Lettera aperta al Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e ai cittadini italiani

20 Febbraio 2007

I Climbers degli specchi

20 Febbraio 2007

Lettera aperta al Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e ai cittadini italiani

20 Febbraio 2007

I Climbers degli specchi

20 Febbraio 2007

“La CNA FITA è tenuta a concordare con la CNA Nazionale le iniziative di tutela sindacale delle imprese associate che prevedano azioni di fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci promosse in modo unilaterale, cioè senza la partecipazione di altre associazioni nazionali di settore.”

Ogni nostro lettore, come sempre, può trarre da solo le sue conclusioni.E’ nostra abitudine lasciare alla capacità di comprensione di ognuno quello che risulta da atti scritti.

Quel comma, tratto dallo Statuto di una associazione che in tutti questi anni ha predicato l’autonomia nelle scelte erigendosi quasi a unico difensore delle imprese di autotrasporto, consente a tanti di noi di assumere consapevolezza sul perchè di talune scelte.

Invitiamo ad usare il giusto discernimento e comprensione nei confronti dei dirigenti di quella organizzazione. Deve essere defatigante parlare, trattare, mediare e poi alla fine basta un no da coloro che rappresentano la Confederazione che tutto crolla e bisogna fare buon viso a cattiva sorte.
Così ora si può spiegare perché i molti “impegni a verificare” contenuti nel recente protocollo di intesa si sono trasformati in certezze inderogabili; perché si sono accettate le decurtazioni delle risorse concordate dei quali è permeato il protocollo del 7 febbraio. Era un modo per spiegare alla “base” le ragioni di una scelta.

La FAI non ha mai provato cosa significhi dover subire le scelte degli altri. Ma eviteremo facili ironie perchè comprendiamo la sofferenza dei dirigenti della Fita. Per il futuro dovremo però richiedere, prima di dare peso alle loro prese di posizione, o la presenza di un dirigente responsabile o, meglio ancora, una posizione scritta.

La dichiarazione di Longo a commento del fermo attuato a Genova dimostra ancora una volta l’inaffidabilità del soggetto.

La Fita non concordava sul fermo di Genova, diversamente a quello che richiedevano gli autotrasportatori.

Oggi, per rifarsi una verginità, il segretario Fita torna a chiedere a gran voce la riforma della Legge di riforma dell’autotrasporto da “subito”. Si legga Longo quello che ha firmato o meglio quello che grazie all’input confederale è stato costretto a firmare, e si domandi se non sia il caso di smetterla di prendere in giro la gente.

Redattore: Segreteria Generale