ISTAT – La ricerca e sviluppo in Italia (17 11 2017)
2 Gennaio 2018OCSE – In Italia pressione fiscale cala al 42,9% (24 11 2017)
2 Gennaio 2018Questa che segue vuole essere una newsletter un po’ diversa dalle solite, “ripescando” in tutto il trascorso 2017. Il tentativo è quello di vedere ciò che ha portato al giudizio, più o meno condiviso, sull’attuale quadro economico.
Il 2017 potrebbe essere ricordato come l’anno che ci ha portato al termine della lunghissima e dura crisi economica iniziata nel 2008. Prosegue infatti la crescita economica internazionale e in Italia il settore manifatturiero continua registrare segnali positivi in termini di produzione e di esportazioni. Aumentano gli occupati mentre scende a un ritmo molto debole la disoccupazione. Il contesto generale è caratterizzato da livelli alti di fiducia di consumatori e imprese.
Secondo le ultimissime stime Istat il clima di fiducia dei consumatori è di nuovo in aumento a dicembre mentre quello delle imprese rimane sostanzialmente stabile. Altro dato che induce ad un naturale e giustificato ottimismo è quello sul fatturato dell’industria che a ottobre è cresciuto dell'1,1% rispetto al mese precedente e del 9,4% su ottobre 2016 (+6% nei dati corretti per gli effetti del calendario). Ed anche Banca d’Italia, nella pubblicazione di metà dicembre, Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana, mostra un marcato ottimismo e scrive che sulla base delle ipotesi fondate sui dati economici in possesso, il rafforzamento dell’economia italiana dovrebbe proseguire per tutto il quadriennio di previsione.
Scrive la Bce nel consueto Bollettino Economico che la ripresa nell'Eurozona prosegue "a ritmo sostenuto" con un "significativo miglioramento delle prospettive di crescita". Tuttavia "un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario", a fronte di un'inflazione che rimane moderata e deve ancora mostrare "segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo".
Durante l’Assemblea Ordinaria Asseprim del 2017, svolta a metà dicembre, il Presidente Umberto Bellini ha illustrato con un rapido sguardo la situazione attuale, mostrando come in un quadro economico internazionale favorevole, si rafforza la crescita dell’economia italiana e prosegue il miglioramento dell’occupazione che interessa in particolare l’area giovani e donne.
Nello scorso ottobre il Misey Index Confcommercio ha fatto segnare quota 18,8 punti, quattro decimi di punto in più rispetto a settembre. Per l'Ufficio Studi Confcommercio, "l'ampliamento dell'area del disagio sociale si inserisce in un contesto in cui molti indicatori congiunturali sembrano mostrare una dinamica meno favorevole rispetto ai mesi precedenti. Vi è il rischio che questi andamenti possano rappresentare l'inizio di una fase di rallentamento della ripresa”. In tal senso appaiono illuminanti le parole del Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che in una recente intervista ha detto: “La parola chiave per comprendere questo Natale sospeso tra la fine della crisi e una vera crescita è fiducia. Un ingrediente fondamentale che si può irrobustire solo in un modo: dare una prospettiva certa di riduzione delle tasse”.
Cala la pressione fiscale in Italia al 42,9% del Pil nel 2016 rispetto al 43,3% del 2015. Il Belpaese resta comunque nella parte alta della classifica annuale dell'Ocse.
Secondo i risultati dell’indagine congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia di Tecnoborsa, Banca d’Italia e Agenzia delle Entrate – condotta dal 25 settembre al 25 ottobre 2017 presso 1.463 agenzie immobiliari – nel terzo trimestre del 2017 è diminuita la quota di operatori che segnala pressioni al ribasso sulle quotazioni immobiliari.
A fine settembre le attività finanziarie che Intesa Sanpaolo gestisce per conto della clientela –dichiara Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo- sfiorano il trilione di euro: una cifra imponente, segno concreto della fiducia che la Banca è in grado di generare. Sono risorse che proseguiremo a mettere a disposizione dei progetti di crescita del nostro Paese. Banca Intesa Sanpaolo si dimostra una delle banche più efficienti in Europa con un cost/income al 50,2%.
È anche da eventi come #MobilitàTour, del 18 novembre e organizzato da Federmobilità, che si comprende l’importanza dell’automotive per il nostro Paese. Ed in questa occasione, durante la quale è stato presentato l’Osservatorio sulla mobilità (commissionato a Format Research), che il Presidente Buongiardino ha parlato della creazione di Confcommercio Mobilità, prima Federazione di settore che deriva dal nuovo statuto confederale che favorisce le aggregazioni.
Ai primi di novembre il Fondo Monetario Internazionale confermava la ripresa italiana con il Pil visto al 1,5% per 2017, parlando di “accelerazione in un contesto di crescita rafforzata in Europa e nell'Eurozona.
Per lo Svimez il Mezzogiorno è uscito dalla lunga recessione e nel 2016 ha consolidato la ripresa, registrando una performance per il secondo anno superiore, se pur di poco, rispetto al resto del Paese. L’industria manifatturiera meridionale è cresciuta al Sud nel biennio di oltre il 7%, più del doppio del resto del Paese (3%).
Dopo quasi dieci anni di crisi le imprese tornano ad avere fiducia e a rivolgersi alle Banche per finanziare gli investimenti dei quali hanno bisogno, condividendo con gli istituti di credito piani di crescita e linee strategiche di sviluppo. L’obiettivo delle imprese è quello di rispondere efficacemente alla nuova sfida della digitalizzazione, vera e propria sfida epocale, come fu la globalizzazione 25 anni fa, che per tanti versi colse impreparato il tessuto imprenditoriale del nostro paese. Sono queste alcune delle considerazioni emerse nell’importante evento Format Research, svoltosi ad ottobre a Milano, dal titolo L’orizzonte di fiducia delle imprese. Il credito che crea sviluppo.
Secondo la classifica annuale stilata dal World Economic Forum l’Italia migliora di un gradino la classifica dei paesi più competitivi e segna il suo punteggio migliore di sempre, pur rimanendo lontana dai migliori, passando dal 44° al 43° posto fra i 137 Paesi considerati.
Ad aprile veniva presentato il quinto Osservatorio congiunturale sulle imprese del commercio al dettaglio dell’alimentazione realizzato da Format Research per Fida. Il clima di fiducia delle imprese del comparto, nella seconda metà del 2016, viene visto stabile con tendenza al miglioramento.
All’inizio del 2017, commentando i dati Istat sulla fiducia di famiglie e imprese, l’Ufficio Studi di Confcommercio parlava di un quadro economico molto fragile nel quale emergevano, tuttavia, interessanti indizi di vitalità.



