Markit – L’indice Pmi composito dell’Eurozona di settembre ? sceso a 52,6 punti dai 52,9 di agosto – 23/09/2016
26 Settembre 2016Ocse taglia le stime della crescita italiana: +0,8% sia nel 2016 che nel 2017 – 21/09/2016
26 Settembre 2016Secondo l'Osservatorio sul precariato dell'Inps le assunzioni a tempo indeterminato sono state 743.695 con un calo del 33,7% sullo stesso periodo del 2015 ma con un arretramento anche sui primi sette mesi del 2014 (quando furono oltre 808.000). Potrebbe aver pesato il taglio degli incentivi sui contratti a tempo indeterminato. In 7 mesi, invece, sono stati venduti 84,3 mln voucher, +36,2%.
La gran quantità dei dati sul lavoro che, a cadenza quasi settimanale provengono da Istat, Ministero del Lavoro, Inps, paradossalmente sembra complicare la possibilità di comprensione dell’attuale momento. Il punto è che non tutte le statistiche e i numeri diffusi sono frutto della stessa metodologia o prendono in considerazione lo stesso arco temporale. I dati vanno quindi letti con a fianco la nota metodologica e visti su un periodo più ampio. Questo, per esempio, se si vuole dare un giudizio il più sereno possibile sulle politiche del lavoro del Governo.
Il Belpaese ha il triste primato in tutta Europa di perdita della produzione industriale e dopo la crisi finanziaria è in continua fase di stagnazione. Cala del 22% la produzione industriale in Italia nel periodo 2007 – 2016 secondo quanto fa rilevare AGI dal rapporto dell’Unctad, la Conference Onu su commercio e sviluppo che fotografa una realtà molto pesante per la nostro economia.
In un contesto globale sempre più incerto, molte economie, tra cui Italia, USA e Germania, potrebbero andare incontro a periodi di crescita senza produttività.
La ripresa in Italia si conferma tra le più fragili. Tagliate le stime sul Pil 2016 (da +0,8% a +0,7%) e 2017 (da +0,9% a +0,8%). Per gli anni successivi si stima una crescita media annua vicina all’1%. La stagnazione del secondo trimestre preoccupa per la sua origine: è stata la domanda interna a deludere le attese. (Prometeia)
Nel 2015 il Pil italiano è cresciuto solo dello 0,7%: l'Istat ha infatti rivisto al ribasso la stima preliminare, che a marzo era di +0,8%. Nonostante il taglio, il rapporto deficit/Pil nel 2015 resta (come da stime preliminari) al 2,6%, contro il 3% del 2014. Il debito pubblico si è invece attestato al 132,2% del Pil contro il 131,8% del 2014: un dato comunque migliore delle stime, che prevedevano un 132,7%.
Scende l’indice Markit Pmi a 52,6 punti dai 52,9 di agosto: il tasso di espansione di settembre è rallentato al valore più basso riportando l’indice Pmi Eurozona indietro 20 mesi indietro.
Su "Avvenire" il presidente di Confcommercio sottolinea che "oggi il vero e più grande cuneo fiscale è l'inefficienza della spesa pubblica. È qui che si deve intervenire con urgenza tagliando sprechi ed inefficienze per trovare le risorse necessarie a ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese". Inoltre: “Servono misure che rilancino la domanda interna che, per consumi e investimenti, vale l’80% del Pil. Non tollerabile neanche un piccolo aumento dell’IVA”.



