Novità sulla Direttiva Europea 2002/15 sull’orario di lavoro autotrasportatori

Accordo volontario nazionale per il trasporto barbabietole da zucchero. Proclamato lo stato di agitazione delle imprese

30 Giugno 2010

Novità sulla Direttiva Europea 2002/15 sull’orario di lavoro autotrasportatori

30 Giugno 2010

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30 Giugno 2010

Novità sulla Direttiva Europea 2002/15 sull’orario di lavoro autotrasportatori

30 Giugno 2010

Come già evidenziato con una news in primo piano dello scorso 29 aprile 2010, gli eurodeputati della Commissione Impiego e Affari Sociali del Parlamento Europeo avevano detto “NO” alla esenzione dall’assoggettamento alle disposizioni della direttiva 2002/15 CE, relative ai tempi di lavoro nell’autotrasporto, degli autotrasportatori autonomi, meglio conosciuti come “padroncini”. Esenzione  proposta a suo tempo dalla Commissione Europea.

Sull’importante argomento si era, successivamente, aggiunta l’approvazione di una risoluzione legislativa da parte del Parlamento Europeo che, nell’Assemblea del 16 giugno scorso, confermava la decisione assunta in Commissione.

Proprio a seguito del voto del Parlamento, la Commissione Europea, giovedì 24 giugno, ha definitivamente “ritirato” la sua proposta di modifica alla direttiva. L’annuncio di tale decisione è stato dato in occasione della riunione del Consiglio dei Ministri dei Trasporti riunitosi in Lussemburgo nella medesima data.

La primaria conseguenza del “ritiro”, che era tra le poche soluzioni alla diatriba tra Commissione e Parlamento Europei,  è che la legislazione introdotta con la 2002/15 è in vigore senza alcuna modifica, incluso l’articolo che prevede il rispetto dell’orario da parte dei lavoratori autonomi. Non da oggi, bensì dal 23 marzo 2009.

Non di secondaria importanza è anche la questione che tra i Paesi Europei, la sola Italia aveva recepito la direttiva con il decreto legislativo 234/2007. E’ venuta a crearsi una disparità di legislazione tra Italia ed i 26 Paesi Europei che non può rimanere irrisolta.

Di questo tono è l’interrogazione scritta proposta dall’Europarlamentare On. Licia Renzulli, che ha dato ampia testimonianza di attenzione rispetto al tema che riguarda la sicurezza nella circolazione stradale, che domanda alla Commissione quali azioni immediate intende adottare, soprattutto tenuto conto del mancato recepimento della direttiva da parte della totalità degli altri Paesi dell’Unione.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione scritta proposta dall’On. Renzulli sull’esito della quale attendiamo con interesse, gli sviluppi.

*** – ***

Alla Commissione Europea

Il 16 giugno 2010 il Parlamento Europeo ha respinto la proposta di revisione della direttiva 2002/15/EC che definisce norme comuni per autotrasportatori autonomi e autotrasportatori dipendenti nell’organizzazione dell’orario di lavoro. Già lo scorso 5 maggio 2009 il Parlamento aveva respinto una proposta della Commissione Europea volta a stabilire norme differenti per autotrasportatori autonomi e dipendenti.

L’articolo 2 (campo di applicazione) della citata direttiva 2002/15/EC prevede che “tutte le disposizioni di tale direttiva si applicano anche agli autotrasportatori autonomi a decorrere dal 23 marzo 2009”.

A partire da tale data pertanto ogni Stato Membro era chiamato a stabilire norme uguali per autotrasportatori autonomi e dipendenti.

L’Italia, nel pieno rispetto dei tempi, ha recepito la direttiva mediante decreto legislativo 234/2007, mentre tutti gli altri 26 Stati Membri ancor oggi non hanno avviato alcun processo di recepimento.

Gli autotrasportatori italiani sottostanno quindi ad una legislazione differente rispetto agli altri colleghi comunitari. Si sono così create situazioni di concorrenza sleale tra imprese, fenomeni di dumping sociale ed un aumento dei rischi per la sicurezza stradale.

La Commissione Europea lo scorso 24 giugno ha deciso di ritirare definitivamente la propria proposta.

Alla luce di tale decisione s’interroga la Commissione su quali azioni immediate e concrete intenda adottare affinché tutti gli Stati Membri recepiscano le disposizioni stabilite dalla direttiva 2002/15/EC.

Valuta la Commissione Europea l’opportunità di avviare procedure d’infrazione nei confronti degli Stati inadempienti?