le aspettative di crescita per consolidare la ripresa: le maggiori economie si trovano nella trappola della liquidità. Alto il rischio di bolle sui mercatiNel 2012 in Italia circa 7 milioni di persone, (il 13,1% della popolazione) si trovavano in condizione di povertà persistente, a rischio di rimanere “intrappolati” in questa condizione (Poverty Trap): gli abitanti del Sud e le donne hanno più probabilità di diventare e rimanere poveri